Blog Malasanità

 

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Questo blog sulla malasanità  e allo stesso tempo Forum sulla malasanità  è nato per poter raccogliere, raccontare e spiegare  gli articoli – notizie dei giornali riguardanti errori medici / sanitari di cui spesso leggiamo vicende in tutta Italia.

Inoltre ogni cittadino potrà fare la sua segnalazione o chiedere informazione. L’idea infatti è quella di postare le segnalazioni e i disservizi che i paziente italiani hanno ogni giorno nelle strutture ospedaliere italiane (evitando di mettere il loro nome) concentrandoci sul problema sanitario accaduto ed aiutando il prossimo a non ripeterlo.


CASI DI MALASANITA’ e NEWS:

4 settembre: Tumore inesistente, 33 mesi di chemioterapia e morte della paziente: risarcimento da oltre 1,3 milioni. Una diagnosi oncologica sbagliata ha portato una donna di 59 anni a sottoporsi per quasi tre anni a una terapia che non avrebbe dovuto ricevere. Il Tribunale di Lecce, Prima Sezione civile, ha condannato la ASL di Lecce e il medico coinvolto a risarcire con oltre 1,3 milioni di euro il marito, i tre figli e i nipoti della paziente, morta nel febbraio 2009. La decisione è stata resa pubblica il 20 luglio 2026. Secondo quanto ricostruito nel giudizio, alla donna era stato diagnosticato un tumore quando, in realtà, la patologia era un angioma benigno. A seguito della diagnosi errata, la paziente venne sottoposta a chemioterapia per 33 mesi, dall’agosto 2004 all’aprile 2007, per un totale di 57 somministrazioni. La consulenza tecnica ha ritenuto quelle terapie non appropriate rispetto alla reale patologia e capaci, al contrario, di produrre importanti effetti collaterali. La paziente sviluppò successivamente una leucemia mieloide acuta, che la condusse alla morte. (Fonte : Ansa luglio 2026)

27 agosto: Errore al Pronto Soccorso: il ritardo nella diagnosi che aggrava le lesioni può dare diritto al risarcimento per il paziente leso. Una visita in Pronto Soccorso dovrebbe consentire di individuare rapidamente le lesioni più gravi e avviare le cure necessarie. Quando questo non accade e una diagnosi viene omessa o formulata in ritardo, il paziente può subire conseguenze permanenti che, in presenza dei presupposti di legge, possono essere risarcite. È quanto emerge dalla sentenza n. 4753 di novembre 2025 del Tribunale di Salerno, che ha riconosciuto la responsabilità di un’Azienda Ospedaliera per un errore diagnostico commesso durante il primo accesso di una paziente al Pronto Soccorso.

26 agosto: nei casi di risarcimento per trasfusioni di sangue infetto: il Ministero della Salute può essere chiamato a rispondere quando venga accertato che non sono stati adeguatamente esercitati i doveri di controllo, direttiva e vigilanza sulla sicurezza del sangue destinato all’uso terapeutico. Ancora più importante è il tema della prescrizione. In presenza di malattie che emergono a distanza di molti anni, occorre verificare quando il paziente o i suoi familiari abbiano realmente potuto comprendere il collegamento tra la trasfusione e il danno. Una trasfusione risalente a decenni prima, quindi, non esclude automaticamente la possibilità di intraprendere un’azione risarcitoria.

20 agosto: Infezione non diagnosticata: oltre 500.000 euro di risarcimento a una paziente. Una donna over 70 sottoposta a numerosi interventi alla colonna vertebrale presso l’ospedale di Bolzano aveva manifestato sintomi compatibili con un’infezione già dal 2012, ma la diagnosi arrivò soltanto nel 2014, quando un esame colturale evidenziò un’infezione multi batterica. Sebbene l’infezione sia stata successivamente curata, la paziente ha riportato importanti problemi motori permanenti. Al termine del contenzioso civile è stato riconosciuto un risarcimento superiore a mezzo milione di euro. (Fonte: ANSA, 3 luglio 2026).

17 agosto: Errore del dentista e risarcimento: il Tribunale di Grosseto condanna il professionista dopo il fallimento degli impianti. Una recente decisione del Tribunale di Grosseto, sentenza n. 465 del 24 giugno 2026, affronta un caso di responsabilità odontoiatrica nel quale un trattamento implanto-protesico eseguito in modo non corretto aveva provocato il fallimento di due impianti e un peggioramento delle condizioni della paziente.

12 agosto: Errore durante un clistere: ospedale condannato a risarcire i familiari della paziente. Un grave errore sanitario può avere conseguenze irreparabili e comportare l’obbligo di risarcire i danni ai familiari della vittima. È quanto emerge da una decisione del Tribunale di Bologna, che ha esaminato il caso di una paziente deceduta dopo una perforazione del retto provocata durante l’esecuzione di un clistere. Nel corso del procedimento le parti avevano raggiunto un accordo conciliativo per definire la controversia, ma la struttura sanitaria non aveva rispettato i tempi previsti per il pagamento del risarcimento. Per questo motivo il giudice ha confermato l’efficacia dell’accordo e ha condannato l’azienda sanitaria a corrispondere ai familiari oltre 250.000 euro, oltre agli interessi maturati. Fonte: Tribunale di Bologna, provvedimento del 2026

9 agosto: Danno biologico da errore medico: la Cassazione conferma il ruolo della Tabella Unica Nazionale anche per le cause già pendenti. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8630 del 7 aprile 2026, ha fornito un importante chiarimento sul calcolo del risarcimento del danno biologico nei procedimenti di responsabilità sanitaria. Secondo la Suprema Corte, la Tabella Unica Nazionale, entrata in vigore il 5 marzo 2025, può rappresentare un criterio di riferimento anche nelle controversie relative a eventi verificatisi prima della sua introduzione. Il principio interessa direttamente le cause di malasanità, poiché può incidere sulla determinazione dell’importo spettante ai pazienti che hanno riportato un’invalidità permanente a seguito di un errore medico.

8 agosto: Perdita del rapporto parentale: la Corte d’Appello dell’Aquila conferma il sistema a punti delle Tabelle di Milano.
Con la sentenza n. 827 del 20 luglio 2026, la Corte d’Appello dell’Aquila ha rideterminato il risarcimento del danno da perdita del rapporto parentale, applicando le più recenti Tabelle di Milano basate sul sistema a punti. I giudici hanno evidenziato che la liquidazione deve essere personalizzata, tenendo conto dell’età della vittima e dei familiari, della convivenza e dell’effettiva intensità del legame affettivo. La Corte ha così riconosciuto importi superiori rispetto al primo grado, ritenendo il metodo a punti più idoneo a garantire uniformità ed equità.

4 agosto: la frattura del setto nasale può determinare un danno biologico permanente di diversa entità, generalmente compreso tra l’1% e l’8%, ma con possibili valutazioni superiori nei casi più complessi. La percentuale dipende esclusivamente dai postumi permanenti accertati e non dalla sola presenza della frattura.

26 luglio: Malasanità: quando più strutture sanitarie possono rispondere dello stesso danno? La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 15973/2026, ha affrontato un caso di responsabilità sanitaria nel quale il percorso di cura del paziente aveva coinvolto più strutture. La vicenda si è conclusa con il riconoscimento della responsabilità solidale di due aziende sanitarie e del danno terminale conseguente al decesso del paziente. La decisione è particolarmente interessante perché conferma che, quando errori o omissioni commessi in momenti diversi del percorso assistenziale contribuiscono alla produzione dello stesso danno, possono essere chiamate a risponderne più strutture sanitarie. Per il paziente e per i familiari diventa quindi fondamentale ricostruire l’intera storia clinica, senza limitare l’analisi all’ultimo ospedale o reparto intervenuto. La Cassazione ha affrontato anche il tema delle coperture assicurative e delle clausole “claims made”, un aspetto sempre più importante nelle richieste di risarcimento per malasanità. Il principio che emerge è chiaro: il passaggio del paziente tra ospedali o reparti differenti non esclude il risarcimento quando viene dimostrato che più condotte sanitarie hanno contribuito concretamente al danno. (Fonte: Corte di Cassazione, Sez. III Civile, ordinanza n. 15973/2026.)

23 luglio: Responsabilità sanitaria: la Corte d’Appello dell’Aquila ribadisce criteri più rigorosi per il risarcimento dei familiari. Una recente sentenza della Corte d’Appello dell’Aquila, pubblicata il 20 luglio 2026, offre importanti chiarimenti sul risarcimento dei danni nelle cause di responsabilità sanitaria, in particolare quando un errore medico provoca il decesso del paziente. I giudici hanno evidenziato che il danno da perdita del rapporto parentale non può essere determinato in modo approssimativo, ma deve essere calcolato utilizzando criteri oggettivi e verificabili. Richiamando anche la Cassazione civile n. 13865 del 13 maggio 2026, la Corte ha confermato che la liquidazione deve basarsi, di regola, sul sistema a punti previsto dalle più recenti Tabelle di Milano, tenendo conto dell’età della vittima, dell’età dei familiari, del grado di parentela, della convivenza e dell’effettiva intensità del legame affettivo. Nel caso esaminato, questi criteri hanno portato al riconoscimento di un risarcimento superiore a 1 milione di euro per il solo danno da perdita del rapporto parentale. (Fonte: Corte d’Appello dell’Aquila, sentenza pubblicata il 20 luglio 2026; Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 13865 del 13 maggio 2026.)

19 luglio: La firma su un modulo generico è sufficiente?
Non sempre. Il consenso deve essere specifico, comprensibile e riferito al trattamento concretamente previsto. Una formula generica non dimostra necessariamente che siano state spiegate natura, alternative e rischi dell’intervento realmente eseguito.

18 luglio: L’urgenza permette sempre di operare senza un nuovo consenso?Solo quando si tratta di un’urgenza reale e non prevedibile e il paziente non può esprimere una nuova volontà. La struttura deve poter documentare le condizioni che hanno imposto l’ampliamento immediato dell’intervento.

11 luglio: Una paziente ha ottenuto un risarcimento di oltre 500 mila euro dopo una tardiva diagnosi di infezione sviluppatasi nel corso di un complesso percorso chirurgico alla colonna vertebrale presso l’ospedale di Bolzano.
Fonte: ANSA, 3 luglio 2026.

9 luglio: Cartella clinica gratuita: quando il paziente ha diritto alla prima copia senza costi

La cartella clinica rappresenta uno dei documenti più importanti per tutelare il diritto alla salute e per verificare l’eventuale esistenza di un errore medico o di un caso di malasanità. Non tutti sanno, però, che la normativa europea riconosce al paziente il diritto di ottenere gratuitamente la prima copia della propria documentazione sanitaria quando la richiesta viene effettuata nell’esercizio del diritto di accesso ai dati personali. Il Regolamento europeo sulla protezione dei dati personali (GDPR), agli articoli 12 e 15, prevede infatti che l’interessato possa ricevere senza spese una prima copia dei dati che lo riguardano. Questo principio è stato confermato anche dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, che ha ribadito come il diritto di accesso non possa essere limitato dall’imposizione di costi a carico del cittadino, salvo eventuali richieste ulteriori o manifestamente infondate.

4 luglio: La mancata diagnosi di infarto può essere considerata malasanità?
Sì, può esserlo quando i sintomi, gli esami del sangue, l’ECG o altri dati clinici avrebbero dovuto indurre i sanitari ad attivare tempestivamente il percorso cardiologico. Non basta però l’esito negativo: occorre dimostrare che il ritardo o l’errore diagnostico abbia causato o aggravato il danno.
Un ECG interpretato male può dare diritto al risarcimento?
Sì. Se il tracciato ECG mostrava segni compatibili con infarto o ischemia e questi non sono stati riconosciuti, può configurarsi una responsabilità sanitaria. La valutazione richiede sempre l’esame del tracciato originale da parte di specialisti.

1 luglio: Malasanità: il danno non basta, serve la prova dell’errore medico
La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 19696 del 13 giugno 2026, ha ribadito che, nelle cause di responsabilità sanitaria, la sola presenza di un danno dopo un intervento non dimostra automaticamente l’errore medico. Il caso riguardava un’ischemia post-operatoria, ma il principio vale per molte controversie di malasanità: il paziente deve provare il nesso tra condotta sanitaria, inadempimento e conseguenze subite

26 giugno: La Corte di Cassazione ha ribadito che una cartella clinica incompleta o carente non può andare a discapito del paziente che chiede il risarcimento per malasanità. Con l’ordinanza n. 15608 del 12 giugno 2026, i giudici hanno precisato che, se la documentazione sanitaria presenta lacune imputabili alla struttura, il paziente può dimostrare il nesso causale anche attraverso presunzioni.

19 giugno: Dal 16 marzo 2026 sono pienamente operativi i nuovi obblighi assicurativi previsti dalla Legge Gelli-Bianco e dal D.M. 232/2023 per ospedali, cliniche, professionisti sanitari ed enti del Terzo Settore che svolgono attività sanitaria. Non basta più una semplice polizza assicurativa: le coperture devono essere adeguate ai rischi dell’attività svolta e accompagnate da efficaci sistemi di gestione del rischio clinico e dei sinistri. In caso di malasanità, le strutture sanitarie potrebbero essere chiamate a rispondere non solo per l’errore medico, ma anche per eventuali carenze organizzative, assicurative o di controllo interno. Per i pazienti che intendono ottenere un risarcimento danni, diventa sempre più importante verificare la posizione assicurativa della struttura coinvolta e il rispetto degli obblighi previsti dalla normativa sulla responsabilità sanitaria.

15 giugno: Quando una morte in pronto soccorso può essere considerata malasanità?
Quando il decesso è collegato a errori diagnostici, ritardi assistenziali o carenze organizzative che hanno ridotto le possibilità di sopravvivenza del paziente.
Le lunghe attese in pronto soccorso danno sempre diritto al risarcimento?
No. Occorre dimostrare che il ritardo abbia avuto un ruolo causale nel peggioramento delle condizioni o nel decesso.

12 giugno: Se l’intelligenza artificiale sbaglia una diagnosi posso ottenere il risarcimento?
Sì, se l’errore ha provocato un danno alla salute e viene accertata una responsabilità del medico, della struttura sanitaria o del produttore del software.
Il medico è responsabile anche se ha seguito il consiglio dell’IA?
Sì. La decisione finale spetta sempre al medico, che deve verificare la correttezza delle indicazioni fornite dal sistema.
L’ospedale può essere condannato per un errore dell’intelligenza artificiale?
Sì, soprattutto quando il danno deriva da carenze organizzative, software difettosi o mancata formazione del personale.
Chi paga il risarcimento in caso di errore dell’intelligenza artificiale in sanità?
A seconda del caso possono essere responsabili il medico, la struttura sanitaria, il produttore del software oppure più soggetti contemporaneamente.

11 giugno: Errore medico: quando nasce la responsabilità penale
Sul piano penale la normativa introdotta dalla Legge n. 24 del 2017, nota come Legge Gelli-Bianco, ha previsto una disciplina specifica per i professionisti sanitari. L’articolo 590-sexies del Codice Penale stabilisce infatti che il medico può essere punibile per i reati di omicidio colposo o lesioni personali colpose quando l’evento dannoso sia stato causato per negligenza o imprudenza o se non abbia rispettato le linee guida accreditate clinico-assistenziali riconosciute dalla comunità scientifica.

8 giugno:  Mi hanno detto che era una complicanza: posso comunque ottenere un risarcimento? Dopo un intervento chirurgico molti pazienti si sentono rispondere che il danno subito rappresenta una semplice complicanza operatoria. Questa spiegazione viene spesso percepita come definitiva e porta molte persone a rinunciare ad approfondire il proprio caso. In realtà non tutte le complicanze escludono la responsabilità sanitaria. La giurisprudenza più recente conferma che occorre verificare se il danno fosse realmente inevitabile oppure se sarebbe stato possibile prevenirlo attraverso una corretta esecuzione dell’intervento, un monitoraggio adeguato o una diversa gestione clinica.

Prima di escludere il diritto al risarcimento è quindi necessario analizzare la documentazione sanitaria e ricostruire nel dettaglio quanto accaduto con un avvocato specializzato in risarcimento danni errore medico e malasanità.

7 giugno: Con l’ordinanza n. 2968 del 10 febbraio 2026, la Corte di Cassazione ha ribadito che il consenso espresso dal paziente non può essere utilizzato per giustificare una errore del medico. Anche quando il paziente ha ricevuto informazioni sul trattamento e ha sottoscritto il relativo modulo, il sanitario resta responsabile.

6 giugno: Responsabilità sanitaria e danni richiesti dai familiari. Una nuova conferma dal Tribunale di Napoli.
Una recente decisione del Tribunale di Napoli ha ribadito che le pretese risarcitorie avanzate dai familiari della vittima per i danni subiti personalmente hanno natura extracontrattuale, anche quando la responsabilità della struttura sanitaria deriva dal rapporto contrattuale instaurato con il paziente.
Bisogna valutare la necessità di distinguere tra danni ereditari e danni iure proprio dei congiunti. (Fonte: Il Sole 24 Ore).

5 giugno: Tribunale di Monza: risarcimento per la “lucida agonia” di una vittima di errore medico

Una delle decisioni più rilevanti delle ultime settimane riguarda il riconoscimento del danno da “lucida agonia” a favore degli eredi di un paziente deceduto dopo un presunto errore diagnostico all’ospedale di Vimercate. Il Tribunale di Monza ha riconosciuto che l’uomo, ricoverato per una grave emorragia aggravata dalla prosecuzione di una terapia anticoagulante, avrebbe avuto piena consapevolezza dell’approssimarsi della morte nei tre giorni precedenti il decesso. Per questo motivo il giudice ha liquidato un risarcimento autonomo di 15.000 euro, quantificato in 5.000 euro per ogni giorno di sofferenza cosciente. Oltre a tale voce, sono stati riconosciuti i danni morali ai familiari. (Fonte: Il Giorno, Corriere della Sera Milano)

1 giugno: Chi ha sostenuto costi per una Residenza Sanitaria Assistenziale (RSA) potrebbe avere diritto al rimborso delle rette versate in determinate situazioni. La richiesta di restituzione delle somme pagate è soggetta a un termine di prescrizione di dieci anni, previsto dalla normativa civilistica per le azioni di recupero di pagamenti non dovuti. Il termine decorre dalla data di ciascun versamento effettuato, consentendo quindi di richiedere il rimborso delle quote corrisposte negli ultimi dieci anni. La domanda può essere presentata direttamente dall’assistito, dall’amministratore di sostegno, dal tutore oppure dagli eredi nel caso in cui il paziente sia deceduto. Il diritto al rimborso può sorgere quando il ricovero presso la struttura presenta una prevalente componente sanitaria e assistenziale, come accade frequentemente per persone non autosufficienti, pazienti affetti da Alzheimer e demenze gravi.

31 maggio : Malasanità a Padova: oltre 19 milioni di euro di risarcimenti nel 2025

La responsabilità sanitaria continua a generare un impatto economico significativo nel territorio padovano. Nel corso del 2025, tra aziende sanitarie e strutture ospedaliere della provincia di Padova, sono stati liquidati risarcimenti per circa 19 milioni di euro legati a casi di malasanità, errori medici e richieste di responsabilità civile sanitaria.

29 maggio: Nel settore della responsabilità sanitaria è importante distinguere tra vero errore medico e complicanza inevitabile. Non ogni esito negativo di una cura o di un intervento rappresenta automaticamente un caso di malasanità. Per parlare di responsabilità sanitaria deve infatti emergere una condotta negligente da parte dei medici o della struttura che porti ad un danno. Esistono situazioni in cui, pur in presenza di cure corrette e di un comportamento sanitario adeguato, il risultato desiderato non viene raggiunto a causa di complicanze conosciute, prevedibili ma non evitabili. In questi casi, se viene dimostrato che i sanitari hanno operato secondo le linee guida e con la dovuta diligenza, né il medico né l’ospedale possono essere ritenuti responsabili del danno verificatosi. Un avvocato specializzato in malasanità questa cosa la sa molto bene e potrà indirizzare il cliente nella giusta via. 
26 maggio: Malasanità: quanto costa una perizia del medico legale e perché può essere decisiva
Nei casi di errore medico e responsabilità sanitaria, uno degli aspetti più importanti è la valutazione medico-legale della documentazione clinica. Il medico legale di parte svolge un ruolo fondamentale perché analizza cartelle cliniche, esami e trattamenti ricevuti, verificando l’eventuale collegamento tra la condotta sanitaria e il danno subito dal paziente.
I costi di una consulenza medico-legale possono variare sensibilmente in base alla complessità del caso. Per valutazioni più semplici, i compensi possono partire da circa 300 / 500 euro, mentre nei casi che richiedono un’analisi approfondita di documentazione ampia o situazioni cliniche particolarmente articolate, l’importo può superare i 5.000 euro oltre IVA.
La perizia medico legale rappresenta spesso uno degli elementi centrali nelle cause di malasanità, poiché consente di accertare il nesso causale tra presunto errore sanitario e conseguenze riportate dal paziente, diventando uno strumento essenziale per valutare la possibilità di ottenere un risarcimento.
23 maggio: Infarto non diagnosticato al pronto soccorso: risarcimento per la famiglia della vittima.
Un errore nella diagnosi di un infarto può avere conseguenze tragiche e aprire la strada a richieste di risarcimento per malasanità. Un caso recentemente definito dal Tribunale di Latina ha riconosciuto un risarcimento di 550.000 euro ai familiari di un uomo deceduto a seguito di un infarto non individuato tempestivamente dai sanitari. Il paziente si era rivolto al pronto soccorso lamentando forti dolori al torace e al braccio, sintomi tipici di una patologia cardiaca in corso, ma era stato dimesso senza adeguati approfondimenti diagnostici.
Solo nelle ore successive, a seguito del peggioramento delle condizioni, il medico di famiglia aveva eseguito un elettrocardiogramma che aveva evidenziato un infarto del miocardio. Nonostante l’intervento urgente, il paziente è deceduto durante il trasporto verso l’ospedale.
I giudici hanno riconosciuto alla moglie e ai figli un risarcimento basato sulla perdita di chance di sopravvivenza, principio che tutela i casi in cui un ritardo diagnostico o terapeutico abbia compromesso concrete possibilità di cura e salvezza del paziente.(Fonte : Latina Today)
14 maggio: Invalidità da malasanità o incidente: con invalidità oltre il 30% il danno morale può essere riconosciuto senza ulteriori prove
La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 9027 del 10 aprile 2026, ha introdotto un principio importante per le vittime di malasanità, incidenti stradali e lesioni gravi. Secondo i giudici, quando l’invalidità permanente raggiunge o supera il 30%, il danno morale può essere presunto senza la necessità di produrre prove specifiche sulla sofferenza psicologica subita.
9 maggio: Marcatori tumorali ignorati e diagnosi tardiva: risarcimento per perdita di chance di sopravvivenza. La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 11133 del 25 aprile 2026, ha confermato la responsabilità sanitaria in un caso di ritardo diagnostico oncologico legato alla mancata valutazione di marcatori tumorali e all’omissione di cure adeguate.
4 maggio: Errore medico a Belluno: ritardo diagnostico del medico di base e risarcimento di 500 mila euro. A Belluno un caso di malasanità ha portato al riconoscimento di un risarcimento di circa 500 mila euro da parte dell’Ulss 1 a favore di un paziente vittima di un grave ritardo diagnostico. L’uomo soffriva di mieloma, ma il medico di base non aveva individuato la patologia nonostante la presenza di segnali clinici che avrebbero richiesto ulteriori accertamenti. Il mancato approfondimento ha consentito alla malattia di progredire, aggravando le condizioni di salute e causando danni importanti e permanenti. Questo caso evidenzia come anche il medico di famiglia possa essere ritenuto responsabile quando non effettua diagnosi tempestive o non prescrive esami necessari, e conferma che in presenza di un peggioramento evitabile è possibile ottenere un risarcimento per errore medico.
20 aprile: La Corte di Cassazione ha definitivamente confermato la responsabilità della ASL di Pescara nel caso della morte di una donna di 59 anni, stabilendo l’obbligo di risarcire i familiari. Con una decisione conclusiva, i giudici hanno respinto il ricorso dell’azienda sanitaria, riconoscendo il diritto al risarcimento in favore del marito e dei tre figli della vittima. La vicenda, durata oltre 10 anni tra perizie mediche e diversi gradi di giudizio, si chiude con la conferma di un indennizzo di circa un milione di euro.

