Malasanità e danno da lucida agonia: riconosciuto il risarcimento per la consapevolezza della morte imminente. 5000 euro al giorno.
Una recente decisione del Tribunale di Monza ha riportato l’attenzione su una particolare forma di danno risarcibile nei casi di malasanità: il cosiddetto danno da lucida agonia. Si tratta della sofferenza psicologica vissuta da una persona che, pur mantenendo lucidità e capacità di comprendere quanto sta accadendo, si rende conto dell’avvicinarsi della propria morte a causa delle gravi condizioni di salute.
La vicenda riguarda un paziente ottantenne deceduto dopo un ritardo diagnostico che, secondo il giudice, ha impedito di intervenire tempestivamente su una grave emorragia interna. L’uomo si era rivolto inizialmente al pronto soccorso lamentando forti dolori addominali, ma il problema non era stato correttamente individuato. Solo nei giorni successivi veniva accertata una situazione clinica ormai compromessa che ha portato al decesso.
Il Tribunale ha riconosciuto la responsabilità sanitaria per la mancata diagnosi e ha disposto il risarcimento dei danni in favore dei familiari. Oltre al danno morale riconosciuto agli eredi, il giudice ha attribuito anche il risarcimento del danno da lucida agonia, ritenendo provato che il paziente fosse consapevole dell’aggravarsi delle proprie condizioni e della concreta possibilità di morire.
Secondo l’orientamento consolidato della Corte di Cassazione, questo particolare pregiudizio risarcisce l’angoscia e la sofferenza interiore vissute dalla vittima nel periodo che precede il decesso. La quantificazione deve tenere conto della durata dell’agonia e dell’intensità della sofferenza. Nel caso esaminato, il giudice ha stimato tale danno in 5.000 euro per ogni giorno di consapevole sofferenza antecedente alla morte.
La decisione conferma come, nei casi di errore medico, il risarcimento possa comprendere non solo le conseguenze fisiche e patrimoniali del danno sanitario, ma anche la sofferenza psicologica provata dalla vittima quando percepisce con lucidità l’approssimarsi della fine della propria vita. Questo principio assume particolare rilievo nelle cause di responsabilità sanitaria legate a ritardi diagnostici, omissioni terapeutiche o errori che abbiano contribuito al peggioramento irreversibile delle condizioni del paziente.
Fonte: Tribunale di Monza – caso ospedale di Vimercate, riportato dalla stampa locale e nazionale nel 2026.

