Frattura setto nasale danno biologico: quanti punti di invalidità spettano e come si calcola il risarcimento?
Una frattura del setto nasale può comportare il riconoscimento di un danno biologico permanente quando, dopo la guarigione, rimangono conseguenze stabili sulla funzionalità respiratoria o sull’aspetto estetico del naso. Diciamo subito che la frattura del setto nasale può determinare un danno biologico permanente di diversa entità, generalmente compreso tra l’1% e l’8% di invalidità, ma con possibili valutazioni superiori nei casi più complessi.
Dal punto di vista medico legale, nella maggior parte dei casi la percentuale di invalidità permanente varia indicativamente dall’1% al 3% per le fratture che guariscono senza particolari complicanze, mentre può arrivare al 4-8% o anche superare tali valori quando residuano una deviazione importante del setto, una significativa ostruzione respiratoria, deformità estetiche permanenti o quando si rende necessario un intervento di rinosettoplastica. Non esiste però una percentuale fissa: ogni caso deve essere valutato singolarmente dal medico legale in base ai postumi realmente presenti.
La frattura del setto nasale è una delle lesioni più frequenti del volto e può verificarsi a seguito di un incidente stradale, di un’aggressione, di un infortunio sul lavoro, di un’attività sportiva oppure, in alcuni casi, come conseguenza di un errore medico durante un intervento chirurgico o di una diagnosi tardiva. Non tutte le fratture provocano un danno permanente, ma quando la lesione lascia conseguenze definitive il paziente può avere diritto al risarcimento del danno biologico.
Il setto nasale è la struttura che divide le due cavità nasali ed è formato da una componente ossea e una cartilaginea. Una frattura può alterarne la normale anatomia, provocando una deviazione che rende più difficoltosa la respirazione. In alcuni pazienti compaiono o peggiorano russamento, sinusiti ricorrenti, difficoltà respiratorie durante lo sforzo, cefalee e una riduzione della qualità della vita. Nei casi più complessi possono comparire anche deformità estetiche evidenti, come il cosiddetto “naso deviato” o il cedimento del dorso nasale.
Dal punto di vista medico-legale ciò che conta non è tanto la frattura in sé, ma il danno permanente che essa lascia. Due persone con la stessa lesione possono infatti ottenere valutazioni completamente differenti. Un paziente che recupera integralmente la funzione respiratoria potrebbe non riportare alcuna invalidità permanente, mentre un altro che conserva una grave ostruzione nasale potrà ottenere una percentuale significativamente superiore.
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La valutazione viene effettuata dal medico legale attraverso la visita specialistica e l’analisi della documentazione sanitaria. Vengono presi in considerazione i referti del Pronto Soccorso, le radiografie, la TAC del massiccio facciale, le visite otorinolaringoiatriche, gli eventuali interventi chirurgici e tutti gli accertamenti eseguiti durante il percorso di cura.
Tra gli elementi più importanti rientrano la presenza di una deviazione permanente del setto, il grado di riduzione della respirazione, la necessità di interventi correttivi, il risultato estetico finale e l’eventuale permanenza di dolore o altri disturbi cronici.
Quando la frattura del setto nasale deriva da un errore medico, il paziente può ottenere il risarcimento se viene dimostrato che il sanitario o la struttura sanitaria hanno violato le regole della buona pratica clinica. Ciò può accadere, ad esempio, quando la frattura non viene diagnosticata tempestivamente, quando la riduzione viene eseguita in modo scorretto oppure quando un intervento chirurgico provoca una lesione evitabile del setto nasale. Anche un trattamento post-operatorio inadeguato può determinare un aggravamento dei postumi permanenti. In questi casi il danno biologico rappresenta soltanto una delle voci risarcibili. Possono infatti essere riconosciuti anche il danno morale, il danno patrimoniale per perdita di reddito, le spese mediche sostenute, i costi per futuri interventi chirurgici e ogni altra conseguenza direttamente collegata all’errore sanitario.
La frattura del setto nasale è molto frequente anche negli incidenti stradali. L’impatto contro il volante, il parabrezza o l’airbag può provocare lesioni del volto con deformazioni permanenti. Se il sinistro è causato da un altro conducente, il danneggiato può chiedere il risarcimento alla compagnia assicurativa del responsabile. L’importo dipenderà dalla percentuale di invalidità permanente, dall’età della vittima, dall’invalidità temporanea, dal danno morale e dalle specifiche conseguenze personali.
Anche negli infortuni sul lavoro una frattura del setto nasale può dare luogo al riconoscimento di un danno biologico. In tali casi occorre distinguere tra la tutela INAIL, che segue criteri propri, e l’eventuale risarcimento civilistico nei confronti del datore di lavoro o di altri soggetti responsabili quando ricorrono i presupposti di legge.
Un aspetto spesso sottovalutato riguarda la componente estetica della lesione. Una deformità permanente del naso può incidere in modo significativo sulla vita di relazione della persona, soprattutto nei soggetti giovani o nelle professioni in cui l’immagine riveste particolare importanza. Il medico legale terrà conto anche di questo elemento nella valutazione complessiva del danno biologico e dell’eventuale personalizzazione del risarcimento.
Vari pazienti si chiedono se una frattura del setto nasale operata chirurgicamente comporti automaticamente un’invalidità permanente. La risposta è negativa. L’intervento può consentire un recupero quasi completo della funzionalità e dell’estetica, riducendo notevolmente i postumi. Se invece, nonostante l’operazione, persistono alterazioni respiratorie o deformità evidenti, tali conseguenze potranno essere valutate ai fini del riconoscimento dell’invalidità permanente.
Per ottenere un corretto risarcimento è fondamentale evitare valutazioni approssimative. Una differenza anche di pochi punti percentuali può incidere in modo significativo sull’importo finale riconosciuto. Per questo motivo è consigliabile affidarsi a un medico legale esperto, capace di valutare correttamente tutte le conseguenze della lesione e di documentarle secondo i criteri previsti dalla medicina legale.
Durante la visita vengono analizzati non soltanto gli aspetti clinici, ma anche l’incidenza concreta della lesione sulla vita quotidiana. Vengono valutate eventuali limitazioni respiratorie durante l’attività fisica, la necessità di assumere farmaci, la frequenza delle infezioni respiratorie, la qualità del sonno, le ripercussioni psicologiche e l’eventuale necessità di futuri trattamenti.
È importante ricordare che la percentuale di invalidità non coincide automaticamente con l’importo del risarcimento. Il valore economico dipende da numerosi fattori, tra cui l’età del danneggiato, la normativa applicabile, il danno morale, la personalizzazione del danno, il periodo di invalidità temporanea e gli eventuali danni patrimoniali conseguenti alla lesione.
Chi sospetta di aver riportato un danno permanente a seguito di una frattura del setto nasale dovrebbe conservare tutta la documentazione sanitaria, comprese radiografie, TAC, certificati medici, visite specialistiche, referti operatori e ricevute delle spese sostenute. Questa documentazione sarà fondamentale per consentire al medico legale di formulare una valutazione completa e accurata.
In conclusione, la frattura del setto nasale può determinare un danno biologico permanente di diversa entità, generalmente compreso tra l’1% e l’8%, ma con possibili valutazioni superiori nei casi più complessi. La percentuale dipende esclusivamente dai postumi permanenti accertati e non dalla sola presenza della frattura. Una corretta consulenza medico-legale rappresenta il primo passo per comprendere il reale valore del danno subito e verificare se esistano i presupposti per ottenere il giusto risarcimento nei casi di malasanità, incidente stradale, infortunio sul lavoro o altra responsabilità civile.