16 aprile: L’ospedale o la clinica che organizza ed eroga prestazioni sanitarie deve assumersi anche le conseguenze negative, inclusi gli errori commessi dai medici che operano al suo interno. La Corte d’Appello di Palermo, con sentenza del 25 febbraio 2026 n. 504, ha ribadito che la colpa del sanitario si estende automaticamente alla struttura, configurando una responsabilità solidale.

11 aprile: in malasanità l’onere della prova implica che il paziente debba dimostrare l’esistenza del rapporto contrattuale con la struttura e provare il nesso causale tra la condotta dei sanitari e il danno subito, come chiarito dalla sentenza n. 6964/2024.

9 aprile: La Corte di Cassazione ha introdotto un cambiamento significativo nel sistema dei risarcimenti per danni gravi alla persona in ambito civile. Con la sentenza n. 8630 del 2026, i giudici hanno stabilito che la Tabella Unica Nazionale deve essere considerata il parametro di riferimento principale per la liquidazione del danno non patrimoniale, superando le precedenti differenze tra i tribunali. In passato, infatti, venivano utilizzati criteri diversi, spesso basati sulle tabelle del Tribunale di Milano, con risultati non sempre uniformi.

6 aprile: Interessi legali malasanità. Criteri per il calcolo degli interessi nelle cause di malasanità
Si distingue tra rivalutazione monetaria e interessi compensativi, che servono rispettivamente ad aggiornare il valore del danno all’inflazione e a compensare il ritardo nel pagamento. Il danno viene normalmente “attualizzato” anno per anno, applicando gli indici ISTAT, e su ogni quota rivalutata si calcolano gli interessi legali, secondo il principio della cosiddetta liquidazione per equivalente.
Un altro criterio fondamentale è quello degli interessi compensativi, che decorrono dal momento in cui si è verificato il danno e non dalla sentenza, proprio per evitare che il ritardo nel processo penalizzi il danneggiato. In alcuni casi il giudice può applicare un criterio equitativo, determinando un tasso medio o una percentuale complessiva. Inoltre, una volta emessa la sentenza, si applicano anche gli interessi legali sulla somma liquidata, fino al pagamento effettivo.

2 aprile: la Corte di Cassazione ha chiarito che nei casi di malasanità il risarcimento per la sofferenza vissuta dal paziente prima della morte non può essere calcolato come un’invalidità permanente. Il danno terminale deve essere valutato considerando la reale intensità della sofferenza fisica e psicologica e la breve durata della fase che precede il decesso.

30 marzo: un caso di responsabilità sanitaria legato al cosiddetto “sangue infetto” ha portato alla condanna del Ministero della Salute al risarcimento dei familiari di una donna deceduta a causa dell’epatite C contratta dopo una trasfusione. La paziente, sottoposta a un intervento chirurgico alla fine degli anni ’70, aveva ricevuto sangue non adeguatamente controllato, sviluppando negli anni una grave malattia epatica evoluta in cirrosi e successivamente in tumore al fegato, che ne ha causato la morte nel 2018. Il caso si inserisce nel contesto storico in cui i controlli sulle trasfusioni non erano ancora sufficientemente rigorosi, determinando numerosi contagi da virus come epatite. La decisione conferma che, anche a distanza di molti anni, è possibile ottenere un risarcimento quando viene accertata la responsabilità delle istituzioni nella gestione e sicurezza delle cure sanitarie. (Fonte: Tgcom 24).

26 marzo: La Corte d’Appello di Palermo, con la sentenza n. 504 del 25 febbraio 2026, ha chiarito che la responsabilità della struttura sanitaria e quella del medico dipendente derivano entrambe da una prestazione medica eseguita in modo non corretto o non diligente. In questi casi si configura una responsabilità solidale.

22 marzo: in Campania i risarcimenti per malasanità hanno raggiunto cifre molto elevate, con un totale di circa 286 milioni di euro pagati tra il 2019 e il 2023 per oltre 1400 casi accertati. Tra le aziende sanitarie, l’Asl di Caserta risulta quella con l’esborso più alto, evidenziando un forte impatto economico della responsabilità sanitaria sul sistema regionale.

13 marzo: Le lesioni che si verificano durante il parto possono avere conseguenze molto serie e, nei casi più gravi, provocare una disabilità permanente nel bambino. Alcune complicazioni neurologiche, come la paralisi cerebrale, possono richiedere assistenza medica e programmi riabilitativi per tutta la vita, con interventi terapeutici mirati a migliorare le capacità motorie, cognitive e relazionali. Anche condizioni come l’encefalopatia ipossico-ischemica, causata da una riduzione dell’ossigeno al cervello durante il parto, possono rendere necessario un intervento immediato e trattamenti specifici per limitare i danni neurologici.

12 marzo: Responsabilità sanitaria e nesso causale: senza prova del collegamento tra errore medico e danno non spetta il risarcimento
Nel contenzioso per malasanità, uno degli elementi più importanti per ottenere il risarcimento è la prova del nesso causale tra l’errore medico e il danno subito dal paziente. La Corte di Cassazione è tornata su questo principio con l’ordinanza n. 34073 del 24 dicembre 2025, ribadendo che la semplice presenza di una condotta imperita o negligente da parte dei sanitari non è sufficiente, da sola, a fondare il diritto al risarcimento.

10 marzo: Pap test negativi ma il tumore era presente: risarcimento agli eredi dopo la morte della paziente
Un caso di errore diagnostico ha portato al riconoscimento di un risarcimento di 300 mila euro in favore degli eredi di una donna deceduta a causa di un tumore non individuato in tempo. La vicenda riguarda una paziente che si era rivolta a una struttura sanitaria privata a seguito di perdite di sangue anomale. Nonostante i sintomi, gli esami citologici eseguiti in diverse occasioni avevano dato esito negativo, ritardando così l’individuazione della patologia.
La diagnosi del tumore è arrivata solo successivamente, dopo ulteriori accertamenti specialistici tra cui un’isteroscopia, quando la malattia era ormai in fase avanzata. A quel punto la donna si era rivolta a un centro sanitario a Roma per tentare le cure, ma il ritardo nella diagnosi aveva compromesso le possibilità di trattamento efficace.
La vicenda si è conclusa con il riconoscimento di un risarcimento economico a favore della famiglia della paziente, a carico del laboratorio che aveva certificato gli esami come negativi. (Fonte: Corriere della Sera)

3 marzo:  Nel 2025 la Legge Gelli-Bianco rafforza il sistema della responsabilità sanitaria attraverso l’adeguamento obbligatorio delle polizze di assicurazione RC medica, in vista della scadenza fissata al 16 marzo 2026 dai decreti attuativi. Le nuove disposizioni impongono a medici e strutture sanitarie coperture assicurative conformi a massimali minimi stabiliti per legge e prevedono un’estensione della retroattività delle garanzie, al fine di tutelare maggiormente i pazienti danneggiati. L’obiettivo della riforma è rendere più chiaro il quadro delle responsabilità, assicurare una copertura effettiva dei rischi professionali e ridurre il contenzioso legato alla malasanità.

26 febbraio: Tempi delle prestazioni radiologiche: il TAR Lombardia chiarisce i limiti per garantire la qualità delle cure.
Con la sentenza n. 672 dell’11 febbraio 2026, il TAR Lombardia ha affrontato la questione dei tempi di esecuzione degli esami radiologici fissati dalla Regione per ridurre le liste di attesa. Pur respingendo il ricorso presentato dal sindacato dei radiologi, il Tribunale ha ribadito che l’organizzazione delle prestazioni sanitarie deve comunque garantire la qualità e la sicurezza degli esami diagnostici. La decisione sottolinea che i tempi di esecuzione non possono compromettere l’accuratezza della diagnosi e la tutela del paziente, confermando inoltre il ruolo delle organizzazioni professionali nella difesa degli standard sanitari.

24 febbraio: Responsabilità della struttura sanitaria: obbligo di risarcimento anche per errori dei medici dipendenti.
La struttura sanitaria, sia pubblica che privata, risponde direttamente dei danni subiti dal paziente quando l’assistenza medica non è conforme agli standard richiesti. In base all’articolo 1218 del Codice Civile, il rapporto che si instaura tra paziente e struttura ha natura contrattuale, anche se il medico che ha effettuato la prestazione è un dipendente e non ha un contratto diretto con il paziente. Questo significa che l’ospedale o la struttura sanitaria è responsabile dell’organizzazione dei servizi, della qualità delle cure e del corretto operato del proprio personale.

11 febbraio: Errore medico diverso da quello indicato in citazione: il giudice può accertarlo comunque
In materia di responsabilità sanitaria, la Corte di Cassazione ha chiarito un principio molto importante per i pazienti: il giudice può accertare un errore medico anche se diverso da quello specificamente indicato nell’atto di citazione. Con l’ordinanza n. 9124 del 7 aprile 2025, la Suprema Corte ha affermato che, nei giudizi per malasanità, non è necessario che il ricorrente individui in modo dettagliato ogni singola condotta colposa del sanitario sin dall’inizio del processo.
Durante il procedimento, infatti, possono emergere nuovi elementi attraverso la consulenza tecnica d’ufficio medico-legale (CTU), che consente di ricostruire con maggiore precisione i fatti e le eventuali responsabilità. Se dalla perizia risulta un diverso errore rispetto a quello inizialmente ipotizzato, il giudice può comunque valutarlo e fondare su di esso la decisione, purché resti invariato il nucleo essenziale della domanda risarcitoria.
Questo orientamento rafforza la tutela del paziente, evitando che formalismi processuali impediscano l’accertamento della verità e il riconoscimento del risarcimento per errore medico


La Corte di Cassazione, con una recente sentenza del gennaio 2026 n. 468, stabilisce che il danno biologico terminale è risarcibile solo se tra l’evento lesivo e la morte intercorre un lasso di tempo apprezzabile, che la giurisprudenza individua ordinariamente in almeno 24 ore. Tale limite temporale non dipende dallo stato di coscienza della vittima, ma dalla possibilità oggettiva di configurare un danno biologico temporaneo autonomo prima del decesso. In assenza di questo intervallo minimo, il danno non può essere riconosciuto agli eredi. Diverso è il discorso per il danno morale terminale, noto anche come danno catastrofale, che riguarda la sofferenza interiore della persona consapevole dell’approssimarsi della morte. In questo caso, la Cassazione ha ribadito che la risarcibilità non dipende dalla durata della sopravvivenza, ma dalla prova della lucida percezione dell’imminenza della fine.

6 febbraio: Le lunghe liste d’attesa nel sistema sanitario pubblico stanno spingendo sempre più cittadini a rinunciare alle cure o a rivolgersi alla sanità privata. Tempi di attesa di mesi per visite ed esami essenziali compromettono la prevenzione e la diagnosi precoce. Molte persone, pur di curarsi, sono costrette a sostenere spese elevate e ad affrontare indebitamenti. Questa situazione incide direttamente sul diritto alla salute e aumenta le disuguaglianze nell’accesso alle cure. Il problema delle liste d’attesa rappresenta oggi una delle principali criticità della sanità italiana.

2 febbraio: Il danno esistenziale conseguente a un errore medico riguarda le ripercussioni negative che l’evento sanitario ha sulla vita quotidiana del paziente, andando oltre il semplice danno fisico. Si manifesta quando la persona vede compromesse le proprie abitudini, relazioni familiari, sociali o lavorative a causa delle conseguenze dell’errore. Questo tipo di danno incide sulla qualità della vita e sul modo di vivere il proprio ruolo personale e sociale. Non è legato a una sofferenza momentanea, ma a un cambiamento stabile delle condizioni di esistenza. Nel risarcimento per malasanità, il danno esistenziale viene valutato considerando l’impatto concreto che l’errore medico ha avuto sulla vita del paziente.

29 gennaio: Risarcimento per errore medico anche in presenza di gravi patologie: la nuova svolta della Cassazione
Una recente pronuncia della Corte di Cassazione ha chiarito un principio fondamentale in materia di responsabilità sanitaria: l’azienda sanitaria è tenuta al risarcimento del danno anche quando il paziente era già affetto da una grave patologia. Con l’ordinanza n. 760 del 14 gennaio 2026, la Suprema Corte ha stabilito che la presenza di condizioni cliniche preesistenti non esclude la responsabilità del medico o della struttura sanitaria se l’errore ha contribuito al peggioramento dello stato di salute.

26 gennaio: Infezioni nosocomiali e responsabilità della struttura sanitaria.
Secondo un recente orientamento giurisprudenziale, confermato anche dal Tribunale di Milano, quando un paziente sviluppa un’infezione durante il ricovero è possibile accertare la responsabilità della struttura sanitaria sulla base di una prova rigorosa del nesso causale. Tale collegamento può essere dimostrato attraverso criteri precisi, come la vicinanza temporale tra il ricovero e l’insorgenza dell’infezione, la compatibilità clinica della patologia e la localizzazione dell’evento infettivo.
Una volta dimostrati questi elementi, spetta alla struttura sanitaria l’onere di provare che l’infezione sia stata causata da un fattore esterno, imprevedibile e inevitabile, non riconducibile a carenze organizzative o igienico-sanitarie. In mancanza di tale prova liberatoria, la responsabilità per il danno ricade sull’ospedale. Questo principio rafforza la tutela del paziente e sottolinea l’obbligo delle strutture di garantire ambienti sicuri, protocolli efficaci di prevenzione e un adeguato controllo del rischio infettivo.

15 gennaio: Diagnosi oncologica sbagliata e chemioterapia inutile: maxi risarcimento per malasanità
Una grave vicenda di malasanità da diagnosi errata si è conclusa con la condanna dell’azienda ospedaliera di Pisa al pagamento di circa 500.000 euro di risarcimento in favore di una paziente sottoposta per anni a cure oncologiche senza essere affetta da alcun tumore. La decisione è stata assunta dalla Corte d’Appello di Firenze, che ha riformato parzialmente una precedente sentenza di primo grado. (Fonte: Corriere)

5 gennaio 2026: Malasanità e risarcimenti, milioni di euro pagati per errori medici nella provincia di Belluno.
Nel periodo compreso tra il 2020 e il 2024, l’ULSS Dolomiti ha sostenuto esborsi per circa 17 milioni di euro a titolo di risarcimento per danni da malasanità nella provincia di Belluno. I pagamenti hanno riguardato 139 casi di errore sanitario riconosciuto, su un totale di 220 denunce presentate nello stesso arco temporale. I dati mostrano come una parte dei reclami avanzati dai pazienti si sia tradotta in responsabilità accertate, con conseguenti indennizzi economici. Il fenomeno evidenzia l’impatto rilevante che gli errori medici possono avere non solo sulla salute dei cittadini, ma anche sui bilanci delle aziende sanitarie. I risarcimenti riconosciuti confermano l’importanza di un’attenta gestione del rischio clinico e della tutela dei diritti dei pazienti danneggiati.

31 dicembre: le trasfusioni di sangue negli anni ’70, periodo in cui i controlli sugli emoderivati non erano ancora adeguati hanno portato alcuni pazienti a contrarre epatite C, una patologia che può restare silente per decenni e che, nel tempo può provore cirrosi epatica e tumore al fegato, portando al decesso. In Italia, lo Stato e il Ministero della Salute sono responsabili della sicurezza del sangue destinato alle trasfusioni. Quando una persona contrae un’infezione a causa di sangue non correttamente controllato, ha diritto a una tutela economica. Il diritto può estendersi anche ai familiari della vittima, in caso di decesso.

23 dicembre: Il caso della falsa endocrinologa scoperto a Milano riaccende l’attenzione sui controlli nella sanità privata e sulla tutela dei pazienti. Una donna senza laurea in Medicina è riuscita per mesi a esercitare abusivamente la professione, visitando centinaia di persone e prescrivendo terapie inappropriate. Spacciandosi per una vera specialista grazie a documenti falsi e all’uso dell’identità di un’omonima, è stata assunta in importanti centri clinici milanesi. Le indagini hanno accertato diagnosi errate, dosaggi farmacologici pericolosi e peggioramenti delle condizioni di salute di diversi pazienti. Il tribunale ha condannato l’imputata a quattro anni di reclusione per esercizio abusivo, truffa e falso. Il caso solleva gravi interrogativi sulla sicurezza delle cure, sul diritto alla salute e sulla necessità di verifiche rigorose nelle strutture sanitarie.

17 dicembre: Liste d’attesa sanitarie in Italia: tempi record e diritto alla salute sotto pressione.

In Italia l’accesso alle cure sanitarie sta diventando sempre più complesso, con tempi di attesa che mettono seriamente a rischio il diritto alla salute. Secondo i più recenti rapporti di Cittadinanzattiva, elaborati sulla base di oltre 15.000 segnalazioni dei cittadini, quasi la metà delle criticità segnalate riguarda la difficoltà di ottenere prestazioni sanitarie nei tempi previsti. Le liste d’attesa rappresentano oggi la principale emergenza del Servizio Sanitario Nazionale, aggravata dalla carenza di personale. Per esami diagnostici fondamentali come la TAC l’attesa può arrivare fino a 1 anno, mentre per una colonscopia si parla di 2 anni, con ritardi significativi anche per le prime visite specialistiche. Particolarmente critiche sono le prestazioni considerate urgenti, per le quali i tempi reali superano ampiamente i limiti stabiliti, e solo una parte delle prenotazioni viene accettata alla prima data disponibile.

13 dicembre: La distinzione tra danno da perdita di chance e danno da perdita anticipata della vita è fondamentale nel diritto della responsabilità medica:

La perdita di chance si verifica quando un errore sanitario non determina con certezza il decesso del paziente, ma gli sottrae una concreta possibilità di sopravvivenza o di miglioramento delle condizioni di salute. Diversa è l’ipotesi della perdita anticipata della vita, il quale ricorre quando risulta più probabile che non che l’errore medico abbia causato direttamente la morte. In tale situazione il risarcimento non riguarda il paziente deceduto, ma spetta ai familiari come diritto autonomo per la riduzione del tempo di vita condiviso con il proprio congiunto.

9 dicembre: All’ospedale San Raffaele di Milano è stata avviata un’indagine da parte dell’Ats dopo il grave malfunzionamento nei giorni tra il 5 e il 7 dicembre. Nei reparti di Medicina ad alta intensità, cure intensive e Admission Room l’assistenza infermieristica era stata affidata a una cooperativa esterna probabilmente priva di adeguata preparazione, con conseguente perplessità del personale interno. La mancanza di competenze ha portato a errori rilevanti, descritti nelle comunicazioni interne come situazioni “ad altissimo rischio” per i pazienti. Tra gli episodi segnalati figurano la somministrazione errata di farmaci per confusione tra i preparati e la gestione non corretta della ventilazione non invasiva. Le segnalazioni dei medici evidenziano un quadro considerato estremamente pericoloso e potenzialmente irreversibile per la sicurezza dei pazienti presso l’ospedale San Raffaele di Milano.

8 dicembre: Responsabilità della struttura sanitaria per l’uso scorretto dell’elettrobisturi in sala operatoria: quando durante un intervento chirurgico il paziente subisce un danno legato a un utilizzo improprio o negligente dell’elettrobisturi, la struttura sanitaria può essere ritenuta responsabile sul piano contrattuale.
Il paziente che denuncia un danno da elettobisturi deve dimostrare di essere legato alla struttura da un rapporto contrattuale, l’esistenza della lesione riportata e il collegamento causale tra l’attività sanitaria e l’evento dannoso.
La struttura, per evitare una condanna, deve invece provare che l’inadempimento non dipende da condotte colpose del personale o dal malfunzionamento delle apparecchiature, ma da un evento imprevedibile e inevitabile. In assenza di tale dimostrazione, la responsabilità ricade sulla struttura per mancata prevenzione del rischio clinico e per non aver assicurato condizioni di sicurezza adeguate al paziente. Sentenza di riferimento: Tribunale di Cassino agosto 2025 n. 1093.

7 dicembre: Diritti del Malato: cosa fare e quale avvocato chiamare?

