INFEZIONI OSPEDALIERE

LE INFEZIONI OSPEDALIERE:

Le infezioni contratte in ospedale sono davvero un grosso problema in Italia ed Europa; solo in Italia i dati del 2018 dicono che più di 6000 pazienti decedono per aver contratto una infezione in ospedale. Le norme igieniche, spesso non sono osservate attentamente, portano circa il 5% dei pazienti durante una degenza ospedaliera a contrarre un’infezione di origine nosocomiale (o infezione ospedaliera). 

Perché si possa parlare di infezione ospedaliera è necessario che tale infezione non fosse presente o in incubazione al momento dell’ingresso del paziente nella struttura ospedaliera e che quindi tale complicanza si sia sviluppata durante il ricovero o dopo le dimissioni. L’infezione nosocomiale non solo può prolungare la degenza ospedaliera, complicando ulteriormente il decorso clinico del paziente ricoverato per altra causa, ma può aumentare anche la mortalità del malato colpito. Si stima infatti che il tasso di mortalità di chi contrae un’infezione nosocomiale sia pari al 5%. 

Le principali infezioni in Ospedale:

Cateteri non igienizzati

Dispositivi medici sterili

Ferite chirurgiche

Assistenza sanitaria senza igiene

Batteri resistenti agli antibiotici

Mancanza di igiene delle mani

Le infezioni ospedaliere più diffuse in Italia sono le infezioni da Stafilococco Aureo, le infezioni del tratto urinario, le infezioni della ferita chirurgica, le infezioni polmonari, le infezioni da Clostridium Difficile, le infezioni da Candida e le infezioni da Enterococco.


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LA REPUBBLICA : Articolo dedicato alla TUTELA DEL MALATO in cui parlano di noi. (20/07/2024)

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Infezione ospedaliera non diagnosticata e risarcimento del danno:

Quando un’infezione ospedaliera dà diritto al risarcimento?
Il risarcimento può essere riconosciuto quando l’infezione è collegata a un errore nella prevenzione, nella diagnosi o nel trattamento e tale condotta ha provocato un danno al paziente.

Un’infezione dopo un intervento significa sempre malasanità?
No. Alcune infezioni rappresentano complicanze note della chirurgia. La responsabilità sussiste quando la struttura sanitaria non adotta le misure richieste dalle buone pratiche cliniche oppure ritarda ingiustificatamente la diagnosi e la terapia.

Identificazione delle Infezioni

Secondo l’OMS, le infezioni correlate all’assistenza si contraggono durante la degenza. I criteri di identificazione includono aspetti temporali (giorni trascorsi dopo la dimissione), topografici (area chirurgica coinvolta) e clinici (specificità dell’infezione e necessità di misure preventive).

Responsabilità della Struttura e Prove

La responsabilità delle strutture sanitarie per le infezioni ospedaliere non è oggettiva; queste devono però provare di aver rispettato tutte le misure preventive stabilite. Al paziente spetta dimostrare il legame tra peggioramento della salute e condotta sanitaria; la struttura, invece, deve documentare di aver applicato tutte le cautele necessarie.

Quali danni possono essere risarciti?
Possono essere risarciti il danno biologico, il danno morale, le spese sanitarie, la perdita della capacità lavorativa, i costi di assistenza e gli ulteriori danni patrimoniali e non patrimoniali conseguenti all’infezione.

Prevenzione e Misure

La sentenza n. 6386/2023 della Cassazione delinea 13 misure preventive, che comprendono protocolli di disinfezione, gestione della biancheria e dei rifiuti, controllo della qualità dell’aria e sorveglianza delle infezioni. La Corte di Cassazione, nella sentenza n. 6386 del 2023, ha ribadito la posizione di rapporto contrattuale tra paziente e struttura sanitaria in caso di danni derivanti da infezioni ospedaliere. È importante notare che la responsabilità per le infezioni nosocomiali non integra un’ipotesi di responsabilità oggettiva ed il paziente deve fornire la prova della relazione causale tra l’infezione e la condotta del personale sanitario o la struttura ospedaliera. In caso di dimostrazione della responsabilità della struttura, il paziente ha il diritto di ottenere un risarcimento per il danno subito.

