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INFEZIONI OSPEDALIERE

LE INFEZIONI OSPEDALIERE:

Non tutti sanno che circa il 5% dei pazienti, durante una degenza ospedaliera, contrae un’infezione di origine nosocomiale (o infezione ospedaliera). Perché si possa parlare di infezioni nosocomiali è necessario che tale infezione non fosse presente o in incubazione al momento dell’ingresso del paziente nella struttura ospedaliera e che quindi tale complicanza si sia sviluppata durante il ricovero o dopo le dimissioni. L’infezione nosocomiale non solo può prolungare la degenza ospedaliera, complicando ulteriormente il decorso clinico del paziente ricoverato per altra causa, ma può aumentare anche la mortalità del malato colpito. Si stima infatti che il tasso di mortalità di chi contrae un’infezione nosocomiale sia pari al 5%.

Il 16% delle infezioni ospedaliere vengono contratte durante un intervento chirurgico, a causa non solo dell’ambiente e del trattamento a cui viene sottoposto il malato, ma anche a causa di fattori di rischio legati al paziente come l’obesità, il diabete, l’età, il tabagismo, pregresse infezioni, recenti interventi chirurgici, infiammazioni croniche ed altre condizioni preesistenti.Nel complesso il rischio di infezione del sito chirurgico aumenta in rapporto al numero dei fattori di rischio presenti, indipendentemente dal tipo di intervento. Evidentemente la prevenzione ed il controllo delle infezioni risultano cruciali. I programmi di prevenzione delle infezioni si propongono di limitare le infezioni legate agli ambienti di cura e, contemporaneamente, ridurre i casi di infezioni conseguenti a interventi chirurgici.

infezioni ospedaliere

In ambito medico legale, la responsabilità delle strutture sanitarie viene circoscritta, tenendo conto non solo dell’insufficienza delle misure sanitarie disponibili attualmente, ma anche delle difficoltà che incontra la struttura sanitaria nel dimostrare di aver fatto tutto il possibile per evitare la comparsa delle infezioni nosocomiali e quindi malasanità nella struttura stessa.Il nosocomio non solo dovrà adottare delle procedure interne per evitare l’insorgenza delle infezioni, costituire un Comitato che vigili sulla corretta applicazione di tali protocolli, formare e aggiornare il personale sanitario, ma dovrà anche essere in grado di provare la corretta e concreta applicazione di tali attività di prevenzione, dimostrabile solo attraverso la compilazione di registri che riportino le procedure svolte.

Il malato avrà diritto al risarcimento del danno da infezione ospedaliera nel caso riporti un danno permanete alla sua persona o mortale di un parente; il tutto a tutela del paziente e dei suoi diritti di malato ad essere risarcito in caso di danno sanitario e malasanità in seguito a infezione ospedaliera (nosocomiale) contratta nell’ospedale stesso.Analizziamo sotto un caso di malasanità in seguito ad infezione nosocomiale a Roma:

Risarcimento malasanità Roma, un altro caso in cui vi è stato un importante risarcimento danno per malasanità è la storia del quarantenne ricoverato per problemi cardiaci, nello specifico un infarto. Il paziente veniva curato ed operato con intervento al cuore e dimesso.Il tutto sembrava sin da subito grave con ricadute che hanno preoccupato i famigliari in quanto si lamentava febbre e gravi problemi al paziente operato pochi giorni prima. La situazione nonostante i medici rassicurassero della buona riuscita dell’intervento senza errori evidenti diveniva di colpo drammatica da far andare il quarantenne romano in sala rianimazione ed in seguito al decesso definitivo per infezione contratta durante l’operazione(il tribunale di Roma ha dato sentenza positiva al risarcimento per malasanità perchè il paziente aveva contratto 2-3 batteri alla fine letali) Infezione ospedaliera Roma

Avvocati per malasanità