In Italia i diritti del malato sono protetti da norme precise, come la Legge 219/2017, che garantisce a ogni paziente informazioni complete e comprensibili sul proprio stato di salute e sui trattamenti proposti. Il consenso informato è un pilastro: nessuna terapia può essere effettuata senza una decisione libera e consapevole. Ogni persona ha inoltre diritto alla tutela della privacy, alla scelta del luogo di cura e all’accesso alla propria documentazione clinica. In caso di presunto errore sanitario, è importante raccogliere tutta la documentazione medica, chiedere chiarimenti alla struttura e valutare una consulenza con un avvocato specializzato in responsabilità medica. Un legale esperto in malasanità può analizzare la situazione, indicare i passi successivi e supportare il paziente nella richiesta di risarcimento.

3 dicembre: Malasanità, scopre dopo cinque mesi una pinza chirurgica dimenticata nell’addome. Una donna di 42 anni, residente a Modena, si era rivolta a una clinica di Napoli per sottoporsi a un intervento chirurgico, spinta dalle lunghe liste d’attesa della sua regione. Nei mesi successivi all’operazione ha iniziato a soffrire di forti e persistenti dolori addominali, inizialmente attribuiti al normale decorso post-operatorio. Dopo cinque mesi di sofferenza e visite ripetute, una TAC ha finalmente rivelato la causa reale: una pinza chirurgica lunga circa 14 centimetri era stata dimenticata all’interno dell’addome durante l’intervento. La presenza dello strumento sottopelle ha reso necessario un nuovo intervento e ha aperto la strada a un potenziale caso di malasanità. (Fonte : Modena Today)

23 novembre: Errore medico con esiti mortali a Settimo Torinese: emerge una confessione decisiva nelle indagini. Un grave caso di presunto errore medico malasanità ad Ivrea è ora al centro dell’attenzione della Procura. Durante le indagini relative alla morte di una paziente, è emersa una intercettazione che potrebbe rivelarsi determinante: un medico dell’ospedale di Settimo Torinese avrebbe ammesso al primario di reparto di aver provocato una lesione al rene della donna durante una procedura clinica. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la paziente sarebbe deceduta circa due mesi dopo l’intervento, a seguito di complicazioni che potrebbero essere collegate all’errore confessato dal sanitario. La dichiarazione registrata — “Ho commesso un errore, ho lesionato un rene” — rappresenta un elemento chiave per valutare eventuali responsabilità professionali e l’adeguatezza delle cure prestate. La Procura sta approfondendo ogni passaggio dell’iter diagnostico-terapeutico per verificare se siano state rispettate le linee guida cliniche e se la gestione post-operatoria abbia contribuito al peggioramento del quadro clinico. In casi come questo, il riconoscimento di un risarcimento ai familiari può dipendere dalla dimostrazione del nesso causale tra la condotta sanitaria e il decesso, nonché dalla correttezza della documentazione clinica prodotta. (FONTE : La Stampa)

16 novembre: Danno da perdita di chance in caso di errore medico: cos’è e quando si risarcisce
Il danno da perdita di chance si verifica quando l’errore di un medico priva il paziente della possibilità concreta – anche solo probabilistica – di ottenere un risultato migliore, come una guarigione, un intervento tempestivo o un aumento delle possibilità di sopravvivenza. Non serve dimostrare che l’esito positivo sarebbe stato certo, ma che quella possibilità era seria e apprezzabile. Se il comportamento sanitario negligente riduce o annulla tale opportunità, il paziente o i familiari possono chiedere un risarcimento commisurato al valore della chance perduta, valutato attraverso perizie medico legali.

12 novembre: Carenza di medici di base con oltre 20.000 cittadini senza assistenza nel territorio dell’ASST Melegnano Martesana si sta vivendo una situazione critica: oltre 23 mila persone risultano oggi prive del proprio medico di medicina generale, un numero pari a quello di un intero comune di medie dimensioni. (Fonte: PrimalaMartesana)

4 novembre: con l’ordinanza numero 8163 del 2025, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio chiaro in tema di responsabilità sanitaria: una clinica privata che concede in locazione i propri locali e le attrezzature a un medico o a una società professionale non è responsabile per gli eventuali danni causati ai pazienti durante le prestazioni mediche svolte in quegli spazi. La decisione chiude una lunga controversia giudiziaria e ridefinisce i confini tra attività sanitaria diretta e mera concessione di spazi professionali. In sintesi quindi la clinica NON risponde solo quando concede in affitto locali e strumenti in modo neutro senza un vero coinvolgimento operativo. Se invece entra nel percorso di cura anche in modo indiretto ne è responsabile.

31 ottobre: Errore medico in Liguria: muore dopo due anni di coma, medici condannati. Un uomo è deceduto dopo oltre 2 anni di coma in seguito a un errore chirurgico avvenuto durante un intervento di bypass coronarico all’Istituto Clinico Ligure Alta Specialità di Rapallo.
Nel corso dell’operazione, i medici recisero accidentalmente un’arteria senza accorgersene in tempo, causando un’emorragia e un grave danno cerebrale.
La Corte ha riconosciuto la responsabilità dei sanitari per negligenza e imperizia, condannandoli al pagamento di oltre 1 milione di euro di risarcimento ai familiari della vittima.
Secondo la sentenza, l’intervento non fu gestito secondo le buone pratiche cliniche e i protocolli di emergenza, rendendo l’evento pienamente evitabile.(Fonte: Corriere)

19 Ottobre 2025. Monza, la Fondazione dell’ospedale San Gerardo condannata a risarcimento record da 4.5 milioni di euro: bimbo nato con una grave malattia metabolica ma curato troppo tardidi questa la sentenza del Tribunale civile che  ha condannato l’ospedale di Monza e Brianza per omissione terapeutica. Risarcimento record ai genitori di un bambino nato con una rara malattia e oggi invalido al 100%. Per i giudici se le terapie fossero iniziate tempestivamente il danno sarebbe stato evitato. Sarebbe bastato un intervento di tipo farmacologico e il neonato avrebbe avuto una vita normale ma tutto è andato nel peggiore dei modi. Il Tribunale civile di Monza nei giorni scorsi ha pubblicato la sentenza con cui a distanza di 14 anni ha condannato la «Fondazione Monza e Brianza per il Bambino e la sua Mamma» – poi confluita nell’Irccs San Gerardo nel 2023 – a pagare un maxi risarcimento al ragazzo, oggi 14 enne, e ai suoi familiari. (Fonte: Corriere della Sera).

14 ottobre: Grave errore medico al Meyer di Firenze: bambino operato al cervello senza tumore, riconosciuto risarcimento record milionario.
Un caso di malasanità a Firenze ha portato a una delle più alte condanne per responsabilità sanitaria in Italia. Un bambino, oggi sedicenne, è stato sottoposto a due delicati interventi neurochirurgici presso l’Ospedale Meyer per una presunta forma tumorale cerebrale rara. L’operazione, una lobectomia temporale, gli ha causato gravi e permanenti disabilità. Le successive indagini processuali hanno però accertato che il piccolo non era affetto da alcun tumore, bensì da una encefalite erpetica, un’infiammazione cerebrale che avrebbe potuto essere curata con una terapia farmacologica senza necessità di chirurgia.(Fonte : LA STAMPA)

6 ottobre: Una recente pronuncia della Corte di Cassazione (n. 26320 del 29 settembre 2025) ha ribadito un principio fondamentale in tema di responsabilità delle strutture assistenziali: quando una persona anziana o non autosufficiente viene accolta in una casa di riposo, la struttura assume un obbligo di protezione e sorveglianza che non può essere eluso o ridotto da clausole interne. I giudici hanno stabilito che l’ente è civilmente responsabile per l’omessa vigilanza, confermando che il contratto di ricovero comprende non solo prestazioni di cura e assistenza, ma anche il dovere di custodia e controllo continuo.

2 ottobre: Risarcimento per nascita indesiderata: quando è dovuto in caso di errore medico
Una sentenza del Tribunale di Latina (n. 2275 ottobre 2023) ha chiarito un punto fondamentale: il risarcimento non è automatico. La semplice negligenza diagnostica non basta. Per ottenere un indennizzo, i genitori devono dimostrare le negative conseguenze sulla loro vita per le quali avrebbero interrotto la gravidanza.

25 settembre: Omissioni e ritardi diagnostici: la Corte d’Appello condanna la Asl Roma 5 per la morte di una paziente
Una sentenza della Corte d’Appello di Roma ha confermato la responsabilità della Asl Roma 5 per un grave caso di malasanità avvenuto all’ospedale di Colleferro, condannando l’azienda sanitaria al pagamento di oltre 1 milione di euro di risarcimento, più interessi legali, ai figli e ai nipoti di una donna 70 enne deceduta nel 2011.

19 settembre: Errori chirurgici e malasanità: il nuovo Report MedMal fotografa la situazione in Italia
La quindicesima edizione del Report MedMal: gli errori chirurgici restano la causa più frequente di sinistri nelle strutture sanitarie italiane. L’analisi, basata sui dati provenienti da 87 aziende sanitarie pubbliche e private di 12 regioni, offre una panoramica dettagliata sull’andamento dei casi di malasanità e dei risarcimenti richiesti da pazienti e familiari.

13 settembre: Se un paziente contrae una infezione ospedaliera può esserci responsabilità della struttura sanitaria se non sono stati rispettati i protocolli di prevenzione e igiene (esempio: sanificazione, isolamento e controlli microbiologici)

5 settembre: Un grave errore medico ha cambiato per sempre la vita di una mamma: il ginecologo non ha rilevato dalle ecografie che il bimbo sarebbe nato senza gambe a Parma.
La Corte ha condannato a risarcire l’errore medico del ginecologo con 350.000 euro, riconoscendo la violazione del diritto della madre ad essere informata e a decidere consapevolmente.(Fonte: Corriere di Bologna)

25 agosto: Ritardi negli interventi chirurgici urgenti: responsabilità medica e diritto al risarcimento. Un intervento chirurgico urgente rappresenta spesso la linea di confine tra la vita e la morte. In situazioni critiche, ogni minuto ha un peso determinante sull’esito clinico del paziente. Ritardi nell’avvio dell’operazione o nel trattamento salvavita possono tradursi in gravi danni permanenti, fino al decesso. In questi casi, oltre alla sofferenza fisica ed emotiva, la legge riconosce al paziente (o ai suoi familiari) il diritto di richiedere un risarcimento per responsabilità sanitaria.

19 agosto: Ritardi o errori diagnostici in ambito pediatrico e neonatale. La diagnosi tempestiva è infatti fondamentale per garantire cure efficaci e migliorare la prognosi dei piccoli pazienti: un errore o un ritardo può tradursi in danni permanenti, gravi disabilità o, nei casi più estremi, nella perdita della vita. Le malattie rare e metaboliche nei neonati e nei bambini hanno spesso un decorso rapido e aggressivo. Segni clinici come crisi ipoglicemiche, difficoltà di crescita, alterazioni neurologiche o episodi di infezioni ricorrenti dovrebbero indurre i medici a sospettare subito una patologia metabolica o genetica, avviando esami specifici. Quando ciò non avviene, il bambino rischia di non ricevere la terapia salvavita o il trattamento precoce che avrebbe potuto ridurre sensibilmente i danni.

15 agosto: Bolzano, doppio lutto in terapia intensiva neonatale: sospetta infezione batterica. Grave episodio all’ospedale di Bolzano, dove due neonati prematuri sono deceduti a poche ore di distanza l’uno dall’altro. Entrambi i piccoli pazienti erano ricoverati nel reparto di terapia intensiva neonatale del nosocomio. Secondo le prime informazioni, la causa dei due decessi sarebbe riconducibile a una possibile infezione di origine batterica ( l’ipotesi dell’infezione potrebbe essere dal batterio della serratia). A scopo precauzionale, la direzione sanitaria sta valutando il trasferimento di altri neonati in un diverso reparto, al fine di ridurre ogni rischio di contagio. L’episodio ha destato forte preoccupazione tra le famiglie e il personale medico, in attesa dei risultati definitivi degli accertamenti clinici e delle analisi di laboratorio.  (Fonte: SkyTG 24)

11 agosto: Errore diagnostico in mammografia: risarcimento di 562.000 euro al marito della vittima
Un caso di malasanità ha portato a un maxi risarcimento per il marito di una donna deceduta a causa di una diagnosi mancata. Sottoposta a una mammografia ma il referto non aveva evidenziato la presenza di un tumore. Secondo l’accertamento giudiziario, i colleghi incaricati dell’esame avrebbero omesso di individuare la massa tumorale, ritardando così in maniera determinante l’inizio delle cure.
Il ritardo diagnostico ha compromesso le possibilità di trattamento, causando l’aggravarsi della malattia fino al decesso della donna. Il tribunale, riconosciuta la responsabilità sanitaria per errore diagnostico, ha condannato la struttura al pagamento di oltre 560.000 euro a titolo di risarcimento danni in favore del coniuge.

28 luglio: La Corte d’Appello di Milano ha stabilito che l’Istituto Geriatrico Santa Margherita di Pavia debba versare un risarcimento da 1 milione di euro ai parenti di un uomo deceduto a seguito di una polmonite da inalazione di residui alimentari durante il ricovero. (Fonte: Fanpage)

25 luglio: Responsabilità penale del medico di base. La Corte di Cassazione penale, Sezione IV, con la sentenza n. 25145 del 9 luglio 2025, ha stabilito un importante principio in materia di responsabilità medica per reato omissivo colposo: il medico di medicina generale può essere ritenuto responsabile della morte del paziente anche se ha formalmente richiesto il ricovero, qualora non abbia compiuto tutte le azioni necessarie per tutelarne la salute.

15 luglio: Responsabilità solidale tra medico e struttura sanitaria: cosa stabilisce la giurisprudenza
Secondo quanto stabilito dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere con la sentenza n. 1582 del 13 maggio 2025, la struttura sanitaria risponde in via contrattuale e solidale dei danni causati al paziente, anche quando il medico responsabile dell’intervento sia stato scelto direttamente dal paziente. Il principio giuridico richiamato si fonda sugli articoli 1218 e 1228 del Codice Civile, che attribuiscono alla casa di cura la responsabilità per l’inadempimento delle obbligazioni sanitarie, sia quando derivano da propri obblighi diretti, sia quando sono conseguenza dell’operato di un professionista sanitario che agisce come ausiliario dell’organizzazione, anche in assenza di un contratto di lavoro subordinato. Il Tribunale ha precisato che il collegamento funzionale tra il medico e la struttura è sufficiente a configurare la responsabilità dell’ente, indipendentemente dal fatto che il sanitario sia stato scelto dal paziente o ne goda la fiducia personale. È dunque irrilevante, ai fini dell’imputazione del danno, se il medico operi come libero professionista: conta il fatto che la sua attività rientri nell’organizzazione e nell’interesse della struttura presso cui è stata prestata la cura.

14 luglio: Responsabilità medica e perizia tecnica: la Cassazione ribadisce l’obbligo del collegio peritale. La Corte di Cassazione ha chiarito un principio fondamentale in materia di responsabilità sanitaria: nei procedimenti giudiziari avviati dopo l’entrata in vigore della Legge Gelli-Bianco del 2017, è obbligatoria la nomina di un collegio peritale multidisciplinare. Tale collegio deve includere almeno: un medico legale e uno o più specialisti del caso seguito.

1 luglio: Responsabilità per errata prescrizione di farmaci: la colpa principale è del medico. Una recente sentenza della Corte dei Conti – Terza Sezione Centrale d’Appello (n. 85/2025) ha fatto luce su un delicato caso di errore terapeutico avvenuto in ambito ospedaliero, riaffermando un principio fondamentale in materia di responsabilità sanitaria: la responsabilità per la prescrizione errata di un farmaco grava innanzitutto sul medico.

24 giugno: sentenza n. 16328 giugno 2025 della Corte di Cassazione. Perdita della vista e personalizzazione del danno: quando il risarcimento va oltre il danno differenziale. Con una recente pronuncia, la Corte di Cassazione ha chiarito un importante principio in tema di risarcimento per danno da errore medico: la perdita totale di un senso, come la vista, richiede una valutazione autonoma e personalizzata, anche se parte del danno era già previsto come complicanza della malattia. Nel caso esaminato, una paziente aveva subito la cecità totale dopo due interventi agli occhi. La Corte d’Appello aveva riconosciuto un danno iatrogeno differenziale, imputando solo in parte la responsabilità ai sanitari, poiché uno degli occhi risultava compromesso da una patologia tumorale e l’intervento era stato eseguito secondo le linee guida. Di conseguenza, la Corte aveva ridotto l’importo del risarcimento rispetto a quanto riconosciuto dal Tribunale di primo grado. La Cassazione ha però ribaltato tale valutazione, sostenendo che la perdita integrale della vista non può essere trattata come un semplice aggravamento, ma rappresenta un evento di portata completamente diversa, che impatta in modo profondo e qualitativamente nuovo sulla vita del paziente. Per questo, la liquidazione del danno non può limitarsi alla differenza tra invalidità preesistente e post errore, ma deve tener conto della trasformazione radicale della qualità della vita e della totale compromissione della funzione visiva. La sentenza rappresenta un punto fermo nella giurisprudenza sulla responsabilità sanitaria, affermando che quando un errore provoca la perdita totale di un senso, la sofferenza e le conseguenze sul piano emotivo, relazionale e funzionale meritano una valutazione autonoma e approfondita, che superi la semplice logica tabellare.

15 giugno: l’autopsia va richiesta quando si sospetta che la morte di un familiare possa essere collegata ad un errore medico o a una condotta sanitaria inadeguata. In questi casi, l’esame consente di chiarire le cause reali del decesso, accertando eventuali responsabilità cliniche. Può essere disposta dalla Procura in presenza di denuncia o richiesta direttamente dai familiari entro breve tempo dalla morte. L’autopsia rappresenta uno strumento fondamentale per tutelare i diritti del paziente deceduto e dei suoi congiunti, fornendo una base tecnica per eventuali azioni legali.

12 giugno: Per un tumore non visto un medico, ora in pensione, deve risarcire l’Asl per un grave errore di valutazione di un esame istologico. L’Azienda aveva versato quasi 800.000 euro agli eredi della vittima ed ora il medico dovrà versare all’Asl  circa 450 000 euro. Errore diagnostico e colpa grave: il medico può essere chiamato a risarcire l’ASL. Un recente caso di malasanità ha riportato all’attenzione pubblica il tema delicato della colpa grave in ambito sanitario e della possibilità per le strutture pubbliche di rivalersi economicamente sui medici dipendenti. La vicenda, oggetto di una sentenza della Corte dei Conti per la Toscana, ruota attorno a una diagnosi sbagliata che ha portato al decesso di un paziente e a un rilevante risarcimento da parte dell’ASL.
(FONTE Il Tirreno di Lucca).

11 giugno: Violazione del Consenso Informato: quando scatta il risarcimento. Il principio del consenso informato è stato regolato in modo sistematico dalla Legge 219 del 2017, la quale prevede che nessuna procedura sanitaria possa essere avviata o proseguita senza l’autorizzazione consapevole e volontaria del paziente. In altre parole, ogni persona ha il diritto di decidere liberamente se accettare o rifiutare un trattamento, dopo essere stata messa a conoscenza in modo chiaro e completo di tutti i rischi, benefici e alternative disponibili. Quando il consenso informato non viene acquisito correttamente, si configura una violazione giuridicamente rilevante, che può portare a una richiesta di risarcimento danni. Tuttavia, per ottenere un indennizzo, non è sufficiente dimostrare che il medico ha omesso di informare ma il paziente deve anche provare che, se fosse stato correttamente informato, avrebbe scelto di non sottoporsi all’intervento o al trattamento. Questo significa che il danno da mancato consenso non si basa solo sull’inadempimento formale, ma sull’effettiva lesione del diritto all’autodeterminazione. La valutazione dei giudici, quindi, si concentra su due aspetti fondamentali: la completezza dell’informazione fornita e la decisione ipotetica che il paziente avrebbe preso se avesse ricevuto tutte le informazioni necessarie.

1 giugno: Il danno occulto in ambito di malasanità è un pregiudizio alla salute del paziente che non si manifesta subito, ma emerge solo dopo un certo tempo dall’errore medico. Questo tipo di lesione può restare nascosta per mesi o anni, rendendo difficile collegarla immediatamente alla causa iniziale. È frequente in casi di diagnosi errate, interventi chirurgici con complicanze non evidenti o cure inappropriate. Il termine “occulto” non indica un danno minore, ma una difficoltà nel suo riconoscimento immediato. La legge consente di far valere i propri diritti dal momento della scoperta del danno. Per questo, è fondamentale affidarsi a esperti avvocati in malasanità per accertarne l’origine. Danno occulto e decorrenza della prescrizione: il chiarimento della Cassazione nella sentenza 13501/2022 in cui aveva stabilito con la sentenza n. 13501 del 2022 un principio fondamentale a tutela del paziente. Quando il danno non si manifesta in modo immediato, ma emerge solo dopo tempo – come nel caso di complicanze post-operatorie o diagnosi tardive – i termini per agire legalmente non iniziano dalla data dell’evento clinico, ma da quella in cui la persona danneggiata acquisisce consapevolezza del problema e della sua causa medica.

Il pronunciamento sottolinea l’importanza del momento della scoperta del danno per il calcolo della prescrizione. Questo vale in particolare nei casi di lesioni occulte o a decorso lento, in cui l’associazione tra errore medico e danno subito diventa evidente solo in un secondo momento. In tali circostanze, la legge protegge il paziente permettendogli di far valere i propri diritti a partire dalla piena consapevolezza della lesione e del suo legame con l’atto sanitario.

26 maggio: le Spese medico legali sono detraibili e rimborsabili in caso di errore medico ! Chi decide di avviare un’azione legale per responsabilità sanitaria ha diritto a detrarre fiscalmente i costi sostenuti per la valutazione medico legale. In particolare, le spese per consulenze tecniche rientrano tra le spese sanitarie detraibili al 19%, come chiarito dall’Agenzia delle Entrate nella circolare 7/E del 25 giugno 2021.