Prevenzione delle infezioni ospedaliere. La sentenza n. 6386/2023 della Cassazione individua 13 misure preventive che le strutture devono dimostrare di aver attuato tra cui:

Standard di mensa (cibo e bevande)

Disinfestazione e sterilizzazione

Raccolta, lavaggio e disinfezione della biancheria

Gestione dei rifiuti

Qualità dell’aria

Preparazione e conservazione dei disinfettanti

Ruoli e Responsabilità

Non trattandosi di responsabilità oggettiva, i soggetti responsabili includono il dirigente apicale (responsabile della sorveglianza), il direttore sanitario (coordinatore tecnico-sanitario) e il dirigente della struttura complessa (esecutore delle linee guida).

L’Italia, con varie centinaia di morti annui legati a infezioni multi-resistenti, ha un alto numero di casi e recenti sentenze indicano un elevato standard di prevenzione richiesto alle strutture, per migliorare la tutela del paziente. In sintesi, la giurisprudenza esige che le strutture sanitarie adottino rigidi standard preventivi, seppur senza prevedere una responsabilità oggettiva.


Il quadro normativo e l’onere della prova nelle infezioni nosocomiali
L’articolo 7 della Legge Gelli-Bianco n. 24/2017 ha recepito e rafforzato tale orientamento, stabilendo che la struttura sanitaria, pubblica o privata, risponde anche per le condotte colpose o dolose dei professionisti sanitari che opera per suo conto, anche se scelti dal paziente o non dipendenti diretti.
In questo contesto, l’onere della prova rappresenta un punto critico: la giurisprudenza, Cassazione n. 16900/2023, richiede che la struttura fornisca prova documentale precisa delle procedure di prevenzione adottate. In caso contrario, si presume la responsabilità per l’evento infettivo, salvo prova contraria.


Sepsi e Risarcimento Malasanità 
La sepsi è una grave condizione medica che può causare danni irreversibili al corpo se non trattata correttamente e velocemente. Infatti se non affrontata può evolversi in shock settico, insufficienza multiorgano e, nei casi più gravi, portare alla morte del paziente. In situazioni di malasanità, dove il trattamento della sepsi viene gestito in modo errato o ritardato, la vittima e i suoi familiari hanno diritto a un risarcimento per i danni subiti.
La sepsi si verifica quando il corpo reagisce in modo eccessivo a un’infezione, danneggiando i propri tessuti vitali e aumentando il rischio di danni agli organi. La batteriemia, o setticemia, è una forma di infezione che si sviluppa nel sangue e, se non trattata prontamente, può evolversi in sepsi. La mancanza di un trattamento adeguato e tempestivo può mettere in grave pericolo la vita del paziente. La sepsi o setticemia quindi è una situazione medica nel paziente molto pericolosa che si verifica  quando vi è una risposta eccessiva ad  una infezione. Il grosso rischio è che tale risposta possa portare a gravi danni agli organi del paziente. Se la setticemia dovesse aggravarsi ulteriormente si può arrivare a shock settico e quindi ad una pressione sanguinea che scende drammaticamente fino alla morte stessa. Tutto parte dal sistema immunitario del paziente che reagisce in modo anomalo ed esagerato ad una infezione contratta in ospedale o fuori di esso ad organi quali:

A. urinario
B. polmonare
C. addominale
Concludendo in casi di setticemia dovuta ad errore medico / ospedale si avrà una infiammazione grave nel paziente o morte e se tale stato fosse conseguenza di negligenza in ospedale si dovrà fare un accertamento medico legale per capire cosa sia successo esattamente e valutare l’eventuale danno.

VIDEO DI 30 SECONDI SULLE INFEZIONI OSPEDALIERE :

COME AGIRE CON UNA INFEZIONE IN OSPEDALE?

Le infezione contratte in ospedale quindi sono una tipica situazione di malasanità e meritevoli di risarcimento danni per il paziente. Il veicolo molto frequente con cui si passano queste infezioni, dette nosocomiali, sono le mani degli operatori sanitari che svolgono le pratiche terapeutiche. I pazienti sono spesso già molto debilitati quindi una eventuale infezione potrebbe essere letale alla loro salute durante la degenza ospedaliera. Nel caso si abbia quindi una decesso per infezione ospedaliera o un danno permanente i parenti potranno agire a livello legale per malasanità tramite una azione per ottenere un risarcimento danno. La struttura ospedaliera è assicurata ovviamente contro queste evenienze spetterà quindi al paziente od ai suoi famigliari tramite il loro legale di fiducia ed una perizia medico legale di parte richiedere il giusto come vittime di malasanità.

