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COLPA MEDICA

CHE COSA E’ LA COLPA MEDICA ?

colpa medica

Si parla di colpa medica quando vi è un fatto lesivo dell’integrità psico-fisica del paziente e questo possa essere collegato ad un errore da parte del personale medico al quale ci si era rivolti.

Gli aspetti che possono portare alla colpa medica sono numerosi, ad esempio una errata o mancata diagnosi, la non corretta esecuzione delle procedure previste per il trattamento di una procedura, uno strumento lasciato nel paziente in seguito ad intervento chirurgico,ortopedico,ginecologico, errori trasfusionali. Non solo eventi collegati a fatti avvenuti in strutture cliniche, ma si può parlare anche di errore medico quando ha commetterlo sia stato un odontoiatra o qualunque altro professionista sanitario.

Per sintetizzare: al fine di poter parlare di colpa medica è necessario che il paziente riporti un danno e che questo sia una conseguenza di azioni o omissioni da parte del personale medico a cui ci si è rivolto. 

La colpa medica in Italia, dati e statistiche :

Secondo i dati forniti dall’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, il 10% dei pazienti in Italia va incontro alle conseguenze di un errore medico, di questi 7 contraggono un’infezione ospedaliera. L’1% delle infezioni ospedaliere è di gravità tale da portare alla morte del paziente. I dati sono quindi abbastanza importanti. Si registrano circa 10 milioni di ricoveri l’anno e circa 700 mila pazienti manifestano una infezione sanitaria e di questi 7000 sono portati alla morte a causa della stessa infezione e 3,5 mila decessi secondo le stime sarebbero prevenibili.

A questi dati deve essere aggiunto il fatto che spesso gli errori sanitari non vengono denunciati perché gli operatori sono piuttosto restii a farlo a causa delle conseguenze mentre il paziente o i parenti in caso di decesso, non sempre riescono a rilevare la presenza di un danno che poteva essere evitato e quindi non denunciano l’accaduto. Deve inoltre essere sottolineato che in realtà l’errore medico non è una semplice fatalità, ma è il frutto di errori sistemici condotti nella gestione del rischio e quindi macchinari obsoleti, la trascuratezza nelle varie fasi di diagnosi e cure dovute a una certa ripetitività delle operazioni condotte, presenza di personale in numero non adeguato alle reali esigenze e quindi lavoro sotto pressione da parte del poco personale presente ed erronea organizzazione di spazi e turni.

Mancata o errata diagnosi 

Oltre alla colpa medica derivante da infezioni sanitarie, altri sono gli errori comuni, ad esempio vi sono casi di mancata diagnosi o diagnosi tardiva. Tutti sanno che una diagnosi precoce può portare alla risoluzione del problema in minore tempo e in molti casi può salvare la vita, ciò soprattutto nel caso in cui si tratti di mancata diagnosi tumorale. In questo caso può parlarsi di responsabilità medica nel caso in cui il medico omette di prescrivere oppure prescrive in ritardo esami che avrebbero portato in breve tempo a riconoscere la patologia. Naturalmente ciò nel caso in cui i sintomi della patologia erano presenti, riportati dal paziente o comunque riconoscibili nel momento in cui il paziente si è recato dal medico stesso. Un altro caso che può portare alla mancata diagnosi è dovuto alla cattiva interpretazione dei referti consegnati dal paziente stesso. In questi casi è possibile richiedere il danno biologico e il danno non biologico e quindi legato ai patemi d’animo subiti in conseguenza della patologia non diagnosticata.

Gli errori medici più frequenti 

Frequenti sono anche gli errori ginecologici o durante il parto. In quest’ultimo caso l’errore può capitare sia durante il parto naturale attraverso un non corretto monitoraggio del feto che può portare gravi danni al nascituro, sia in caso di parto cesareo. La maggior parte dei danni al feto è dovuta ad una mancanza o insufficienza di ossigeno al feto, una emoraggia post parto o complicanze durante il travaglio, distacco della placenta. La colpa medica può essere fatta valere anche nel caso di errori ortopedici, odontoiatrici,oculistici e di altra natura. Attenzione anche alle infezioni contratte in ospedale dove durante la degenza o interventi di chirurgica è necessario adottare dei protocolli molto severi durante le operazioni in modo che sia possibile ricreare un ambiente privo di infezioni. Proprio queste possono portare gravi danni alla persona. Altrettanto frequenti sono gli errori in ortopedia, anche in questo caso si tratta di errori che possono condurre a menomazioni e quindi a riduzione dalla capacità di movimento del paziente leso. Nel momento in cui vi sono danni permanenti è del tutto naturale cercare ristoro attraverso il risarcimento del danno biologico.

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Come chiedere il risarcimento danni per colpa medica 

In tutti questi casi è possibile richiedere un risarcimento danni per colpa medica a Milano, Roma, Bologna,Monza, Napoli, Catania, Cagliari, Torino, Firenze Ancona,Pescara e tante altre città dove operano associazioni che si occupano di risarcimento danni in caso di colpa medica; tra queste la più importante è il tribunale del malato che si pone come organo di ascolto al fine di aiutare la vittima di malasanità a Milano,Roma,Bologna,Monza,Torino,Pavia ,Padova ecc.

Il risarcimento per colpa medica può essere chiesto dal paziente o dai suoi eredi in caso di dipartita dovuta all’errore medico. Rivolgersi a professionisti che si occupano di risarcimento per malasanità e colpa medica è importante perché questi mettono a disposizione un lavoro volto a capire se vi sono gli estremi per chiedere un risarcimento.
Solitamente il primo passo è una perizia medico legale che attesti l’esistenza del danno e la connessione tra questo è l’errore medico. Attualmente la procedura da seguire è quella prevista dalla Legge Gelli (del 2017) che supera la Legge Balduzzi del 2012.

La prima cosa da dire è che la responsabilità medica viene considerata di tipo contrattuale, ad esempio nel caso in cui ci si rivolga ad un ospedale si instaura un vero e proprio contratto con questo ed è all’ospedale che deve essere richiesto il risarcimento sebbene l’errore sia del personale medico.
Mentre se ci si reca da un professionista il contratto è con costui. La responsabilità contrattuale incide sull’onere probatorio, il paziente deve provare il danno subito e il nesso causale con la prestazione sanitaria, mentre spetta all’altra parte (ospedale o professionista) provare l’assenza di colpa.
Nella responsabilità contrattuale è prevista la prescrizione di 10 anni, quindi occorre agire in questo lasso di tempo. 

La Legge Gelli prevede la responsabilità colposa dell’operatore nel caso in cui si verifichino morte del paziente o lesioni personali. La disciplina prevede che si verifichi imperizia e negligenza nel caso in cui il medico non abbia seguito le linee guida previste e, in mancanza di esse, nel caso in cui il medico non si sia attenuto alle buone pratiche assistenziali generalmente applicate in casi simili.
Nel caso in cui un paziente lamenti un errore da colpa medica la legge Gelli prevede che ci sia prima un tentativo di conciliazione obbligatoria, in questa fase l’assicurazione della struttura o del professionista può proporre un congruo risarcimento. Naturalmente avere al proprio fianco professionisti qualificati in materia aiuterà il paziente o gli eredi a capire se lo stesso sia realmente tale e vada accettato. In caso contrario si procederà in via ordinaria.


 

Avvocati per malasanità