23 maggio: Donna muore all’ospedale Ruggi di Salerno dopo un intervento all’aorta quattro medici indagati per presunto errore medico. Un possibile caso di malasanità si è verificato presso l’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno. Una donna è deceduta dopo un ricovero ospedaliero durato circa dieci giorni. I familiari della vittima hanno presentato una denuncia formale e ora vogliono chiarezza su ciò che è accaduto durante il trattamento sanitario. Una endoscopia per una patologia all’aorta addominale si era trasformata in un’operazione chirurgica più invasiva. La situazione clinica della paziente è peggiorata rapidamente fino al decesso. Nel corso delle indagini è emerso che una cannula sarebbe stata dimenticata nell’addome della paziente. Questo elemento è al centro delle accuse di presunto errore medico. La Procura ha aperto un’inchiesta per accertare eventuali responsabilità mediche e stabilire se la morte sia stata causata da negligenza o imperizia operatoria. (Fonte : Salernotoday)

16 maggio: Il Tribunale di Bologna ha emesso la sentenza 602 nel 2025, riguardante il caso di un paziente deceduto a causa del Covid-19 contratto durante il ricovero ospedaliero. I familiari hanno richiesto un risarcimento per la perdita del parente sostenendo che l’infezione fosse stata contratta all’interno della struttura ospedaliera. Il giudice ha valutato le prove presentate, inclusa la consulenza tecnica d’ufficio, che ha confermato la contrazione del virus durante il ricovero. Tuttavia, è stato riconosciuto che l’ospedale aveva seguito i protocolli sanitari in vigore all’epoca e che la pandemia rappresentava una situazione straordinaria non prevedibile! Di fatto il Tribunale ha escluso la responsabilità dell’ospedale per il decesso del paziente.

15 maggio: Errore medico a Lucca donna resta invalida dopo intervento alla schiena. Una paziente di Lucca è rimasta invalida dopo un intervento alla colonna vertebrale eseguito nel 2016. L’operazione di artrodesi era stata consigliata per risolvere forti dolori alla schiena ma al risveglio dall’anestesia la donna ha scoperto di non poter più muovere la gamba sinistra. Il Tribunale di Lucca ha condannato medico e clinica a risarcire la paziente con circa 240.000 euro riconoscendo l’errore nell’esecuzione dell’intervento. Una vite inserita oltre il limite osseo ha lesionato le strutture nervose causando danni permanenti. La sentenza ha confermato la responsabilità medica.

5 maggio: Oristano, maxi risarcimento da più di 1 milione di euro per un errore medico: morto dopo un’operazione ai polipi. Un risarcimento molto alto è stato stabilito dal Tribunale Civile di Cagliari per la morte del paziente deceduto nel 2015 dopo un intervento chirurgico per l’asportazione di polipi addominali. Sommando spese legali e interessi maturati in nove anni, l’importo supera il milione e mezzo di euro, avvicinandosi 1,5 milioni. A dover risarcire la famiglia saranno la struttura convenzionata con il servizio sanitario nazionale, e alcuni membri dell’équipe medica coinvolta nell’intervento e nella gestione post-operatoria. Cinque giorni dopo l’operazione il paziente fu trasferito d’urgenza all’ospedale di Sassari, dove morì tra forti dolori. Una perizia tecnica ha evidenziato che l’intervento non era strettamente necessario e che una semplice ecografia avrebbe potuto evitare la tragedia: il bisturi aveva infatti perforato l’intestino, portando a una setticemia non diagnosticata in tempo. (Fonte:. LanuovaSardegna)

28 aprile: Interessi Maggiorati Applicabili Anche ai Risarcimenti da Malasanità: Con l’Ordinanza n. 61 del 3 gennaio 2023, la Corte di Cassazione ha chiarito un principio molto importante: gli interessi legali maggiorati previsti dall’articolo 1284, comma 4, del Codice Civile possono essere applicati a tutte le obbligazioni pecuniarie, sia di natura contrattuale che extracontrattuale.
Secondo i giudici, questa norma ha una funzione generale di contrasto ai ritardi nei pagamenti, estendendosi quindi anche ai risarcimenti riconosciuti nei casi di responsabilità medica. Attenzione, però: l’applicazione degli interessi maggiorati non avviene automaticamente.
È indispensabile che il creditore presenti una richiesta esplicita durante il processo e che il giudice si pronunci in modo favorevole. Se manca questa specifica domanda o il giudice non si esprime, restano validi gli interessi legali ordinari previsti dal primo comma dell’articolo 1284 del Codice Civile.

24 aprile: Il monitoraggio del paziente è un obbligo anche in codice verde. La Corte ha ritenuto il comportamento dell’infermiere in contrasto con le linee guida sul triage. Tali protocolli prevedono chiaramente il monitoraggio costante del paziente e la necessità di rivalutazione in caso di peggioramento. In questo caso, l’omessa comunicazione al medico di turno è stata considerata determinante, perché un intervento tempestivo avrebbe potuto probabilmente evitare l’esito mortale.

23 aprile: La responsabilità della struttura sanitaria in caso di morte del paziente

Quando un paziente perde la vita all’interno di una struttura sanitaria, la responsabilità dell’ospedale o della clinica può derivare da due ambiti distinti. La prima è legata direttamente alla struttura stessa, ed è connessa a carenze organizzative, gestionali o strutturali. La seconda riguarda invece l’operato dei medici o del personale sanitario impiegato nella struttura, e si configura come responsabilità per il comportamento altrui. Nel primo caso, si parla di responsabilità diretta della struttura quando il decesso del paziente è causato da inefficienze organizzative. La giurisprudenza ha riconosciuto che un ospedale può essere ritenuto colpevole in diverse circostanze, come ad esempio la presenza di un numero insufficiente di operatori sanitari, l’utilizzo di strumenti medici non funzionanti o non adeguati, oppure ritardi significativi nella gestione dell’assistenza o nella somministrazione di cure urgenti. Un importante principio sancito dalla Corte di Cassazione stabilisce che la mancanza di risorse, personale o mezzi non solleva automaticamente la struttura sanitaria dalla propria responsabilità. L’unico modo per escludere la colpa è dimostrare di aver fatto tutto il possibile per tutelare la salute e la sicurezza del paziente, come chiarito dalla sentenza n. 13547 del 2021 della Terza Sezione Civile.

18 aprile: una recente sentenza della Corte di Cassazione (n. 15076/2024, Quarta sezione penale) ha ribadito un principio importante in ambito sanitario e giuridico: l’infermiere che opera in pronto soccorso non si limita alla sola registrazione dei dati del paziente, ma ha anche l’obbligo di valutare la gravità delle sue condizioni cliniche.

15 aprile: 3 episodi recenti che sollevano interrogativi sul sistema sanitario

Negli ultimi giorni, si sono verificati diversi episodi preoccupanti in varie città italiane che mettono in luce criticità gravi nell’organizzazione e nell’efficienza del sistema sanitario nazionale.

1) Il primo caso arriva dalla provincia di Salerno, dove un uomo di 94 anni è stato lasciato per oltre due giorni su una barella di un’ambulanza, in attesa di un posto letto. L’anziano si trovava all’ingresso dell’ospedale di Mercato San Severino, ma per più di 60 ore nessuna struttura è riuscita ad accoglierlo. L’episodio ha generato indignazione e una segnalazione da parte di associazioni che si occupano della tutela dei pazienti e delle emergenze sanitarie. (Fonte: tgcom24)
2) A Palermo, invece, un uomo di 76 anni è deceduto dopo essere stato ricoverato con una frattura alla spalla. Il paziente avrebbe atteso per ben 17 giorni prima di essere sottoposto a intervento chirurgico. La vicenda ha spinto la magistratura ad aprire un’inchiesta per valutare eventuali responsabilità sanitarie e gestionali. (Fonte: tgcom24)
3) A Sondrio, ha fatto discutere il caso di un uomo di 83 anni che, dopo essersi sottoposto a una visita dal medico di base per una problematica dermatologica urgente, si è visto assegnare un appuntamento per il 2027. Una data che rende evidente il disagio e le lungaggini del sistema di prenotazione per visite specialistiche, anche quando le condizioni di salute richiederebbero un intervento tempestivo. (Fonte: tgcom24)
Questi episodi, pur avvenuti in contesti diversi, rappresentano esempi concreti di situazioni in cui i diritti del malato non vengono rispettati. È fondamentale parlarne e agire, perché ogni paziente merita cura, attenzione e dignità, senza ritardi né abbandoni.

10 aprile: Un imprenditore di Avezzano ha ottenuto un risarcimento di un milione di euro dopo che, nel 2009, gli è stato asportato erroneamente un rene in un ospedale di Roma. L’intervento, ritenuto non necessario, ha causato all’uomo un’insufficienza renale cronica, costringendolo a sottoporsi a dialisi. Il tribunale di Roma ha riconosciuto la condotta imprudente dei medici, evidenziando la mancanza di una diagnosi accurata e l’esecuzione di un intervento sproporzionato rispetto alla patologia, un angiomiolipoma renale destro, un tumore benigno. La sentenza sottolinea l’importanza di procedure diagnostiche approfondite e di trattamenti meno invasivi in casi simili. ​(Fonte: Ilcentro.it)

9 aprile :  Il medico Chirurgo non colpevole se manifesta dissenso
Una sentenza della Cassazione (n. 16094/2023) ha chiarito che un chirurgo non è colpevole se esprime dissenso riguardo all’operato di altri membri dell’équipe medica. Il medico ha una posizione che implica la responsabilità di vigilare non solo sulle proprie azioni, ma anche su quelle degli altri. In un caso di cooperazione colposa, è stato stabilito che il ritardo nell’intervento chirurgico ha causato la morte di un paziente. La Corte ha sottolineato che il dissenso deve essere manifestato esplicitamente per escludere la responsabilità. Ogni medico deve rispettare i canoni di diligenza e vigilare sugli errori altrui, senza però invadere le competenze altrui. La responsabilità penale può essere esclusa solo se il dissenso è adeguatamente espresso e contestualizzato.

6 aprile: per la Corte di Cassazione n. 8163 del 27 /3/2025 una struttura sanitaria che abbia affittato i suoi locali a una società di medici non è responsabile per eventuali danni causati ad un paziente. Sostanzialmente, il fatto che una struttura sanitaria conceda in locazione i propri spazi a medici o a una società di medici non implica che essa debba rispondere per gli errori professionali commessi dai medici. La responsabilità per danni causati da errori medici rimane infatti a carico dei professionisti coinvolti, non della struttura che ha affittato l’immobile.

27 marzo 2025: Errore medico e Risarcimento per una punta di ferro lasciata nel cranio.
La Corte d’Appello di Firenze ha confermato una condanna a carico dell’ospedale Careggi, obbligandolo a risarcire circa 160.000 euro una paziente per l’errore medico subito durante un intervento chirurgico. La donna si sottopose a diversi interventi maxillo-facciali per la ricostruzione del volto. Tuttavia, a seguito di una risonanza magnetica venne scoperto un corpo estraneo metallico, una punta di fresa dimenticata nel cranio durante uno degli interventi. Il frammento metallico, che non può essere rimosso, è posizionato vicino al cervello e non causa dolori fisici, ma ha provocato alla paziente un disturbo d’ansia dovuto alla possibilità di complicazioni future.

18 marzo: Sepsi e Risarcimento Malasanità 
La sepsi è una grave condizione medica che può causare danni irreversibili al corpo se non trattata correttamente e velocemente. Infatti se non affrontata può evolversi in shock settico, insufficienza multiorgano e, nei casi più gravi, portare alla morte del paziente. In situazioni di malasanità, dove il trattamento della sepsi viene gestito in modo errato o ritardato, la vittima e i suoi familiari hanno diritto a un risarcimento per i danni subiti.
La sepsi si verifica quando il corpo reagisce in modo eccessivo a un’infezione, danneggiando i propri tessuti vitali e aumentando il rischio di danni agli organi. La batteriemia, o setticemia, è una forma di infezione che si sviluppa nel sangue e, se non trattata prontamente, può evolversi in sepsi. La mancanza di un trattamento adeguato e tempestivo può mettere in grave pericolo la vita del paziente.

8 marzo: IA intelligenza artificiale in medicina e la responsabilità legale in caso di malasanità ed errore se provoca un danno al paziente. Vediamo alcune principali forme di responsabilità legale:
1. Responsabilità del medico: Il medico ha il dovere di esaminare criticamente le indicazioni fornite dall’ intelligenza artificiale e di esercitare il proprio giudizio clinico. Secondo gli articoli 1176 e 2236 del Codice Civile, il professionista sanitario è responsabile per colpa professionale se si affida in modo irrazionale all’ intelligenza artificiale senza esercitare la necessaria diligenza.
2. Responsabilità della struttura sanitaria: La struttura sanitaria è responsabile ai sensi dell’articolo 1218 del Codice Civile nel caso in cui il danno sia causato da un uso improprio dell’intelligenza artificiale, dalla carenza di formazione del personale o da difetti nei sistemi informatici aziendali.

27 febbraio: Il medico di base può rifiutare la visita a domicilio secondo la Corte di Cassazione (penale) sentenza numero 24722 del giugno 2024 sostanzialmente perché il medico di base non è la guardia medica e quindi non è soggetto a un servizio di emergenza / urgenza.

20 febbraio:  tolgono la mandibola per errore. Un grave errore di malasanità a Roma ha colpito un uomo di 35 anni al Policlinico Umberto I. Il paziente si era recato per l’estrazione di un dente del giudizio e una cisti, ma dopo l’esame istologico gli fu diagnosticato un tumore, portando alla rimozione della mandibola e successiva chemioterapia. Tuttavia, a settembre, il referto della biopsia risultò negativo. Il paziente, con dubbi, ha fatto analizzare il campione in un secondo laboratorio, scoprendo che il DNA esaminato non era il suo. In realtà, era avvenuto uno scambio di biopsie, e l’uomo sano era stato operato per errore. L’indagine sul caso è in corso dopo la denuncia contro l’ospedale.(Fonte: Ansa.it)

14 febbraio: a Firenze tragedia nelle RSA: tre morti e oltre 100 casi di intossicazione alimentare. Un grave episodio ha colpito quattro case di riposo RSA tra Firenze e provincia, dove tre anziani sono deceduti e 114 ospiti su 173 hanno problemi di gastroenterite – intossicazione alimentare di massa. Le prime avvisaglie del problema si sono presentate domenica, con numerosi casi di malessere tra gli ospiti delle RSA A FIRENZE. La situazione è peggiorata nei giorni successivi, portando sette persone al ricovero ospedaliero.

28 gennaio: Decesso dopo intervento per calcoli: Un paziente di 60 anni è morto pochi giorni dopo un’operazione per la rimozione dei calcoli. È stata aperta un’inchiesta per omicidio colposo presso l’ospedale Vannini di Roma, e le cartelle cliniche del paziente sono state sequestrate per approfondimenti.(FONTE: La Repubblica)

26 gennaio: Neonata deceduta un’ora dopo il parto: Una neonata è morta un’ora dopo la nascita all’ospedale Santo Spirito di Roma. Sono in corso indagini per determinare le cause del decesso e verificare eventuali responsabilità mediche. (Fonte: La Repubblica)

19 gennaio: La nuova Tabella del Danno Biologico TUN rappresenta uno strumento fondamentale per la valutazione dei danni subiti da una persona a seguito di un incidente o di un errore medico. Grazie alla sua applicazione uniforme, permetterebbe di garantire un risarcimento equo e conforme alla gravità del danno biologico subito. Fuori dalla Tun, è da considerarsi la “personalizzazione”, prevista dall’articolo 138 del Codice delle assicurazioni. Questa rimane applicabile nel caso in cui la menomazione accertata indica in modo rilevante su aspetti personali dinamico-relazionali specifici, documentati e accertati  nella vita del danneggiato. In tali circostanze, è possibile aumentare la quantificazione del danno biologico, ma non del danno morale, fino a un massimo del 30%. Questo tetto è stabilito per legge (Cassazione n. 2433/2024).

6 gennaio: Principio di diritto: La Cassazione ha stabilito con sentenza n. 40316 del 4 novembre 2024 che il rispetto delle linee guida se inadeguate alle condizioni specifiche del paziente non esonera il medico da responsabilità in caso di esito infausto. Al contrario, il sanitario ha il dovere di adottare un percorso terapeutico diverso, in linea con le buone prassi, per garantire la migliore cura possibile.

2 gennaio: Famiglia di Pisa ottiene risarcimento record di 3,8 milioni per errore medico a causa di un grave errore diagnostico. L’errore, avvenuto durante i primi giorni di vita del loro figlio, ha causato gravi invalidità legate alla mancata diagnosi del fenilchetonuro. La Corte d’Appello di Firenze ha condannato l’Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana a risarcire un ragazzo di 15 anni e la sua famiglia. L’ospedale non ha seguito un test diagnostico cruciale per individuare la fenilchetonuria. Questo errore ha impedito una diagnosi tempestiva, causando conseguenze irreparabili. Il giovane, che avrebbe potuto beneficiare di un trattamento precoce attraverso una dieta specifica, ha invece subito gravi danni alla salute. La Corte ha riconosciuto la responsabilità dell’Aoup, evidenziando che il “falso negativo” del test è stato determinante nel compromettere la qualità della vita del ragazzo. Le conseguenze di una diagnosi tardiva o inesatta possono essere devastanti. Nel caso del giovane, la mancanza di intervento tempestivo ha portato a una grave invalidità fisica e intellettiva. (FONTE: La Repubblica Firenze )

30 dicembre: I tempi per ottenere un risarcimento da malasanità possono variare notevolmente in base a diversi fattori, tra cui la complessità del caso, il tipo di errore sanitario e le procedure legali coinvolte. In genere, il percorso inizia con una fase di accertamento delle responsabilità, che può richiedere diversi mesi. Successivamente, la richiesta può passare a una fase stragiudiziale o giudiziale, con tempistiche che oscillano tra pochi mesi e diversi anni, a seconda della collaborazione delle parti e dell’eventuale necessità di una causa. Per approfondimenti leggere la pagina: Quali sono i tempi per un risarcimento da malasanità?

19 dicembre: Recentemente, il caso del giornalista Andrea Purgatori ha sollevato preoccupazioni riguardo alla malasanità in Italia. Purgatori è deceduto a luglio 2023, e le indagini hanno evidenziato presunti errori medici e negligenze durante il suo trattamento. Quattro medici sono attualmente indagati e rischiano il processo per la loro condotta professionale. Questo caso ha riacceso il dibattito sulla qualità delle cure sanitarie nel paese e sull’importanza di garantire standard elevati nella pratica medica per evitare tragedie simili in futuro. FONTE :Today

12 dicembre: Risarcimento da 100mila euro alla sorella della vittima: dosaggio sbagliato e assenza di monitoraggio le cause del decesso. Un medico di famiglia di Arezzo è stato condannato a versare 100.000 euro per la prescrizione inadeguata di un farmaco chemioterapico. (Fonte: Corrierefiorentino)

3 dicembre :  Sentenza della Cassazione n 30560 di novembre 2024 in cui spiega che il danno differenziale si verifica quando una menomazione preesistente si combina con un’ulteriore menomazione causata da errore medico. La Corte stabilisce che, nei casi in cui non si tratti di menomazioni meramente coesistenti:

  1. Bisogna calcolare l’invalidità complessiva del paziente.
  2. Sottrarre l’importo corrispondente alla percentuale di invalidità già esistente (non attribuibile al medico).
  3. Monetizzare la differenza utilizzando le tabelle del danno.

28 novembre: gratuito patrocinio per cause di malasanità errore medico; il Ministero della Giustizia, con il Decreto del 10 maggio 2023, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 6 giugno, ha stabilito per il 2024 i limiti di reddito per l’ammissione al gratuito patrocinio, fissandoli a 12.838 euro, calcolati sulla base del reddito imponibile IRPEF dell’ultima dichiarazione.

19 novembre: Tabelle danno biologico: aggiornamento con adeguamento agli indici ISTAT.

Le tabelle per il calcolo del danno biologico hanno recentemente subito un adeguamento significativo agli indici ISTAT. Il Tribunale di Milano ha approvato un aggiornamento che ha rivalutato gli importi delle tabelle del 2021, aumentando i valori del 16,22268%. Questo aggiornamento tiene conto dell’inflazione e dell’adeguamento al costo della vita, garantendo una maggiore equità nel risarcimento delle lesioni personali.

15 novembre: Omessa Diagnosi: Quando il Paziente Deve Dimostrare di Aver Richiesto l’Esame?

Nei casi di omessa diagnosi medica, la responsabilità della struttura sanitaria non è automatica. La recente sentenza n. 2597 del 30 settembre 2024 del Tribunale di Torre Annunziata ha stabilito che il paziente ha l’onere di provare di aver richiesto specificamente un esame diagnostico idoneo a individuare la patologia. In situazioni simili, per ottenere un risarcimento, è fondamentale che il paziente documenti di aver sollecitato l’accertamento sanitario, dimostrando così che l’omissione diagnostica ha causato un danno concreto alla sua salute. Questa sentenza sottolinea l’importanza di una comunicazione chiara tra paziente e struttura sanitaria, oltre che della corretta registrazione delle richieste e delle raccomandazioni cliniche.

5 novembre: nel 2017, una donna di 67 anni di Soldano è deceduta presso l’ospedale di Imperia a causa di un errore medico durante un esame coronarico per una sospetta ischemia. L’errore ha causato una lesione fatale a un’arteria. La famiglia della vittima ha avviato una causa legale, ottenendo un risarcimento di 900 mila euro dall’Asl1 Imperiese. Il legale della famiglia aveva contestato l’uso di un esame invasivo senza necessità d’urgenza e l’adozione di manovre rischiose durante la procedura, che avrebbero dovuto essere evitate. (Fonte: Riviera24)

26 ottobre: Prevenzione delle infezioni ospedaliere. La sentenza n. 6386/2023 della Cassazione individua 13 misure preventive che le strutture devono dimostrare di aver attuato, tra le quali:

Raccolta, lavaggio e disinfezione della biancheria

Gestione dei rifiuti

Preparazione e conservazione dei disinfettanti

Qualità dell’aria

Standard di mensa (cibo e bevande)

Disinfestazione e sterilizzazione

18 ottobre: La Corte di Cassazione è nuovamente intervenuta per correggere le errate decisioni dei giudici di merito che hanno cercano di limitare il numero di soggetti legittimati a richiedere il risarcimento per la lesione del vincolo parentale. Questa volta, la questione riguarda i fratelli. La Corte di Appello di Venezia aveva respinto la domanda di risarcimento presentata dai fratelli della vittima, ritenendo che non fosse stata fornita una prova adeguata del legame affettivo con il defunto. Tuttavia, la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26185 del 7 ottobre 2024, ha ricordato che, secondo un consolidato orientamento, nel caso di perdita di un familiare appartenente alla “famiglia” (coniugi, genitori, figli, fratelli e sorelle), si può presumere l’esistenza di legami affettivi e di solidarietà, salvo prova contraria fornita dalla controparte. La sentenza impugnata si è quindi discostata indebitamente da questo principio, negando il risarcimento ai fratelli della vittima, senza considerare il valore presuntivo del vincolo di parentela, in assenza di elementi contrari sufficienti a confutare tale presunzione.