RICORDIAMO che il 16% delle infezioni ospedaliere vengono contratte durante un intervento chirurgico, a causa non solo dell’ambiente e del trattamento a cui viene sottoposto il malato, ma anche a causa di fattori di rischio legati al paziente come l’obesità, il diabete, l’età, il tabagismo, pregresse infezioni, recenti interventi chirurgici, infiammazioni croniche ed altre condizioni preesistenti. Nel complesso il rischio di infezione del sito chirurgico aumenta in rapporto al numero dei fattori di rischio presenti, indipendentemente dal tipo di intervento. Evidentemente la prevenzione ed il controllo delle infezioni risultano cruciali. I programmi di prevenzione delle infezioni si propongono di limitare le infezioni legate agli ambienti di cura e, contemporaneamente, ridurre i casi di infezioni conseguenti a interventi chirurgici.

In ambito medico legale, la responsabilità delle strutture sanitarie viene circoscritta, tenendo conto non solo dell’insufficienza delle misure sanitarie disponibili attualmente, ma anche delle difficoltà che incontra la struttura sanitaria nel dimostrare di aver fatto tutto il possibile per evitare la comparsa delle infezioni nosocomiali e quindi malasanità nella struttura stessa.Il nosocomio non solo dovrà adottare delle procedure interne per evitare l’insorgenza delle infezioni, costituire un Comitato che vigili sulla corretta applicazione di tali protocolli, formare e aggiornare il personale sanitario, ma dovrà anche essere in grado di provare la corretta e concreta applicazione di tali attività di prevenzione, dimostrabile solo attraverso la compilazione di registri che riportino le procedure svolte.

Le principali infezioni nosocomiali per cui gli utenti ci scrivono secondo la nostra casistica in base alle richieste pervenute negli anni precedenti riguardano sicuramente le infezioni delle vie urinarie, le infezioni in seguito ad un intervento chirurgico, infezioni a protesi post intervento ortopedico ed infine le classiche infezioni nosocomiali quali ad esempio sepsi. Se tali infezioni vengono debellate con una cura antibiotica senza riportare danni al paziente non si tratta di malasanità; altrimenti l’ospedale dovrà rispondere del danno.

Un paziente che ha contratto una infezione ospedaliera rischia purtroppo anche la morte. In Italia le infezioni ospedaliere sono un serio problema e portano a più di 45.000 decessi ogni anno (dati di Tg 24 Sky). Le infezioni che spesso si contraggono negli ospedali sono dovute a batteri quali lo stafilococco aureo, la Escherichia coli e la Klebsiella. Da notare che l’infezione da stafilococco aureo a volte è resistente agli antibiotici, soprattutto in soggetti già debilitati da operazioni o stati di salute gravi. Infine lo stafilococco aureo è nella casistica una delle principali infezioni nosocomiali che si verifica in ospedale.

Il malato avrà diritto al risarcimento del danno da infezione nosocomiale ospedaliera a Milano Roma Napoli Torino Bologna Firenze e ovunque in Italia nel caso riporti un danno permanete alla sua persona o mortale di un parente; il tutto a tutela del paziente e dei suoi diritti di malato ad essere risarcito in caso di danno sanitario e malasanità in seguito a infezione ospedaliera (nosocomiale) contratta nell’ospedale stesso.


DOMANDE FREQUENTI E RISPOSTE BREVI PER ORIENTARSI : 

Cos’è un’infezione ospedaliera?

È un’infezione che si sviluppa durante o dopo un ricovero e che non era presente al momento dell’ingresso del paziente nella struttura sanitaria.

Se prendo un batterio in ospedale ho sempre diritto al risarcimento?

No. Occorre dimostrare che l’infezione sia collegata a carenze organizzative o alla mancata adozione delle misure preventive richieste.

Quali sono le infezioni ospedaliere più frequenti?

Le infezioni della ferita chirurgica, le infezioni urinarie, le polmoniti e le infezioni del sangue sono tra le più comuni.

Posso ottenere il risarcimento per un’infezione dopo un intervento chirurgico?

Sì, se emerge che l’ospedale non ha rispettato i protocolli di prevenzione e sicurezza previsti.

Chi paga il risarcimento per un’infezione ospedaliera?