13 ottobre: Differenze chiave tra procedimento penale e causa civile:

Finalità: il procedimento penale mira a punire una condotta illecita, mentre la causa civile cerca di risarcire i danni.

Livello di prova: nel penale, il giudice deve essere certo “oltre ogni ragionevole dubbio” della colpevolezza, mentre nel civile è sufficiente che le prove siano prevalenti.

Conseguenze: una condanna penale porta a sanzioni come la reclusione o multe, mentre la responsabilità civile implica un risarcimento economico.

12 ottobre: La sentenza della Corte di Cassazione (III civile, 27 10 2024 25825) riguarda un caso di responsabilità medica per un intervento chirurgico che ha causato la paresi degli arti inferiori di un paziente. In primo grado, il Tribunale aveva ritenuto i medici responsabili non solo per l’esecuzione errata dell’intervento, ma anche per aver scelto la chirurgia invece di un trattamento meno invasivo. Tuttavia, la Corte d’appello ha ribaltato il verdetto, escludendo errori nella procedura e ritenendo imprevedibili le conseguenze negative. La Cassazione ha criticato il ragionamento controfattuale della Corte d’appello, sostenendo che l’analisi del nesso di causalità fosse errata. Secondo la Cassazione, i giudici d’appello avrebbero dovuto valutare se un intervento meno invasivo avrebbe potuto evitare il danno permanente (paralisi), piuttosto che concentrarsi sulla mancata guarigione della patologia. Il punto centrale della decisione riguarda il fatto che la valutazione del nesso causale non andava riferita al successo dell’intervento in termini di guarigione, ma alla possibilità di prevenire il danno concreto subito dal paziente, ovvero la paresi. Concludendo la Corte di Cassazione ha evidenziato l’errore della Corte d’appello nel valutare il nesso di causalità per un intervento chirurgico che ha causato la paresi degli arti inferiori.

6 ottobre: Secondo il Rapporto Aris, ogni anno in Italia si registrano circa un milione di errori sanitari in corsia, causando tra 6.000 e 7.000 decessi. Le infezioni nosocomiali, ovvero contratte all’interno degli ospedali, sono tra le principali cause di complicazioni e mortalità. Questo tema è stato discusso a Roma durante una giornata di studio, sottolineando l’importanza di interventi per ridurre tali errori e migliorare la sicurezza dei pazienti. Fonte : LA STAMPA

3 ottobre: A Monza un disservizio per una donna anziana; infatti è stata dimessa dall’ospedale, ma l’ambulanza ha erroneamente riportato a casa un’altra persona. Nonostante la paziente avesse avvisato i barellieri del malinteso, la sua segnalazione è stata ignorata, poiché i sanitari credevano che fosse in stato confusionale. Solo all’arrivo presso la casa della figlia, l’errore è stato scoperto, e l’ospedale si è scusato per l’accaduto. Fonte : Il Giorno (ilgiorno)

29 settembre: L’errore sanitario è un evento in cui un professionista o una struttura sanitaria commette un errore durante la diagnosi, il trattamento, la cura o l’assistenza del paziente, causando un danno alla salute o peggiorando la condizione del paziente. Questo può includere errori diagnostici, interventi chirurgici eseguiti in modo scorretto, somministrazione di farmaci errati, mancata adozione di misure preventive o la mancanza di informazioni adeguate al paziente. L’errore sanitario può avere conseguenze gravi o permanenti e, in alcuni casi, può essere motivo di richiesta di risarcimento da parte del paziente o dei familiari tramite avvocati specializzati in errore sanitario.

22 settembre: Se viene accertato un errore medico, il paziente o i suoi familiari hanno diritto a richiedere un risarcimento per:

Danno biologico: Indennizzo per le lesioni fisiche o psicologiche subite.

Danno morale: Compensazione per il dolore, la sofferenza e l’impatto emotivo subito.

Danno patrimoniale: Rimborso delle spese mediche sostenute e per la perdita di reddito causata dall’incapacità di lavorare.

Danno esistenziale: Risarcimento per la compromissione della qualità della vita e la perdita di opportunità future.

12 settembre: A breve ci sarà una nuova sede per la tutela del malato con un avvocato per errore medico e malasanità nella città di Voghera in via Rosselli n. 43; nell’Oltrepò Pavese si potrà avere una consulenza di un avvocato per il risarcimento da malasanità; questo sarà per i pazienti lesi un passo in avanti per avere una prima valutazione senza impegno a Voghera.

3 settembre: Cosa fare in caso di malasanità? In caso di malasanità per un presunto errore medico, negligenza, mancanza o errata diagnosi bisogna Raccogliere la Documentazione (documentazione medica relativa al caso, cartelle cliniche, referti, esami); molto importante dopo aver preso la documentazione clinica rivolgersi ad un Avvocato Specializzato o ad una Associazione per la Tutela del Malato che offra una consulenza / assistenza in caso di malasanità. Si consiglia di cercare sempre un avvocato con esperienza in casi di errore medico o malasanità. Gli avvocati specializzati conoscono le complessità del settore e possono fornire consigli legali su come procedere tramite una consulenza preliminare durante la quale insieme al medico legale e allo specialista esamineranno il caso e discuteranno la possibile richiesta di risarcimento danni.

30 agosto: L’ onere probatorio del medico. Sentenza n. 22996  21 08 2024 della Corte di Cassazione in cui riprende l’errore nella prova di aver compiuto diligentemente la prestazione medica con la probabilità statistica dell’errore nell’accertamento diagnostico; è onere dell’attore dimostrare l’esistenza del nesso causale provando che la condotta del medico – sanitario negligente. La Corte precisa che i pazienti lesi sono tenuti alla prova del nesso di causalità tra la condotta dei medici e l’evento dannoso; è onere invece dei medici sanitari provare di aver eseguito la prestazione con diligenza, prudenza o dimostrare che l’inadempimento dipendeva dall’impossibilità di eseguirla correttamente.

23 agosto: Diritto al Consenso Informato : tutti i trattamenti sanitari devono essere preceduti dal consenso informato del paziente, il quale deve essere ottenuto dopo che il paziente ha ricevuto tutte le informazioni necessarie per comprendere perfettamente la natura del trattamento, i rischi, i benefici e le alternative. Senza questo consenso, qualsiasi trattamento potrebbe essere considerato una violazione dei diritti del malato.

22 agosto: La tutela del malato è garantita dai diritti, dalle normative e dai servizi per il benessere, la dignità e la cura adeguata dei pazienti affetti da malattie. In Italia la tutela del malato è regolata quindi dalle leggi e dai principi che mirano a proteggere i diritti del paziente. Uno dei principali aspetti della tutela del malato è sicuramente il Diritto all’Accesso alle Cure che dovranno essere adeguate e tempestive. Lo prevede la Costituzione Italiana (il diritto alla salute art. 32). Il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) assicura che le cure siano accessibili a tutti, indipendentemente dal reddito o dallo stato sociale.

15 agosto: Sentenza sul nesso causale diretto tra ritardata diagnosi e morte: importante Sentenza per un caso di malasanità con una risarcimento di 1 milione di euro. Il tribunale di Firenze condanna l’Asl a risarcire i familiari del paziente deceduto in seguito ad un errata diagnosi; infatti tale diagnosi aveva ritenuto benigno un tumore poi risultato maligno.
La paziente morta per errata diagnosi di un tumore al seno aveva solo 40 anni e vi erano grosse possibilità che con una corretta analisi si sarebbe salvata. (Fonte: CorriereFiorentino 13 agosto 2024)

8 agosto: La Corte di Cassazione si è pronunciata riguardo il danno morale, la sua natura, la prova e la quantificazione con la sentenza 20661 (24 /07/ 2024) confermando la modalità di liquidazione del danno morale inteso come danno biologico per la sofferenza interiore patita dal paziente leso. La Corte conferma sia che il danno morale è autonomo dal danno biologico che la prova della sua esistenza sia dato dal rapporto di proporzionalità diretta tra lesione e sofferenza. Inoltre precisa che sia corretto calcolare il danno morale come percentuale del danno biologico. Infine per determinare la quantificazione del danno morale la Corte ribadisce che è distinta dalla personalizzazione, quindi il danno morale mantiene la propria autonomia rispetto alla precedente personalizzazione del danno biologico.

26 luglio: Le Tabelle Milanesi utilizzate dai tribunali in Italia per quantificare un risarcimento del danno non patrimoniale (fondamentalmente nelle cause civili riguardanti incidenti stradali, responsabilità medica e altre situazioni in cui sia necessario stabilire un risarcimento per danni morali e biologici). Nel 2024 stiamo assistendo ad una novità nelle Tabelle Milanesi in quanto sono state aggiornate per tenere conto dell’inflazione e delle evoluzioni normative e giurisprudenziali. Tali aggiornamenti hanno portato ad un aumento degli importi di risarcimento per i danni non patrimoniali per adeguarli all’inflazione.

24 luglio: Il medico è responsabile anche se non è competente  (sentenza n. 25772 del 2023) se il paziente ha subito un danno la responsabilità del medico non viene esclusa se non ha una competenza specifica in quanto è tenuto a seguirlo con diligenza in quanto affidatogli.

18 luglio: Alcuni dati dei casi di malasanità in Italia nel 2022 in cui i sinistri sono in calo ma è aumentata la media dei risarcimenti pagati. La media dei sinistri è stata di circa 130.000 euro. FONTE: Marsh Medmal

4 luglio: Il tema dell’onere della prova riguardante la sicurezza igienica nelle strutture ospedaliere e la responsabilità civile: si parla infatti di ripartizione dell’onere della prova tra medico e paziente che ha contratto infezione nosocomiale ospedaliera. Quest’ultima dovrà dimostrare di aver preso tutte le cautele possibili. La sentenza 06386 del 2023 spiega le diverse responsabilità interne alla struttura sanitaria quali ad esempio spetta al direttore sanitario organizzare e attuare gli aspetti igienico sanitari secondo le linee guida fornite dai protocolli di sicurezza che vanno sempre applicati.

2 luglio: Danno da emotrasfusione e onere della prova : sentenza 26091 del 2023 spetta al paziente leso l’onere di provare di NON aver avuto infezioni prima della somministrazione di sangue che avrebbe portato a malattia da trasfusione.

21 giugno: Il medico chirurgo risponde del mancato monitoraggio post operatorio non limitandosi all’ambito della singola operazione. Nel caso specifico al medico era stato contestato di non aver monitorato le condizioni del paziente che poi aveva avuto una emorragia post parto. Se il medico avesse attentamente monitorato i parametri vitali non sarebbe accaduto. Secondo la Corte di Cassazione il chirurgo avrebbe dovuto sorvegliare la salute della paziente operata anche nella fase successiva all’operazione stessa.(Cassazione sentenza 13375 del 2024)

19 giugno: La Legge Gelli-Bianco, Legge 24/2017, ha introdotto significative novità nella responsabilità professionale degli operatori sanitari e della sicurezza delle cure in Italia. Questa legge è stata fatta con l’obiettivo di migliorare la qualità delle prestazioni sanitarie e di ridurre il contenzioso tra medici e pazienti. Nel marzo 2024 è stato pubblicato il decreto attuativo riguardante l’obbligo di assicurazione degli ospedali e dei professionisti sanitari nel caso di COLPA GRAVE dell’azione di rivalsa. (per approfondire: LEGGE GELLI )

7 giugno: Nuova sentenza della Corte di Cassazione riguardante la responsabilità medica in caso di lavoro in equipe dei medici. Nella fattispecie si riferisce agli interventi ad alto rischio in cui anche in mancanza di segnali allarmanti il medico deve adottare tutte le possibili attenzioni verso il paziente. Ad esempio nel monitorare e controllare la salute del paziente al fine di evitare ogni possibile danno.(Maggio 2024)

31 maggio: La Corte di Cassazione si esprime sulla incompletezza della cartella sanitaria e la prova presunta del nesso di causa con la sentenza 12633 a maggio 2024: negli errori medici sanitari infatti si ritiene che l’eventuale non completezza della cartella clinica sia considerabile come un valido nesso causale solo se ma mancanza porti all’impossibilità di accertare nesso di causa ed il medico sanitario abbia avuto un comportamento atto a provocare il danno richiesto dal paziente leso.

30 maggio: aumentano i tempi di attesa nei pronti soccorsi italiani dalle ultime statistiche risulta che nel 2023 si ha avuto un’attesa maggiore del 25% rispetto all’anno 2019. Il problema dei pronti soccorsi inizia a essere una grave piaga nella sanità italiana perché l’urgenza dovrebbe avere tempi di valutazione nettamente inferiori. (Fonte: Tgcom 24)

22 maggio: I pazienti che hanno subito un errore medico alle corde vocali lamentano cambiamenti indesiderati nella voce infatti l’intervento potrebbe portare a cambiamenti indesiderati nella voce del paziente, come voce più debole, più sottile o completa perdita della voce. Questo può essere dovuto a vari fattori, compresa la natura dell’intervento stesso o una reazione imprevista del tessuto vocale.

12 maggio 2024 : si attende dal 2017 ma finalmente la legge Gelli che riguarda la responsabilità professionale attua i nuovi decreti. Nel marzo 2024 è stato pubblicato il decreto attuativo riguardante l’obbligo di assicurazione degli ospedali e dei professionisti sanitari nel caso di COLPA GRAVE dell’azione di rivalsa (legge 24). Sarebbero dovuti essere attuativi entro 180 giorni. In sostanza si sono stabiliti oltre all’obbligo per le strutture sanitarie della copertura assicurativa i massimali delle polizze, la retroattività della copertura ed il dotarsi di un fondo di riserva. Si sottolinea che il paziente che ha subito un errore medico può agire direttamente verso la compagnia di assicurazione che ha preso in carico la struttura sanitaria. Questo dovrebbe velocizzare la possibilità di un risarcimento.

11 maggio: Ordinanza 10787/2024 di aprile della Cassazione Civile riguardante il danno da depressione post operatorio complicato per malasanità o errore medico che andrà risarcito. Ovviamente il danno psicologico post-operatorio dovrà essere accertato da una perizia medica dopo di che potrà essere liquidato in modo autonomo e non in percentuale al danno biologico.

28 aprile: Sentenza della Corte di Cassazione 1 marzo 2024 Numero 5609 riguardo il danno dovuto alla sofferenza morale del paziente in cui si spiega che non è di competenza del medico legale; infatti si ribadisce che non costituisce oggetto di una consulenza medico-legale il quantificare un danno non patrimoniale subito dal paziente leso. Tale valutazione sarà compito del giudice secondo i parametri di legge.

25 aprile: La tutela del malato ad Ancona dove vi è stato per un errore medico un risarcimento di oltre 150.000 euro per una paziente di Grottammare. L’errore era stato fatto durante un intervento chirurgico nel 2019 in seguito ad operazione per calcoli renali. L’errore nella fattispecie era dovuto ad una lesione intestinale. Risolta poi con altro intervento ma che ha portato a un danno permanente fisico alla paziente. (Fonte: veratv.it Ancona)

19 aprile : grave errore medico a Verona con un successivo risarcimento molto alto per la famiglia che si è trovata il figlio con lesioni celebrali irreversibili in seguito ad un errore dell’anestesista.
Il tutto era nato solo per un test dell’udito e durante l’anestesia per sedare il bambino vi era stato un errore che lo ha reso in stato vegetale.(Fonte: Corriere del Veneto)

15 aprile: Si ha responsabilità del medico per una violazione del consenso informato quando vi è la situazione in cui il paziente se adeguatamente informato non si sarebbe sottoposto all’intervento sanitario; è una violazione del diritto all’autodeterminazione e l’onere della prova spetta al paziente leso. Il consenso informato implica che il paziente abbia la capacità di comprendere le informazioni fornite e di prendere decisioni autonome.(Sentenza Tribunale di Ancona il 3 gennaio 2024) 

Per avere un consenso informato valido vi  deve essere le seguenti condizioni fondamentali:

1 Informazioni chiare e complete: un paziente deve ricevere informazioni complete e comprensibili sul trattamento proposto che evidenzino i possibili rischi / benefici oppure  le alternative. 2 Comprensione: Il paziente deve essere in grado di capire le informazioni fornite dai sanitari e le conseguenze delle decisioni che verranno prese. 3 Decisione volontaria: Il paziente dovrà essere libero di accettare o rifiutare il trattamento proposto senza pressioni nella massima tranquillità. 4 Capacità: Il paziente deve essere in grado di avere capacità mentale e competenze necessarie per prendere decisioni. Se non è in grado di prendere decisioni autonomamente il consenso informato potrà essere dato da un tutore legale o da un rappresentante autorizzato.

22 marzo: Due medici ginecologi e l’ostetrica sono stati condannati a risarcire i genitori di un neonato nella cifra di quasi 100 mila euro per un problema avvenuto durante il parto a Orvieto. Vi sono state delle problematiche riguardo il consenso informato ed errori nel monitoraggio. In particolar modo durante il monitoraggio non hanno seguito correttamente il battito fetale e le condizioni della madre. (Fonte: La Nazione / Umbria)

18 marzo: Nel caso di un risarcimento per nascita indesiderata il Tribunale di Latina da una sentenza importante che analizza la conseguenza diretta dell’inadempimento del medico ginecologo; il punto è il dovuto risarcimento per il danno che spetta anche al padre e non solo alla madre (Tribunale Latina con sentenza  26 10 2023 N. 2275)

6 marzo: Le piaghe da decubito dette anche piaghe da letto si possono intendere come lesioni cutanee dovute alla pressione prolungata su una parte del corpo umano specialmente se i pazienti sono costretti a letto per lunghi periodi. La responsabilità  delle strutture mediche sanitarie che causano piaghe da decubito può essere dovuto a:

  1.  Cure errate: i professionisti sanitari devono fornire cure che rientrano negli standard accettati dalla comunità medica. Se un paziente ha piaghe da decubito per cure inadeguate o trascurate bisogna valutare l’operato della struttura sanitaria.
  2. Prevenzione: i sanitari devono valutare e anticipare il rischio di sviluppare piaghe da decubito adottando misure preventive come ad esempio  la rotazione regolare dei pazienti, cuscini speciali e l’igiene massima. La mancata adozione potrà essere valutata da un medico legale come una responsabilità.
  3. Monitoraggio:  il monitoraggio continuo della situazione sanitaria del paziente e se vi sono segni allarmanti di sviluppo di piaghe da decubito gli operatori dovranno intervenire subito.
  4. Documentazione: La documentazione adeguata delle azioni intraprese per prevenire o trattare le piaghe da decubito sono fondamentali per evitare eventuale responsabilità dei sanitari.
    Importante avvalersi di una consulenza del medico legale e di un avvocato specializzato in caso di errore medico con piaghe di decubito gravi al paziente perchè potranno valutare una causa legale.

23 febbraio: Sentenza il Tribunale di Marsala che riteneva non colpevole i medici che non avevano diagnosticato una emorragia interna poi ribaltata in appello a Palermo in cui si è riconosciuto il risarcimento alla parente del paziente deceduto per perdita di chance di vita. Quantificata dalla corte di Appello nel 40% di possibile sopravvivenza senza motivare ma decidendo arbitrariamente. Per tale motivo la sentenza veniva cassata.
La Cassazione Civile 22 1 2024 n. 2152 interviene sull’errato calcolo del risarcimento della perdita di chance di vita e sulla metodologia usata.

15 febbraio: L’Asl dell’ospedale di Lucca dovrà risarcire oltre 400.000 euro al paziente per errore medico durante un intervento per eliminare un tumore. Secondo la Giustizia l’intervento fu troppo invasivo arrecando danno permanente alla persona.
Fonte: Il Tirreno (Lucca) 14-2-2024

14 febbraio: È stato trovato un accordo all’ospedale di Cerignola tramite l’Asl di Foggia per un risarcimento da errore medico di 470 mila euro alla famiglia di un minore dovuto a errore/ problema sanitario. (Fonte: foggiatoday 7-2-2024).

13 febbraio: Per un errore medico il paziente ha perso parte del testicolo quindi dell’utilizzo ed è poi stato risarcito in fase stragiudiziale con 10.000 euro a fronte dei quasi 15 mila richiesti. È importante dire che la perdita di un testicolo non implica la possibilità di fare più figli a vita in quanto vi è l’altro testicolo a produrre spermatozoi per la procreazione.
(Fonte: Il Riformista 5-2-2024)

12 febbraio: un errato intervento chirurgico al cuore può sfociare in vari rischi; molti interventi cardiaci hanno alti tassi di successo, ma la complessità e la variabilità delle condizioni del paziente può portare a rischi ed errori durante un intervento. Tra i principali si hanno:

Disturbi del ritmo cardiaco: quali ad esempio aritmie cardiache durante o dopo l’intervento. Ischemia o infarto con conseguente riduzione del flusso sanguigno al cuore soprattutto durante procedure come l’angioplastica coronarica.
Complicazioni legate all’anestesia e quindi reazioni avverse causando complicazioni cardiache o respiratorie.
Infezioni post-operatorie che si possono verificare.
Emorragie e coagulazione sono problemi con la coagulazione del sangue e possono portare ad emorragie.
Disfunzione del cuore: si hanno danni al cuore o alla sua funzione cardiaca e accadere durante l’intervento.
Ipotensione o ipertensione: alterazione della pressione sanguigna che possono verificarsi durante o dopo l’intervento
Problemi con il bypass cardiaco infatti durante l’intervento possono verificarsi complicazioni legate al trapianto di vasi sanguigni o problemi con i punti di sutura.
Possono verificarsi danni ai vasi sanguigni circostanti durante l’accesso al cuore.

5 febbraio: Se dopo un intervento chirurgico si ha una perdita dell’udito bisogna analizzare se vi sia un danno dovuto a diversi fattori, quali Lesioni al nervo uditivo: nell’intervento chirurgico si può per errore creare un danno al nervo uditivo che trasmette i segnali sonori all’orecchio e una perdita totale o parziale dell’udito. Danni alla coclea:  Lesioni alla coclea possono per errore essere dovuti a non corretti interventi chirurgici e portare ad essere sordo. Problemi legati all’orecchio medio: nel caso gli interventi chirurgici non corretti portino a danni alla struttura dell’orecchio medio ( un esempio sono danni ai piccoli ossicini che trasmettono le vibrazioni al timpano).  Infezioni : Infezioni che si hanno in seguito ad un intervento chirurgico all’orecchio e possono causare danni gravi quali una perdita dell’udito.

25 gennaio: gli errori medici hanno un risarcimento medio che supera i 90.000 euro cadauno. I maggiori errori medici sono in chirurgia con il 32% del totale dei risarcimenti da malasanità e l’errore nella diagnosi che arriva a più del 20% del totale.

18 gennaio: Con la sentenza della Corte di Cassazione 35998 del 2023 si specifica nella responsabilità medica il risarcimento anticipato del paziente morto per malasanità. In particolare come dovrà essere gestito il risarcimento per danno da morte anticipata. Infatti (indipendentemente dall’età del deceduto) se un medico causa la morte anticipata di un paziente si avrà un risarcimento agli eredi. Le modalità : quando un paziente muore anticipatamente per errore medico dovrà essere risarcito il danno morale (anticipata morte) e quello biologico differenziale (qualità peggiore di vita).

7 gennaio: L’ospedale di Pisa dovrà dare un grosso risarcimento alla famiglia per un errore durante il parto. A Lucca il Tribunale ha condannato la struttura ospedaliera di Pisa ad un risarcimento di oltre 2 milioni; la grave negligenza medica nel posizionare il catetere venoso ombelicale e la non attenzione nel valutare una alta bilirubina durante il parto ha creato danni celebrali alla bambina neonata.
(Fonte: Il Tirreno sez. Lucca)

6 gennaio: nel caso un soggetto che non ha mai percepito un reddito perda la capacità lavorativa in seguito ad un errore medico, dovrà essere risarcito con il triplo della pensione sociale. Infatti dovrà essere risarcito del danno patrimoniale futuro.
Nel caso specifico si trattava di un errore medico successo ad un neonato durante il parto. Tutto ciò è stato stabilito dalla Corte d’Appello di Napoli con sentenza 4232 del 2023 che ha confermato la sentenza di primo grado emessa dalla Tribunale di Napoli. Senza quindi un ragionevole parametro a cui ci si può fare riferimento si è ritenuto di dover utilizzare il criterio del triplo della pensione sociale per un equo risarcimento al neonato danneggiato.

30 dicembre: la ASL di Pescara ha avuto una condanna di risarcimento di 600.000 euro per i parenti del paziente deceduto in seguito ad un intervento chirurgico; durante l’inserimento del catetere vi era stata una lesione iatrogena dell’arteria femorale.
L’errore avrebbe contribuito in modo significativo al decesso secondo la Corte di Appello dell’Aquila. (Fonte: Vastoweb )

24 dicembre: Caso di errore medico che ha portato alla morte per emotrasfusione infetta con conseguente danno ai parenti. Sentenza 18098 11-12-2023 del Tribunale di Roma con applicazione delle tabelle di Roma e un grosso risarcimento di quasi 500.000 euro per il danno da perdita del rapporto parentale dei figli della paziente deceduta per aver contratto una epatite tramite una emotrasfusione infetta. Quindi il Ministero della Salute è stato soccombente in seguito alla Ctu che aveva provato il nesso di causalità tra errore e danno alla paziente. MOLTO IMPORTANTE : sono state applicate per questo caso specifico le tabelle di Roma per il danno da perdita del rapporto parentale.

9 dicembre: La Corte di Cassazione si è espressa riguardo il problema della perdita di chance del paziente in cui vi è stata una tardiva diagnosi. La grande domanda è se la tempestività nel fare una corretta diagnosi al paziente avrebbe portato ad una guarigione o comunque avrebbe fatto vivere più tempo il paziente?
La risposta la dà la Cassazione con sentenza 47685 del 2023 in cui conferma la non colpevolezza del medico in quanto la malattia del paziente era così grave che anche se diagnosticata tempestivamente non avrebbe allungato comunque il periodo di sopravvivenza del paziente.

5 dicembre: Sentenza importante della Corte di Cassazione n. 47409 del 2023 riguardo l’assoluzione del medico nel caso sia assente il nesso causale oltre ogni ragionevole dubbio tra il comportamento ritenuto errato del sanitario e quello che sarebbe stato corretto per impedire il danno al paziente. In particolar modo qui si trattava di un caso di decesso da malasanità in cui però il paziente era già gravemente malato da una patologia da cui si stava curando da tempo.

23 novembre: la Corte di Cassazione a Ottobre 2023 con una sentenza ritorna sul nesso di causalità nella responsabilità medica e sull’importanza di ricostruire perfettamente la sequenza dei fatti che ha portato all’errore medico.
In sostanza la sentenza espone che in mancanza della verifica del nesso di casualità tra l’evento lesivo al paziente e l’intervento fatto dal medico non si potrà avere una condanna basata sul giudizio probabilistico dei consulenti tecnici.
CORTE CASSAZIONE PEN. 42453 OTTOBRE 2023

14 novembre: riguardo la richiesta della copia della cartella clinica la Corte di Giustizia Europea si è pronunciata con sentenza di ottobre 2023 (causa C-307-22) per precisare che i pazienti hanno diritto a richiedere ed avere gratuitamente la 1′ copia della cartella clinica senza dover motivare il motivo della richiesta.

13 novembre: la Corte di Cassazione civile con Ordinanza 30032 di ottobre 2023 ha ribadito, sul tema del consenso informato, che il risarcimento del danno risulta collegato al consenso presunto, cioè al consenso in cui il paziente avrebbe comunque proceduto. Infatti se si ha un consenso presunto senza danno da errore medico non vi è risarcimento.
Diversamente avendo il consenso presunto ed un danno alla persona anche se l’intervento era stato eseguito correttamente, il paziente dovrà provare che la non adeguata informazione ricevuta ha portato ad un danno alla sua persona.

10 novembre : importante sentenza della Corte di Cassazione riguardo la liquidazione di un danno non patrimoniale dovuto ad errore medico / struttura sanitaria: infatti si ritiene che il risarcimento sia da calcolare utilizzando le tabelle del Tribunale di Milano, a meno che ci sia una diversa interpretazione, ma che dovrà essere motivata. Questa ordinanza N. 27901 del 2023 riprende l’utilizzo delle tabelle del Tribunale di Milano per quantificare un danno NON patrimoniale.

I parametri di Milano vanno ad intendersi come riferimento per un giudice per la liquidazione del danno NON patrimoniale.

2 novembre: la Cassazione si esprime sul danno da emotrasfusione e la sua prescrizione e conseguente liquidazione (giugno 2023 n 16468) : la Cassazione sostiene i 5 anni per la prescrizione e per il risarcimento da un danno da emotrasfusione dal momento in cui è stata percepita la malattia.

20 ottobre: In caso di errore medico sanitario il Tribunale di Agrigento riprende il danno da perdita del concepimento dicendo che è una lesione del diritto alla genitorialità e non è applicabile in fase di conciliazione l’ATP. La decisione affermata dal Tribunale di Agrigento con un decreto del 21/09/2023. Respinto quindi il ricorso per accertamento tecnico preventivo utile per dimostrare la responsabilità medica in seguito a shock cardiocircolatorio subìto da una donna in gravidanza con conseguente aborto. Quindi la perdita del frutto del concepimento non costituisce una perdita della vita ma il venire meno di una speranza di vita e l’ ATP conciliativa è inammissibile.

18 ottobre: Facciamo un elenco utile delle organizzazioni in Italia che volontariamente aiutano il malato : 

A:  Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro:  si occupa della ricerca sui tumori facendo spesso campagne di sensibilizzazione ai cittadini.

B: Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori : si occupa anch’essa della lotta tumorale assistendo i pazienti affetti da cancro ed i loro familiari; inoltre  promuove ricerca e prevenzione

C: Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica: assiste i pazienti affetti da SLA ed aiuta i famigliari.

D: Fondazione ANT Onlus: si dedica ad assistere a livello domiciliare i pazienti con una grave malattia in stadio avanzato.

E: Tribunale del Malato : presente in varie città con volontari per una prima assistenza pratica, psicologica e per i diritti del malato.

12 ottobre: Una semplice operazione all’alluce valgo porta al paziente un danno arrivato fino all’amputazione del piede. Questo caso di malasanità con risarcimento per il paziente è successo presso gli ospedali di Monza, Bologna e Varese. La sentenza ha coinvolto tutti e tre gli ospedali per il risarcimento. (Fonte: Il Fatto Vesuviano)

11 ottobre: Sentenza del Tribunale di Milano 6599 del 2022 dove al paziente era stato lesionato un nervo in seguito ad una biopsia. La CTU condannava i medici ritenendo ci fosse responsabilità sanitaria e ritardo nel riconoscere la lesione. Il paziente leso veniva poi risarcito con quasi 50.000 euro.

9 ottobre: L’assicuratore risponde del ritardo del pagamento  per obbligo di diligenza se non lo fà nei modi e tempi previsti per legge. L’assicuratore che negligentemente è in ritardo nel pagamento sarà inoltre tenuto a risarcire anche gli interessi di mora senza limiti.  Corte di Cassazione 2023 n. 24893

2 ottobre: La Cassazione si è pronunciata riguardo un errore nella somministrazione dei farmaci. Nello specifico si parla di un malato di cancro a cui viene fatto un ciclo di chemioterapia con una dose 10 volte superiore a quella prevista.
I medici che hanno errato sono ovviamente solidali nella cattiva gestione della cura dal medico primario, all’oncologo di reparto.
CASSAZIONE PENALE.

27 settembre: E’ molto importante sapere per un paziente che ha subito un errore medico che l’interruzione della prescrizione può anche essere richiesta direttamente alla ASL e non per forza alla gestione liquidatoria.

25 settembre: I dati dei casi di complicanze di infezioni e sepsi hanno portato a più di 10 milioni di morti nel mondo. (Fonte ANSA e dati della Organizzazione Mondiale della Sanità)

21 settembre: la sepsi o setticemia è una situazione medica nel paziente molto pericolosa che si verifica  quando vi è una risposta eccessiva ad  una infezione. Il grosso rischio è che tale risposta possa portare a gravi danni agli organi del paziente.

Se la setticemia dovesse aggravarsi ulteriormente si può arrivare a shock settico e quindi ad una pressione sanguinea che scende drammaticamente fino alla morte stessa.
Tutto parte dal sistema immunitario del paziente che reagisce in modo anomalo ed esagerato ad una infezione contratta in ospedale o fuori di esso ad organi quali:
urinario
polmonare
addominale
Concludendo in casi di setticemia dovuta ad errore medico / ospedale si avrà una infiammazione grave nel paziente o morte e se tale stato fosse conseguenza di negligenza in ospedale si dovrà fare un accertamento medico legale per capire cosa sia successo esattamente e valutare l’eventuale danno.
19 settembre: In ospedale si hanno i principali errori nelle diagnosi dovuti a varie problematiche, cerchiamo di vederne le principali:
  1. Infezioni contratte  in ospedaliere dovute ad una cattiva igiene ( non corretta  sterilizzazione della strumentazione che si usa negli interventi in sala operatoria o in degenza)
  2. Diagnosi errata o tardiva che porta il paziente a situazioni pericolose per la sua vita o peggio ancora al decesso se già in stato debilitato post operatorio.

11 settembre: Legge 210 del 1992 riconosce una cifra economica come risarcimento per i soggetti che hanno un  danno in seguito a vaccinazioni o trasfusioni o emoderivati infetti. Lo Stato quindi paga i pazienti che hanno avuto un danno dando un indennizzo per vaccinazione o trasfusione o emoderivati. La Sentenza n. 19129 del 2023 dice che i verbali delle Commissioni mediche fanno prova ( art. 2700 codice civile) dei fatti e quindi si potranno utilizzare come mezzo di prova (non come prova legale)

5 settembre: Sentenza della Cassazione civile 27 06 2023 numero 18327 in cui stabilisce che quando un medico non informa la gestante sulle eventualità di possibili malformazioni fetali al figlio in arrivo dovrà per questo errore risarcire gli eventuali danni causati. E’ infatti importante per i genitori la possibilità di poter interrompere la gravidanza. Qui la Cassazione reputa tale comportamento del medico come una NON adeguata informativa.

25 agosto: Studio legale avvocato specializzato in risarcimento errore medico e malasanità a Pavia, Voghera, Salice Terme , Varzi,Casteggio e in Oltrepò Pavese vista la presenza di vari ospedali nella zona pavese e i possibili danni ai pazienti. Vigevano24 ha segnalato già a suo tempo un aumento di casi di malasanità nella provincia.

24 agosto: la mancanza di 30 mila medici in Italia porta gli italiani in caso di necessità medica ad andare al pronto soccorso perchè non hanno il medico di base! La conseguenza è di avere pronti soccorsi intasati e peggioramento della tutela del malato e del sistema sanitario nazionale. Troppi tagli portano al collasso sanitario. Mancano inoltre 70 mila infermieri e 100 mila posti letto.  (FONTE: TV Canale 5, 24 agosto Morning News)

23 agosto : con la Legge 210 del 1992 si stabilisce un risarcimento economico per il danneggiato da vaccinazioni o trasfusioni infette. Lo Stato quindi deve risarcire chi abbia subito gravi danni per errore medico / sanitario dovuto a trasfusione.

14 agosto: Per la Cassazione con sentenza n. 17410 del 2023 specifica che il medico è tenuto e quindi responsabile della lettura

dell’esame diagnostico ANCHE SE NON SPECIALIZZATO; dovrà quindi garantire la capacità di lettura dei vari esami diagnostici e non potrà dare una interpretazione errata perchè sarà altrimenti responsabile del danno cagionato al paziente. Nelle specifico il ginecologo aveva cagionato la morte non capendo la gravità della situazione creatasi a livello intestinale (non era una semplice cisti liquida come erroneamente supposto dal medico). Il grave errore diagnostico per la CASSAZIONE non salva il medico dalle sue responsabilità solo perchè non fosse specializzato nella materia. 

13 agosto: Se per una poco attenta assistenza da parte di infermieri e medici dopo l’operazione un soggetto peggiora il proprio stato di salute che tipo di responsabilità ci sono? Prima di tutto bisogna capire se vi è stata negligenza da parte di infermieri e dottori nel curare e dare assistenza post operatoria; ad es errati farmaci, cure non adeguate, monitoraggio non attento che porti però ad una danno fisico a vita o temporaneo. Ogni caso post operatorio presenta differenti cure quindi ogni cura al paziente dovrà essere valutata e non creare un danno altrimenti i sanitari dovranno risponderne a livello legale.

8 agosto: Sentenza importante sul danno alla persona (Cassazione civile 12 Luglio 2023 n. 19922) e come venga liquidato il danno morale valutando bene la proporzione di gravità tra sofferenza soggettiva e la lesione subita. Infatti per il risarcimento del danno morale diversamente dal danno biologico si possono utilizzare le Tabelle di Milano dal 2008.

17 luglio: Le infezioni in Ospedale dipendono da vari fattori, sotto ne specifichiamo i principali:

Cateteri non igienizzati

Dispositivi medici sterili

Ferite chirurgiche

Assistenza sanitaria senza igiene

Batteri resistenti agli antibiotici

Mancanza di igiene delle mani

13 luglio : Parlando dei principali errori medici commessi negli ospedali italiani risultano esserci gli errori diagnostici che si verificano per negligenze dei dottori per svariati motivi quali ad esempio:

 strumenti di diagnostica non performanti e non adatti
una mancanza di professionalità / scrupolo in quella determinata visita
una non approfondita analisi dopo aver visitato il paziente e non aver prescritto esami diagnosticati pertinenti a capire il problema.
Gli errori terapeutici possono portare a malasanità dovuta a gravi negligenze MA ATTENZIONE PER AVERE UN RISARCIMENTO NON BASTA L’ERRORE MEDICO MA CI VUOLE UN DANNO; altrimenti il rischio è di fare una causa a vuoto in cui il paziente ha ragione ma l’assicurazione non paga perché manca il danno.
Gli errori nel diagnosticare una malattia possono portare a gravi situazioni per il paziente in cui si può arrivare anche alla morte oppure ad un danno fisico permanente a vita.
Pensiamo ad esempio ad errori quali la somministrazione di un farmaco a cui il paziente è allergico. Lo stesso può succedere nel momento in cui vi è un errore da parte del medico nel dosaggio del farmaco ed il paziente rimane leso.

8 luglio: Risarcimento per errore medico stabilito dal Tribunale di Cosenza che condanna l’azienda sanitaria Provinciale di Cosenza in seguito alla mancata – errata diagnosi di 2 medici che aveva portato al decesso di una giovane trentenne. Ai famigliari, figli, parenti stretti della signora morta è stato riconosciuto un risarcimento milionario (1.5 milioni di euro). La motivazione nella sentenza si evince chiaramente per la mancata diagnosi di un problema polmonare che impediva la respirazione alla paziente: I medici non avevano intuito la gravità della situazione e dopo poche ore la paziente è deceduta Se fosse stata sottoposta ad esami approfonditi con molta probabilità si sarebbe salvata. (Fonte: Corriere della Calabria).

29 giugno: Danno iatrogeno differenziale nei casi di errore medico sanitario: la Corte Appello di Perugia si è espressa a marzo 2023 con la sentenza numero 151 riguardo il risarcimento del danno iatrogeno differenziale; vi è stato infatti un appello verso l’ordinanza del tribunale di Terni per danno patrimoniale riconosciuto al paziente leso da malasanità e nello specifico da intervento chirurgico errato. La Corte di Appello di Perugia ha infatti confermato definitivamente l’errore medico nella struttura ospedaliera e condannato al pagamento la struttura stessa.

27 giugno: Un paziente che ha contratto una infezione ospedaliera rischia purtroppo anche la morte. In Italia le infezioni ospedaliere sono un serio problema e portano a più di 45.000 decessi ogni anno (dati di Tg 24 Sky). Le infezioni che spesso si contraggono negli ospedali sono dovute a batteri quali lo stafilococco aureo, la Escherichia coli e la Klebsiella. Da notare che l’infezione da stafilococco aureo a volte è resistente agli antibiotici, soprattutto in soggetti già debilitati da operazioni o stati di salute gravi. Infine lo stafilococco aureo è nella casistica una delle principali infezioni nosocomiali che si verifica in ospedale.

22 giugno: DATI importanti sugli errori medici negli ospedali italiani: ogni anno si ha una media di 30 sinistri per ospedale e i reparti con maggiori errori sono quelli di chirurgia. Problemi gravi anche negli errori per mancate o errate diagnosi. (Fonte: MedMal e Marsh)

20 giugno:  La maggior parte delle infezioni ospedaliere, dette infezioni nosocomiali, sono quelle che riguardano le infezioni del tratto urinario con una percentuale poco inferiore al 40 % di tutte le infezioni ospedaliere. Vi sono poi altri tipi di infezioni ospedaliere frequenti quali al tratto respiratorio o infezioni dovute alle ferite chirurgiche.

19 giugno: Se affrettate le dimissioni Ospedaliere possono portare ad un danno per il paziente; è inequivocabile che se la salute del paziente sia ancora molto precaria è rischioso per lui essere dimesso impedendogli di curarsi a livello domiciliare. Se le dimissioni dell’ospedale portano quindi ad un successivo danno temporaneo o permanente fisico la persona che ha subito il problema potrà agire legalmente tramite uno studio legale(meglio se un avvocato specializzato in cause di errore medico e malasanità).Peggio ancora se ci sia una morte in seguito ad una dimissione dall’ospedale anticipata senza i presupposti per farla e causando la morte del paziente stesso. NB: il paziente però potrà essere dimesso e assegnato ad altra struttura per assistenza una volta che la fase di pericolo sia finita e stabilizzata.

18 giugno: pessima notizia per la sanità uscita da una ricerca fatta in Veneto in cui un normale infermiere dovrebbe seguire 8 pazienti al giorno ma invece si trova a doverne curare più del doppio 15 / 20 assistiti per i continui tagli al personale sanitario.(Fonte: Corriere della Sera 17/6/2023)

15 giugno: Il medico deve aver acquisito il consenso informato del paziente spiegando nei dettagli il trattamento sanitario al fine di dare tutela alla persona stessa che incarna il paziente. Il fine sono la tutela del diritto all’autodeterminazione e il diritto alla salute del paziente, entrambi previsti dalla Costituzione italiana con gli articoli 2 e 32.

3 giugno : I dati recenti sugli errori medici in Italia dicono che si hanno una media di più di 30 sinistri per ogni ospedale ogni anno; il settore con maggiori problemi di malasanità è quello della chirurgia seguito dalle mancate – errate diagnosi. Da non sottovalutare i problemi negli ospedali riguardanti le infezioni (circa il 5%). (Fonte: MedMal – Marsh)

17 maggio: Problemi neurologici in seguito ad errore medico
Se si ritiene di aver subito un errore medico che abbia causato problemi neurologici è importante cercare assistenza medica da un professionista qualificato medico legale e un avvocato specializzato in casi di malasanità per discutere della tua situazione e le possibili azioni legali per danno neurologico da intraprendere.
Fondamentale sarà raccogliere tutte le informazioni pertinenti, inclusi documenti medici, referti, risultati di test e qualsiasi altra prova che possa sostenere la causa. Un avvocato specializzato in errore medico può aiutarti a valutare le tue opzioni legali e guidarti attraverso il processo legale, se ritieni che ci sia una base valida per un risarcimento.
Cosa è la neurologia e quali sono i problemi maggiori che succedono
La neurologia si occupa dello studio e della gestione delle malattie e dei disturbi del sistema nervoso. Questo comprende il cervello, il midollo spinale, i nervi periferici e i muscoli. I medici specializzati in neurologia sono chiamati neurologi.
I problemi neurologici possono avere una vasta gamma di cause e presentazioni, e possono influenzare diverse aree del sistema nervoso. Alcuni dei problemi neurologici più comuni includono malattie cerebrovascolari:  ictus, emorragie cerebrali e occlusioni dei vasi sanguigni nel cervello. Possono causare sintomi come perdita di funzione motoria, problemi di linguaggio, difficoltà cognitive e disturbi dell’equilibrio che se non capiti o valutati subito dal medico possono portare a gravi danni. In genere gli errori medici di tipo neurologico riguardano la mancata o una errata diagnosi.