Generalmente la struttura sanitaria responsabile, tramite la propria copertura assicurativa o direttamente nei casi previsti dalla legge.


Una paziente di 76 anni ha ottenuto un risarcimento di oltre 500 mila euro dopo una tardiva diagnosi di infezione sviluppatasi nel corso di un complesso percorso chirurgico alla colonna vertebrale presso l’ospedale di Bolzano. La donna aveva manifestato per lungo tempo sintomi compatibili con un processo infettivo, ma soltanto nel 2014, durante un successivo intervento, un esame colturale permise di individuare un’infezione multi batterica e di avviare una terapia antibiotica mirata. Nonostante la successiva risoluzione dell’infezione, il ritardo diagnostico aveva già determinato gravi conseguenze motorie permanenti. Secondo le valutazioni tecniche svolte nel procedimento, la mancata individuazione tempestiva dell’infezione ha avuto un ruolo determinante nell’aggravamento delle condizioni della paziente. Dopo un lungo contenzioso, il risarcimento superiore a mezzo milione di euro è diventato definitivo. Il caso conferma che, nelle cause di malasanità, la mancata diagnosi di un’infezione e il ritardo nell’avvio delle cure possono determinare una responsabilità sanitaria quando viene provato il nesso causale tra l’omissione dei sanitari e il danno permanente subito dal paziente.
Fonte: ANSA, 3 luglio 2026.


Analizziamo sotto un caso esempio di malasanità in seguito ad infezione nosocomiale a Roma:

Risarcimento malasanità Roma, un altro caso in cui vi è stato un importante risarcimento danno per malasanità è la storia del quarantenne ricoverato per problemi cardiaci, nello specifico un infarto. Il paziente veniva curato ed operato con intervento al cuore e dimesso. Il tutto sembrava sin da subito grave con ricadute che hanno preoccupato i famigliari in quanto si lamentava febbre e gravi problemi al paziente operato pochi giorni prima. La situazione nonostante i medici rassicurassero della buona riuscita dell’intervento senza errori evidenti diveniva di colpo drammatica da far andare il quarantenne romano in sala rianimazione ed in seguito al decesso definitivo per infezione contratta durante l’operazione(il tribunale di Roma ha dato sentenza positiva al risarcimento per malasanità perchè il paziente aveva contratto 2-3 batteri alla fine letali) Infezione ospedaliera Roma

Infezione ospedaliera di klebsiella contratta in ospedale a Milano in cui il paziente, per probabile poco igiene all’interno della struttura, viene a contatto con il batterio che lo debilita ulteriormente rendendo grave già la sua situazione clinica precaria. La Klebsiella una volta contratta dal paziente già malato porta quasi nella metà dei casi al decesso in quanto questo batterio è in grado di resistere alla cura antibiotica. Le infezioni ospedaliere nosocomiali in generale  portano al decesso di 6000 pazienti all’anno le più colpite le regioni con capoluogo Genova, Bologna ed Aosta in cui i parenti dei pazienti deceduto potranno richiedere un risarcimento danno per malasanità se sussistesse il nesso tra morte e infezione contratta nella struttura sanitaria. (dati del 2018 Centro studi Napoli )

Novembre 2022: grave il problema in Italia delle infezioni prese in ospedale, che dati alla mano parlano nel 2022 di 250 mila morti ogni anno (Fonte: Corriere della Sera – Roma). Vi è stata una protesta- manifestazione a novembre 2022 per aumentare la soglia di attenzione ed igiene onde evitare la diffusione ulteriore nei nostri ospedali. Soggetti già debilitati non possono essere messi a rischio perchè rischiano il colpo di grazia definitivo causato dalla infezione stessa.  Le infezioni contratte nelle strutture ospedaliere sono nella maggior parte dei casi dovute a condizioni igieniche inadeguate.


Il tema dell’onere della prova riguardante la sicurezza igienica nelle strutture ospedaliere e la responsabilità civile: si parla infatti di ripartizione dell’onere della prova tra medico e paziente che ha contratto infezione nosocomiale ospedaliera. Quest’ultima dovrà dimostrare di aver preso tutte le cautele possibili. La sentenza 06386 del 2023 spiega le diverse responsabilità interne alla struttura sanitaria quali ad esempio spetta al direttore sanitario organizzare e attuare gli aspetti igienico sanitari secondo le linee guida fornite dai protocolli di sicurezza che vanno sempre applicati.

 

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