14 maggio: Errori nella diagnosi prenatale ?
Purtroppo, come in qualsiasi campo della medicina, gli errori possono verificarsi anche nella diagnosi prenatale. Questi possono essere causati da molte ragioni, tra cui:
Errore umano: il personale medico può commettere errori di interpretazione dei risultati dei test o di valutazione delle immagini ecografiche.
Limitazioni tecniche: alcune tecniche diagnostiche hanno limitazioni intrinseche, ad esempio la villocentesi e l’amniocentesi possono causare un rischio di aborto spontaneo o altre complicanze.
Rischi legati alla gravidanza: alcune complicazioni della gravidanza, come la placenta previa o il posizionamento del feto, possono rendere difficile l’effettuazione di alcuni test.
Problemi con i campioni: i campioni di tessuti fetali prelevati possono essere di scarsa qualità o possono essere contaminati, portando a risultati errati.
Variazioni genetiche rare: alcune malattie genetiche sono rare e possono essere difficili da identificare con precisione.
È importante sottolineare che, purtroppo, non tutti i problemi del feto possono essere identificati con la diagnosi prenatale e che l’accuratezza dei test può variare in base alla tecnica utilizzata e alle condizioni individuali della gestante. Pertanto, la diagnosi prenatale dovrebbe essere sempre considerata come un’indicazione, piuttosto che una diagnosi definitiva.

11 maggio : Recente e importante sentenza della Corte di Cassazione penale nel 2023  riguardante la responsabilità nell’equipe medica; se il chirurgo medico ha manifestato il suo dissenso rispetto al lavoro svolto dai suoi colleghi dovrà comunque dimostrare la sua diligenza ed il controllo sul lavoro fatto dell’equipe che ha commesso l’errore. E l’unico modo che il sanitario ha per discolparsi dalla responsabilità medica e quindi dal nesso causale tra il suo lavoro e il danno arrecato al paziente. CASSAZIONE 16094 del 2023

27 aprile: Importante sentenza della Cassazione nel 2023 in cui si riprende il discorso che va assolutamente provato il nesso di casualità tra informazione omessa e il danno conseguente al paziente. La sostanza è che dopo questa sentenza non basterà una omessa informazione per avere responsabilità medica. Ci vorrà quindi un accertamento del nesso causale tra condotta colposa e il danno finale. Cassazione sentenza 1936 del 2023

26 aprile: La Corte di Cassazione si è espressa riguardo la responsabilità medica emanando una sentenza riguardante l’omissione di ulteriori controlli da parte del medico con conseguente errore e danno.
Vi è errore medico anche nel caso il medico non esegue ulteriori controlli; quindi si ha colpa medica anche nel caso in cui il sanitario ometta di eseguire importanti accertamenti e controlli utili alla diagnosi corretta. Cassazione sentenza 15786 del 2023

11 aprile:  molto interessante il report fatto da Euripes e Enpam sui dati degli accertamenti tecnici preventivi (Atp) fatti presso il tribunale di Roma dopo l’introduzione della legge Gelli che ne analizza oltre 1300 Atp in ambito civile.
Il 65% degli accertamenti tecnici preventivi si è concluso a favore del paziente leso. Quindi 2 casi su 3 di malasanità si sono conclusi con Atp che evidenziano un errore medico riconosciuto dai periti del tribunale di Roma. I settori in cui si sono avuti maggiori problemi di errore medico sono stati ortopedia, chirurgia e infettivologia con quasi il 50 % dei casi di malasanità.

4 aprile: La Corte di Cassazione, nella sentenza n. 6386 del 2023, ha ribadito la posizione di rapporto contrattuale tra paziente e struttura sanitaria in caso di danni derivanti da infezioni ospedaliere. È importante notare che la responsabilità per le infezioni nosocomiali non integra un’ipotesi di responsabilità oggettiva ed il paziente deve fornire la prova della relazione causale tra l’infezione e la condotta del personale sanitario o la struttura ospedaliera. In caso di dimostrazione della responsabilità della struttura, il paziente ha il diritto di ottenere un risarcimento per il danno subito.

2 aprile : Quale è la differenza tra danno temporaneo e danno permanente fisico?
Il danno temporaneo è un tipo di danno che limita l’attività della vittima solo per un determinato periodo di tempo, ad esempio una problematica che impedisce di fare movimenti per alcune settimane/mesi. In contrasto, il danno permanente fisico è una lesione o un danno che la vittima porta con sé per tutta la vita. Ad esempio, la perdita di un dito o la paralisi di una parte del corpo possono essere considerati danni fisici permanenti. In generale, il danno permanente fisico ha maggiori ripercussioni sulla qualità di vita della vittima rispetto a quello temporale, poiché può influenzare la capacità di svolgere attività quotidiane e in alcuni casi limitare la possibilità di lavoro o di carriera. Proprio per la gravità del danno permanente si ha un risarcimento economico per la vittima di errore medico molto maggiore rispetto al danno temporaneo.

15 marzo: La sanità Italiana ha difficoltà per i continui tagli ; si calcola che sia 9 minuti il tempo medio per una visita. Indubbiamente cosi facendo il rapporto paziente medico e logorato da una gestione a tagli contini alla sanità stessa. Questa una delle motivazioni per cui non vi è più rapporto approfondito tra medico e paziente. Si stima che in Italia manchino 30.000 medici. Vi sono inoltre troppi medici che ormai lavorano a gettone quindi chiamati all’occorrenza. In questo modo è sempre più difficile creare un rapporto tra paziente e medico di fiducia.(Fonte: La Stampa 15 3 2023)

13 marzo: Cosa fare se l’ospedale perde la cartella clinica? Se un ospedale perde la cartella clinica di un paziente, è importante
agire tempestivamente per cercare di recuperare le informazioni mediche necessarie. Ecco alcuni passi che si possono seguire:
1 Contattare immediatamente il personale ospedaliero e richiedere un approfondimento nelle ricerche della copia dei documenti medici che per forza devono essere presenti nell’archivio dell’ospedale, come referti di esami, diagnosi e lettere di dimissione.
2 In caso di difficoltà nel recuperare le informazioni necessarie, è possibile rivolgersi al servizio sanitario regionale o ad un’associazione dei pazienti per ottenere supporto e consigli su come procedere.
3 È importante anche informare il medico curante del paziente sulla situazione e fornire tutte le informazioni disponibili in modo da garantire una corretta diagnosi e cura.
4 In casi estremi, è possibile avviare un’azione legale per ottenere il risarcimento dei danni subiti a causa della perdita della cartella clinica.
In generale, è importante prendere tutte le misure necessarie per proteggere la propria salute e cercare di recuperare le informazioni medico-sanitarie essenziali, in modo da poter garantire una corretta diagnosi e cura.

6 marzo : Cosa è la tutela del malato ?
La Tutela del malato, rientra nella “carta di diritti del malato” ed è il diritto dei pazienti alle cure nelle strutture sanitarie e ospedaliere. Le informazioni sui diritti dei pazienti, compresi quelli relativi alla privacy, alla partecipazione alle decisioni riguardanti la loro cura, all’accesso alle informazioni sulla propria salute, alla possibilità di rifiutare determinati trattamenti e alla possibilità di ricevere cure palliative e supporto psicologico. Inoltre la Carta dei Diritti del Malato mira a promuovere una maggiore consapevolezza dei diritti dei pazienti e a garantire che essi vengano rispettati durante tutto il percorso di cura. È importante sottolineare l’obiettivo principale della Tutela del Malato che rimane quello di proteggere i diritti e la dignità dei pazienti durante il loro percorso di cura.

Cosa fare se ho subito un infortunio sul lavoro per avere un risarcimento economico ? Se hai subito un infortunio sul lavoro e desideri ottenere un risarcimento economico, ci sono alcune azioni che puoi intraprendere:

Documentare l’infortunio: fai una registrazione scritta di ciò che è accaduto, annotando luogo, data, ora e circostanze dell’infortunio. Raccogli anche informazioni sui testimoni presenti. Segnalare l’infortunio: informa immediatamente il datore di lavoro o il medico del lavoro dell’incidente avvenuto, in modo che il danno sia registrato e documentato. Fare una denuncia: denuncia l’infortunio all’Inail (Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro), presentando la documentazione che hai raccolto. Ottenere assistenza legale: cerca assistenza da un avvocato specializzato in diritto del lavoro o infortunistico a Milano Monza Roma Torino Bergamo Padova Pavia Napoli Firenze e tutta Italia, che ti potrà aiutare a richiedere un risarcimento adeguato. Fornire documentazione medica: raccogli e fornisci alla tua assicurazione tutti i documenti medici relativi alle cure e ai trattamenti a cui hai dovuto sottoporsi a causa dell’infortunio. Assicurati di rispettare le scadenze: rispetta le scadenze per la denuncia del sinistro e per la richiesta di risarcimento al fine di evitare la decadenza dei tuoi diritti. In ogni caso, è consigliabile cercare assistenza da professionisti esperti nel campo, in modo da ottenere il massimo risarcimento possibile.

5 marzo: L’ecografia è uno strumento diagnostico molto utile nella rilevazione di tumori, tuttavia può anche avere limitazioni che possono portare ad errori diagnostici: 

1 – Dimensioni del tumore: i tumori molto piccoli possono essere difficili da visualizzare con l’ecografia, specialmente se sono posizionati in aree difficili da raggiungere. Ciò significa che i tumori in fase iniziale possono essere facilmente ignorati.
2 – Tipo di tumore: alcuni tipi di tumori sono più difficili da rilevare con l’ecografia rispetto ad altri. Ad esempio, i tumori solidi possono essere facilmente visualizzati, mentre i tumori cistici o le lesioni microcalcificate possono essere più difficili da vedere.
3 – Posizione del tumore: alcuni tumori possono essere posizionati in aree difficili da raggiungere con l’ecografia, come dietro l’osso o vicino a organi interni, rendendo difficile la visualizzazione del tumore.
4- Competenza dell’operatore: la precisione della diagnosi dipende anche dalle competenze dell’operatore che esegue l’ecografia. Un operatore meno esperto potrebbe non rilevare un tumore, anche se è presente.
5- Condizioni tecniche: la qualità dell’apparecchiatura utilizzata per l’ecografia è direttamente proporzionale alla precisione della diagnosi.
6- Ostacoli fisici: in alcune parti del corpo, come l’intestino, l’ecografia può essere ostacolata dalla presenza di gas o feci, che rendono difficile la visualizzazione dei tessuti interni e quindi la diagnosi di eventuali tumori.

22 febbraio: Cosa si intende per mancata o errata diagnosi prenatale? Quali conseguenze può portare ?
La mancata o errata diagnosi prenatale è un errore medico che comporta una diagnosi insufficiente o errata dello stato di salute del feto durante la gravidanza. Può verificarsi a causa di una negligenza del medico, di un errore nell’interpretazione di una diagnosi o di una diagnosi non adeguata. Le conseguenze della mancata o errata diagnosi prenatale possono essere gravi e comprendono: complicazioni mediche gravi per il feto, sottostima delle possibilità di sopravvivenza del feto.

19 febbraio: Sentenza della Corte di Cassazione 5595 del 2022 in cui viene chiuso il discorso riguardo la richiesta di risarcimento per il decesso di una paziente a cui il medico aveva provato invano più volte ad intubarla. Il medico aveva però rispettato le linee guida previste e per questo assolto: il medico aveva diligentemente valutato i rischi ed ha proceduto all’intubazione solo in seguito ad aver valutato attentamente le criticità della procedura. Concludendo nessuna condanna perchè la manovra di intubazione era  stata eseguita correttamente e non aveva mai interrotto la ventilazione.

5 febbraio: Quali sono i principali problemi al pronto soccorso negli ospedali italiani ?
1. Carenza di personale: gli ospedali italiani soffrono di una cronica carenza di medici e infermieri, con conseguente eccessivo carico di lavoro.
2. Carenza di risorse finanziarie: gli ospedali italiani sono sotto finanziati, con una mancanza di risorse adeguate per garantire un servizio di qualità.
3. Carenza di tecnologia: le strutture ospedaliere presentano una carenza di tecnologia all’avanguardia per garantire un servizio di qualità.
4. Carenza di spazi: gli ospedali italiani sono sovraffollati, con una carenza di spazi adeguati per ospitare tutti i pazienti in attesa di cure.
5. Aspettative di tempi di attesa troppo lunghi: il numero di pazienti in attesa

31 gennaio: Viste le statistiche si può affermare che molti errori medici si hanno durante le attività chirurgiche (quasi il 40%). Un altro settore coinvolto nelle negligenze mediche sono gli errori durante le diagnosi (circa il 20 %). Le infezioni contratte in ospedale invece  spesso sono poi curate con cura antibiotica e riguardano il 6.5 % dei casi di malasanità. (Fonte: InsuranceItaly)

30 gennaio: Responsabilità del medico in caso non sia stata data corretta informazione sulle tecniche alternative alla operazione
La clinica non è tenuta a risarcire il paziente leso se non vi sia correlazione tra l’omessa informazione dell’operazione alternativa e la possibile scelta per tale piano alternativo. Rispetto alla tecnica operatoria utilizzata che ha creato un danno, vi doveva essere una informazione completa al paziente sulla eventuale tecnica alternativa a quella utilizzata magari meno moderna. L’informazione completa di una nuova tecnica probabilmente avrebbe portato il paziente a scegliere quest’ultima e non l’operazione obsoleta (sempre che vi sia ovviamente danno). Sentenza Cassazione 1936 del 2023

15 gennaio: La Cassazione si è espressa sulla Legatura delle tube non corretta e gravidanza indesiderata. Rigettata dal  tribunale di Agrigento la richiesta di danni patrimoniali e non, dovuti ad un mal fatto intervento di legatura delle tube dopo i vari parti avuti (5) che aveva portato alla nascita indesiderata di un’altra figlia. In seguito secondo la Corte d’appello vi è stata responsabilità dei medici nel mal eseguito intervento. I Medici attivano successivamente un ricorso per Cassazione che sono stati poi entrambi rigettati. (Cassazione 18 07 2022 numero 22532)

12 gennaio: QUALI POSSONO ESSERE I DANNI NEUROLOGICI IN SEGUITO AD INTERVENTO ALLA SCHIENA E ALLA COLONNA VERTEBRALE
I danni neurologici più comuni in seguito a un intervento alla schiena o alla colonna vertebrale possono includere lesioni al midollo spinale, paralisi, intorpidimento, debolezza muscolare, formicolio, dolore, problemi di coordinazione, perdita di sensibilità, problemi di controllo della vescica e dell’intestino, e problemi di memoria e di apprendimento.

10 gennaio: Chi risponde dell’errore medico l’ospedale o il singolo medico ? Se il danno è stato commesso nella struttura sanitaria rispondono dell’errore sia la struttura dove il medico ha eseguito la prestazione che il medico stesso. Il legale che tutela il paziente leso chiederà i danni per l’errore medico ad entrambi. Diversamente in caso di prestazione sanitaria fatta in uno studio privato ne risponderà solo il medico che la ha eseguita causando il danno al paziente.

10 gennaio: Le infezioni ospedaliere più diffuse in Italia sono le infezioni da Stafilococco Aureo, le infezioni del tratto urinario, le infezioni della ferita chirurgica, le infezioni polmonari, le infezioni da Clostridium Difficile, le infezioni da Candida e le infezioni da Enterococco.

8 gennaio: Quali problemi può creare un operazione chirurgica in ospedale?

1. Rischio di complicazioni: una complicazione chirurgica può comportare un rischio di danni, disabilità o persino morte.  2. Infezioni: una infezione può svilupparsi durante o dopo una procedura chirurgica e può essere difficile da trattare. 3. Reazioni avverse ai farmaci: alcuni farmaci possono causare effetti indesiderati. 4. Reazioni allergiche: alcune persone possono sviluppare una reazione allergica ai farmaci o ai materiali usati durante una procedura chirurgica.  5. Reazioni cutanee: una reazione cutanea può verificarsi se una persona
entra in contatto con sostanze utilizzate durante una procedura chirurgica. 6. Complicazioni a breve e lungo termine:

Lesioni di organi o tessuti circostanti.
Involontaria rimozione di un organo sano.
Emorragie interne.
Danni permanenti ai nervi.
Problemi respiratori.
Errori nella diagnosi.
Sviluppo di complicazioni postoperatorie.
Problemi psicologici come ansia, depressione e stress.

7 gennaio: Risarcimento per una ragazza che durante una operazione per asportare le tonsille aveva avuto un errore medico che causò un danno al labbro presso l’ospedale di Pisa.
Se si fosse intervenuti subito la lesione sarebbe stata sicuramente minore o curabile; ad oggi purtroppo non è più migliorabile con conseguente danno permanente per il paziente a Pisa.
(FONTE : Il Tirreno / Pisa)

1 gennaio : Sentenza della Cassazione nel 2022 a dicembre in cui riprende il discorso delle micro permanenti e soprattutto il risarcimento delle stesse in cui basta la semplice visita. Espone che per avere la prova per il risarcimento delle micro permanenti basti la visita che accerti la lesione. Non è sempre richiesto quindi l’esame strumentale. Sentenza 37477 del 2022.

28 dicembre: La Cassazione si è pronunciata riguardo ad un errore commesso da medici nella struttura sanitaria su un paziente anziano e con varie patologie. Infatti i medici venivano assolti in seguito al decesso del paziente sottoposto a intervento di cuore perché purtroppo nella realtà non vi sarebbe stato un esito comunque diverso. Nonostante la condanna di primo grado la cassazione assolve e rigetta vista l’età avanzata e le numerose patologie che presentava. Sentenza Cassazione 48220 del 2022

20 dicembre: Cassazione si esprime sulla NON condanna per il medico che abbia fatto una omessa o tardiva diagnosi se non si evidenziano con certezza le norme violate. Nella fattispecie il medico veniva condannato per lesioni colpose gravi per omessa diagnosi di tumore al seno. Verdetto a cui la dottoressa si oppone nel ricorso in Cassazione sollevando diversi motivi di doglianza. La Cassazione ( sentenza 46662 del 2022) spiega che il giudice deve prima di tutto individuare le norme violate e capire in che misura il dottore si sia allontanato dalle linee guida. In sostanza si è arrivati ad un quadro difficile e contradditorio non chiaro per far capire le norme violate dalla dottoressa.

16 dicembre: Per la salute delle persone esposte alle fibre di amianto deteriorate che si espandono nell’aria dell’ambiente lavorativo è ormai certo a livello scientifico che causano danni irreparabili come il mesotelioma,  il tumore alle ovaie, al polmone, al colon tumori alla faringe e alla laringe.

3 dicembre 2022: TENDENZIALMENTE POSSIAMO DIRE CHE PER LA PERDITA COMPLETA DELLA VISTA DI UN SOLO OCCHIO SI CALCOLA CON CIRCA UN 25 % DI DANNO BIOLOGICO PERMANENTE, PIU’ EVENTUALI PERSONALIZZAZIONI (ad esempio la perdita di introiti economici dovuti al non poter più svolgere bene il proprio lavoro professionale; pensiamo ad un architetto che perda la vista e non possa più progettare e disegnare con conseguente danno economico molto importante).

25 novembre: Sentenza della Cassazione riguardo il reato di omissione commesso da un medico di guardia che negligentemente non va dalla paziente evitando quindi la visita a domicilio. Ovviamente bisogna tenere presente le condizioni del paziente che se risulta avere grosse difficoltà nel muoversi e problematiche serie mettono in pericolo la sua vita. Si parla di reato di omissione di atti d’ufficio per la guardia medica condannata dalla sentenza n 44057 del 2022

21 novembre: Anche la Corte di Cassazione conferma la decisione in prima appello presso il tribunale di Roma riguardante la condanna della struttura sanitaria in seguito ad un danno cagionato alla paziente; nello specifico vi è stata perforazione dell’utero e lacerazione del retto dovuto a negligenza medica durante il raschiamento. La Corte di Cassazione conferma il risarcimento dato alla paziente di oltre 100.000 euro come deciso in primo grado. Il danno biologico finale della paziente lesa è stato del 22 %. (Fonte : Responsabilitàcivile.It)

20 novembre: la Corte di Cassazione settembre 2022 n. 26104 torna sul discorso della mancanza di informazione fatta nei confronti dei genitori riguardo il loro figlio minorenne ledendo il diritto di autodeterminazione. Si imputa alla struttura sanitaria / medici di non avere coinvolto e informato nella scelta della della cura terapeutica riguardante il figlio i genitori. Va detto che la Ctu però ha escluso il nesso causale tra cura e decesso del minore. Il giudice comunque conclude esplicando il dovere di coinvolgere i genitori nella scelta della cura terapeutica.
(Fonte : Altalex)

18 novembre: grave il problema in Italia delle infezioni prese in ospedale, che dati alla mano parlano nel 2022 di 250 mila morti ogni anno (Fonte: Corriere della sera – Roma). Vi è stata una protesta- manifestazione a novembre 2022 per aumentare la soglia di attenzione ed igiene onde evitare la diffusione ulteriore nei nostri ospedali. Soggetti già debilitati non possono essere messi a rischio perchè rischiano il colpo di grazia definitivo causato dalla infezione stessa.  Le infezioni contratte nelle strutture ospedaliere sono nella maggior parte dei casi dovute a condizioni igieniche inadeguate.

16 novembre : Risarcimento importante per i famigliari di una paziente a Perugia che era deceduta per una errata diagnosi ed errato comportamento dei sanitari nel 2014 che avrebbe causato la perforazione intestinale ed il conseguente decesso. Il risarcimento è stato molto alto 1, 5 milioni di euro.(Fonte: Perugiatoday)

14 novembre: Un caso di errore medico dentistico in cui la paziente ingoia un ago sfuggito di mano al dentista durante una devitalizzazione. Purtroppo la paziente ha dovuto subire un’operazione a Bari in seguito all’errore del dentista. Il corpo estraneo è stato rimosso senza dare danno ulteriore alla paziente. Qui non si può parlare di risarcimento da malasanità per danno permanente a vita ma di una problematica temporanea (sempre che non vi siano rimaste cicatrici) Sicuramente un grosso spavento e disguido per la paziente (Fonte:TGCOM 24)

1 novembre: La Cassazione nel 2022 torna sul danno da perdita di chance che va considerato diversamente da un danno da morte pieno.
Il problema dei casi di malasanità con perdita di chance e sempre quantificare esattamente il valore del risarcimento.  Infatti non è semplice e può succedere di ottenere risarcimenti molto inferiori al danno pieno da perdita parentale in fase stragiudiziale per cercare un accordo tra i parenti lesi e la parte sanitaria che ha errato pur di evitare una causa che potrebbe protrarsi per anni. Sentenza che tratta la perdita di chance 31136 del 2022

30 ottobre: Secondo la Corte di Cassazione con una recente sentenza reputa responsabile di omicidio un medico che non abbia seguito le linee guida. Nello specifico se vi è stata negligenza e imperizia grave nel discostarsi dalle linee guida previste nelle cure del paziente.(Sentenza 39015/2022)

21 ottobre: In ottobre la storia successa a Napoli con una ambulanza bloccata da una auto in sosta vietata che ha impedito il rientro in ospedale immediato alla paziente 80 enne. La donna è poi deceduta. (Fonte: euronews )

15 ottobre: Sentenza della Cassazione riguardante il risarcimento per malasanità e la sua esatta prescrizione; infatti per la cassazione la decorrenza per la prescrizione parte dal momento in cui vi è la percezione della malattia e non da quando la malattia si aggrava. (Cassazione n 29760 2022)

14 ottobre : La Corte di Cassazione si è pronunciata nuovamente riguardo al risarcimento danni per una tardiva diagnosi di un tumore. Nello specifico si è trattato del tempo di ritardo che passa tra la prima volta in cui il paziente viene visitato (senza capire la presenza di un tumore) ed il momento in cui scopre di avere un tumore(errore medico di diagnosi).
Il danno dovuto ad una tardiva diagnosi di un tumore oltre Al danno biologico crea un danno anche di tipo patrimoniale; inoltre vi sono danni morali ed esistenziali che dovranno essere risarciti perché hanno creato una sofferenza psicologica al paziente leso. (CASSAZIONE n 28632 ottobre 2022)

10 ottobre : Caso di malasanità in cui i famigliari ricevono 1.700.000 EUR (sentenza del Tribunale di Cosenza) in seguito ad una condanna per errore sanitario;  i medici durante il parto purtroppo hanno creato un danno al neonato rimasto tetraplegico. In particolare si parla di paralisi cerebrale infantile, un danno gravissimo. (Fonte: Strettoweb )

7 ottobre: la vicenda ad Ancona che ha coinvolto il medico omeopata che aveva curato una otite molto grave con l’omeopatia è oggi su tutte le cronache perché il Pm in tribunale ha chiesto una condanna di quattro anni per il medico. Il 4 novembre 2022 probabilmente si avrà la sentenza sull’utilizzo di queste cure omeopatiche date al bimbo di 7 anni invece di procedere con farmaci efficaci immediatamente.

2 ottobre: sentenza riguardo il RISARCIMENTO SENZA SINTOMI E SOFFERENZA: la Corte di Cassazione si  è espresse riguardo ad il risarcimento nel caso la persona, la cui salute è stata lesa da un errore medico, ma non abbia avuto sintomi o sofferenza per il potenziale danno creato.
Nel caso esplicito si tratta di un paziente che ha contratto tramite emotrasfusione Epatite alla fine degli anni settanta in seguito ad un intervento chirurgico ma senza avere sintomi fino a fine anni ’90 quando scopre di essere malato di epatite. Il risarcimento iniziale riconosciuto dal tribunale di oltre 70 mila euro veniva in appello ricalcolato in circa 50 mila euro.
È chiaro quindi che Non basta il danno biologico fine a se stesso ma per avere un risarcimento deve esserci un danno fisico che impedisca al paziente lo svolgimento normale delle sue attività quotidiane. Cassazione 25887 del 2022

23 settembre: A Benevento un recente caso di malasanità condannato con un risarcimento da parte dell’ospedale verso i familiari della vittima  Il tutto perché non vi era stata una corretta diagnosi di un infarto in atto. Ovviamente il nesso di casualità e stato facilmente dimostrato dai medici legali di parte ctp poi confermato dalla Ctu. (FONTE: Fanpage.it)

12 settembre: sentenza che stanzia un risarcimento per il decesso e morte di un medico per covid ; il medico aveva contratto il covid sul lavoro e per questo la figlia di Firenze ha ottenuto un risarcimento come se fosse un infortunio sul lavoro di 130 000 euro. E’ da considerarsi infortunio e non malattia, quindi l’assicurazione della struttura dovrà dare tale risarcimento in seguito alla causa per covid. (TRIBUNALE DI VERCELLI ) Fonte: Rai news

8 settembre: La Cassazione torna sull’ onere della prova del nesso in capo al paziente leso; infatti si è di nuovo pronunciata su un caso di responsabilità medica (dentistica) confermando il rigetto già precedente da parte dei giudici di merito sottolineando il principio per il quale spetta al paziente – danneggiato provare il nesso di causa tra condotta del sanitario e conseguente danno. Cassazione n. 42104 / 2021

1 settembre: nel pronto soccorso di Chivasso in provincia di Torino si parla di un possibile errore dovuto a malasanità dopo il decesso del paziente che in seguito ad un tamponamento era stato 3 tre volte al pronto soccorso ; dimesse in tutte e tre le occasioni 2 settimane dopo muore. La procura ha aperto una indagine e 5 medici risultano indagati. (Fonte: Il fatto Quotidiano)

29 agosto: per i diritti dei malati si intendono sia i diritti stabiliti dalla Carta europea dei diritti del malato che tutta la sfera rientrante nella tutela del malato quale parte lesa in caso di errore medico sanitario. Il fine della Carta europea è garantire ad ogni persona le cure sanitarie / mediche con un livello qualitativo buono o ottimale; il diritto alla salute è strettamente correlato al diritto alle cure. Il tutto è garantito dalla Costituzione italiana.

25 agosto: i tagli sanitari stanno mettendo in grave difficoltà i pronti soccorso negli ospedali italiani; ripetuti i ritardi per mancanza di personale sufficiente a garantire un soccorso immediato anche per i casi meno gravi che passano ore ed ore prima di ottenere una diagnosi / cura. Si stima una mancanza di almeno 4000 medici (per Simeu) che porta a maggiori possibilità di disagi, errori e malasanità nelle strutture sanitarie italiane. (Fonte: SOLE 24 ORE )

18 agosto: Sentenza riguardo la colpa di un medico specialista che si trova in una situazione difficile e complicata (esempio un paziente anziano) ma procede comunque alla colonscopia determinando un danno o la morte in seguito a perforazione. Sentenza n. 30051 del 2022

16 agosto: intervista passata su RadioRai in cui si parla di come la sanità pubblica appaia decisamente in crisi; vi è preoccupazione per il periodo di Ferragosto in cui i tagli sanitari e la diminuzione del personale potrebbero generare maggiori errori medici in ospedale.

8 agosto: Ginecologo indagato nella provincia di Salerno per omicidio colposo in seguito al decesso di una paziente operata per un problema all’utero presso una clinica di Roma nel 2021.
I giudici dovranno ricostruire quanto accaduto si ipotizza una perforazione dell’utero ed intestino durante l’ intervento.(Fonte: La Repubblica)

28 luglio: in caso di problematiche susseguenti al contagio da emotrasfusione il Ministero è responsabile avendo obbligo di vigilanza, controllo già da fine anni 50; infatti il sangue utilizzato per le trasfusioni e gli emoderivati richiedeva controlli e linee guida che escludessero il virus (epatite B C ecc) verificando anche che i donatori non avessero alterazione alle transaminasi.

19 luglio: su vari giornali l’indagine a Venezia per il decesso di una giovane di 37 anni dopo essere stata rimandata a casa dal pronto soccorso 3 volte. Bisogna capire ora se sono state fatte tutte i possibili accertamenti oppure vi è stata superficialità da parte dei medici del pronto soccorso. (Fonte: TGCOM24)

8 luglio: Sono stati approvati i nuovi criteri per i risarcimenti danni non patrimoniali per le Tabelle Milanesi nello specifico della perdita del rapporto parentale; i nuovi valori delle tabelle milanesi dovrebbero essere preferiti a quelli delle tabelle di Roma, il tutto è in itere quindi a breve vedremo l’inclinazione della magistratura.

7 luglio: Un risarcimento per errore medico può riguardare 2 tipi di danni: uno di natura non patrimoniale quindi danni biologici, esistenziali, morali, oppure danni di natura patrimoniale quali la perdita lavorativa non potendo più svolgere la propria mansione. Altro danno patrimoniale sono le spese mediche da affrontare nel quotidiano od in futuro per curare il proprio stato di salute peggiorato in seguito all’errore sanitario.

22 giugno: Cartella clinica incompleta: responsabilità del medico. Nell’ottica della tutela del paziente, infine, la Corte di Cassazione con altre due sentenza ha stabilito che l’incompletezza dei dati nella cartella clinica fa scattare una responsabilità presunta in capo al medico che l’ha redatta.
In questo caso, dunque, dovrà essere la struttura sanitaria (o il medico stesso, nel caso in cui il danneggiato si rivolga a lui personalmente), a dimostrare che l’incompletezza dei dati è dovuta a causa a lui non imputabile. L’inversione dell’onere della prova, così come la disciplina severa in materia di falso, hanno una ratio comune: quella di tenere indenne il malato presunto danneggiato da altri danni o da una diminuzione del risarcimento per errore altrui.

16 giugno: a Pisa caso di malasanità in cui un bimbo è stato reso disabile per errore sanitario: il ritardo al parto ha infatti portato a conseguenze gravi per il neonato attualmente disabile a vita. (Fonte Il Tirreno sezione  Pisa)

1 giugno: il governo sta valutando una nuova proposta di legge riguardante la responsabilità medica in seguito a malasanità. Il primo cambiamento sarebbe la responsabilità contrattuale dei medici e sanitari con prescrizione  decennale (10 anni di tempo per agire). Vi era già stata una modifica nel 2017 con la legge Gelli Bianco.
Inoltre l’ospedale risponderà in caso di errore medico se fosse accertata una carenza organizzativa o di malfunzionamento all’interno della struttura stessa che hanno contribuito a ledere il paziente.
A livello penale la proposta tende ad abolire il reato di omicidio / lesioni personali colpose per i medici(prima si escludeva la loro punibilità se avevano rispettato le linee guida).
Si parla di concludere la riforma di legge entro l’estate 2022.

24 maggio: Entro il 2024 si prospetto un calo dei medici nel SSN di circa 40 000 unità; gravissimo per la tutela dei malati e della salute dei cittadini italiani. Molti dei 40 mila (circa la metà) andrà in pensione mentre il resto sarebbero dimissioni volontarie. Questo il prospetto preoccupante delineatoti per il futuro della sanità italiana. (Fonte: Tg com 24)

16 maggio: importante il risarcimento dato ad una paziente per risarcimento da vaccino Astrazeneca perchè morta in seguito a trombosi evidentemente correlata alla dose di vaccino stesso. Il risarcimento è stato di 77 000 euro ai parenti. La dose somministrata di vaccino che ha causato la trombosi era la 1′ del ciclo vaccinale per il covid. Per presentare una domanda per risarcimento da vaccino si hanno 3 anni dal momento che si ha la conoscenza del danno correlato alla vaccinazione.

9 maggio: In malasanità la colpa lieve del medico va valutata in base alla difficoltà dell’intervento. Secondo la Cassazione la colpa è proporzionale e in base alla difficoltà dell’intervento. Diversamente al dottore sarà contestata una colpa grave se l’intervento non fosse stato complicato ma avesse causato danno. Cassazione sentenza n. 4905/2022 

5 maggio: La carta dei diritti del malato ha nelle sue funzione il coordinamento nei confronti di tutte le normative dei singoli stati membri UE: un documento elaborato da più stati, infatti, serve per garantire quegli stessi diritti a ogni individuo, a prescindere dal paese da cui proviene e da quello in cui i trova nel momento del bisogno.

3 maggio:  Diritto al volontariato e all’assistenza di enti senza scopo di lucro: ogni servizio sanitario deve garantire ai malati l’assistenza da parte di volontari e enti no profit, il cui lavoro si affianca a quello del personale medico.

26 aprile: Diritto al futuro: a prescindere dalla gravità della patologia, ogni malato ha diritto a vivere la parte restante della propria vita in modo dignitoso e quanto possibile vicino alla normalità
24 aprile: Diritto alla riparazione dei torti: errore medico e tutela del malato sono due punti strettamente connessi. In caso di malasanità, ogni paziente ha diritto di appellarsi al tribunale del malato e di ottenere, in caso di prova del danno, un equo risarcimento.

21 aprile: per la Cassazione è colpa grave quando un medico non vede una frattura e provoca lesioni al paziente che a vita daranno problemi per la mancata diagnosi.

17 aprile:  Diritto alla famiglia: il servizio sanitario deve assistere in ogni modo possibile le famiglie dei malati, che hanno un ruolo fondamentale nell’assistenza dei propri cari.
Diritto alla decisione: il malato ha diritto a poter decidere per la sua salute circa i trattamenti e le terapie, fermo restando il necessario apporto del medico.

14 aprile: RESPONSABILITÀ MEDICA E DIRITTO SANITARIO. In caso di ritardi nella prestazione sanitaria in che caso è responsabile la struttura? La Cassazione si è esposta sulle colpe dell’azienda ospedaliera che dovrà dimostrare che NON gravano su di essa le prove che il ritardo non sia ad essa imputabile (ordinanza n. 16936/2021)

12 aprile: I risarcimenti per aver leso il paziente devono tener conto delle linee guida :
la Cassazione censura per difetto di motivazione il provvedimento di condanna penale per colpa medica che non faccia alcun cenno a linee guida.
Infatti i giudici devono seguire valutazioni complesse e tener conto degli elementi prima di sentenziare la colpevolezza al di là di ogni ragionevole dubbio.
Lo ricorda la Corte di Cassazione (4′ sezione penale) nella sentenza n. 24835/21

10 aprile: RISARCIMENTO A CHI PER COLPA DEI MEDICI NON È POTUTO DIVENTARE NONNO
Secondo la cassazione è risarcibile la perdita di chance di diventare nonni se la morte del feto è riconducibile alla colpa dei medici. Si possono quindi definire ” Nonni “con la sentenza n. 638/2020 Tribunale di Bolzano riconoscendo un risarcimento per la frustrazione di non essere diventati nonni. (sono stati riconosciuti danni da perdita di chance di diventare nonni  per 20.000 euro ciascuno).

2 aprile: Il MEDICO RESPONSABILE ANCHE SE LA PROGNOSI È SFAVOREVOLE
Secondo il codice di deontologia medica (art 39) obbliga il dottore a non abbandonare mai il paziente, NEPPURE davanti ad un caso di prognosi sfavorevole es malato terminale. In questo caso il medico deve continuare la terapia del dolore e di sostegno delle funzioni vitali.

25 marzo: La legge 104 ha segnato un punto di svolta significativo per quanto riguarda la tutela delle fasce più deboli della popolazione e il riconoscimento di aiuto e assistenza ai familiari di soggetti più fragili. La legge, in ossequio al principio di uguaglianza formale e sostanziale sancito all’art 3 della Costituzione, si pone alcuni importanti obiettivi: abbattere gli ostacoli sociali che peggiorano la qualità della vita di soggetti portatori di handicap gravi, combattere l’emarginazione sociale e promuovere l’integrazione piena dei soggetti invalidi nella società, puntare a un recupero almeno parziale che possa ridurre il gap tra soggetti disabili e non e, infine, fornire aiuti alle famiglie.
I primi articoli della legge chiariscono in modo preciso chi sono i soggetti che rientrano nelle categorie interessate e quali sono i requisiti per ottenere i benefici della legge stessa.
Nel corso di questi trent’anni di applicazione, la normativa ha subìto alcuni cambiamenti anche grazie al contribuito della giurisprudenza, che anche di recente ne ha ampliato i confini.

11 marzo: Diritto alla differenza secondo cui ogni individuo deve essere trattato nel rispetto della sua individualità, dal punto di vista del genere, dell’età, della cultura e della religione. I trattamenti sanitarie dovranno, compatibilmente con le problematiche, tenere conto di tutti questi parametri.
Diritto alla normalità: fin dove è possibile, il malato ha diritto a continuare la sua vita nella più completa normalità.

8 marzo: Diritto alla fiducia, medici ed il personale sanitario devono rapportarsi al paziente con rispetto e fiducia, senza pregiudizi. Il paziente ha diritto di essere ascoltato e di ricevere gli accertamenti che il medico ritiene opportuni per il problema che lamenta.

6 marzo: Diritto alla qualità nelle prestazioni in cui le strutture e le competenze del personale medico e sanitario devono essere le più alte possibili. Ogni individuo ha diritto a essere curato con la massima efficacia ed efficienza.

4 marzo: caso di malasanità occorso all’ospedale Miulli dove il Tribunale di Bari in 1′ grado ha condannato ad un risarcimento per la paziente lesa nel 2011 durante un parte cesareo in cui vi furono lesioni provocate da una palese dimenticanza di una garza nell’addome. (fonte: Corriere del Mezzogiorno)

22 febbraio: secondo la Cassazione con la sentenza n. 4587 / 2022 che si è espressa recentemente sulla non responsabilità del medico di base nel diagnosticare una malattia difficile; infatti nel caso di malattie difficilmente comprensibili e diagnosticabili con la sua non specifica competenza del medico curante sarebbe complicato capire a fondo la situazione.Si esclude quindi la sua responsabilità nel caso preso in essere della Cassazione; ciò non toglie che ogni caso sia a se quindi necessita di una valutazione medico legale approfondita

11 febbraio: La Cassazione con sentenza n. 4323 del 2022 reputa responsabile a livello penale il medico che non segue l’infermiera in una trasfusione con conseguente gruppo sanguigno incompatibile per il paziente leso.

3 febbraio: con il decreto legislativo n. 4 del 2022 è stato deciso e autorizzata una spesa di 50 milioni di € nel 2022 e di 100 milioni di € dal 2023 per indennizzare le persone che hanno avuto reazioni avverse e danni dimostrabili in seguito alla vaccinazione per il Covid.

21 gennaio : in seguito alla sentenza di Cassazione n. 45602 nel 2021, è responsabile il medico del pronto soccorso che superficialmente omette di svolgere esami strumentali che avrebbero fatto capire la corretta problematica del paziente evitandone la morte per malasanità.

14 gennaio: Ad Ascoli Piceno un medico no vax avrebbe falsificato 150 vaccinazioni, poi mai avvenute che con conseguente truffa di più di 70 green pass rilasciati senza permesso. Le dosi di vaccino sottratte al centro vaccinale di Ascoli Piceno che avrebbe buttato via creando ulteriore danno alla ASL.

7 gennaio: a Ferrara in seguito ad un intervento di chirurgia vascolare sul paziente che successivamente decede con relativa colpa medica ospedaliera dopo una lunga trattativa stragiudiziale si è trovato un accordo tra le parti. Più di 900 mila euro riconosciuti ai parenti stretti della vittima di malasanità accertata da perizie medico legali.

21 dicembre: a Palermo scoperta la vicende dei falsi vaccini; l’infermiera non inoculava il vaccino Covid in cambio di 400 euro. Il metodo era lo stesso: mettere in una garza il siero del vaccino e fingere poi di inocularlo inserendo però solo l’ago nel braccio.

13 dicembre: da notare la sentenza della Cassazione che ritorna sul problema del Consenso informato dichiarando che non è necessario per rimandare l’intervento. (SENTENZA 39084 del 2021)

2 dicembre: Dati importanti sulla malasanità in Italia dal report di Marsh :

errore chirurgico con oltre il 35 % dei sinistri è indubbiamente la negligenza più sovente. Un percentuale alta anche nell’ errore delle diagnosi con circa il 20%. Dati raccolti dal 2004 al 2019, con un costo medio per sinistro liquidato di circa 85.000 euro.

25 novembre: Un probabile errato dosaggio nella radioterapia ha procurato danni celebrali ad un bambino di sei anni a Perugia.Vi sono ora 2 medici inquisiti che dovranno rispondere del perché di tali dosi eccessive.

12 novembre: i numeri nella sanità dicono vi sono stati 35 sinistri all’anno in media per ogni struttura pubblica italiana nel 2020.(Fonte: Marsh Italia)

25 ottobre: Una paziente della provincia di Benevento è morta dopo un intervento di bypass gastrico presso l’ ospedale di Salerno.
4 interventi successivi per cercare di sanare le complicazioni non sono sufficienti a salvare la vita della paziente.
Ora la procura indaga 2 medici per capire se vi sia stata responsabilità medica. (Fonte: Fanpage Salerno)

14 ottobre: I dati ci dicono che sono in atto 300.000 cause per errore medico sanitario in Italia. La durata media di una causa di malasanità è di circa 3 / 4 anni se non si trova un accordo stragiudiziale prima in cui i tempi si dimezzano o richiedono un lasso di tempo vicino ai 12 mesi per ottenere un risarcimento.

4 ottobre: un intervento in Laparoscopia raramente può portare a complicanze quali perforazione di organi per errate manovre del chirurgo sanitario. Inoltre succede saltuariamente dopo gli interventi che i pazienti contraggano infezioni in sala operatoria con conseguenze a volte anche letali nel caso le cure antibiotiche non bastassero a debellare l’operazione in corso.

16 settembre: La cartella clinica bisogna sapere è un atto pubblico contenente informazioni che dovranno essere veritiere. Modifiche successive, omissioni o anche alterazioni costituiscono un vero e proprio reato.

2 settembre: Ulteriore sentenza della corte di cassazione nel 2021 riguardo il consenso informato in cui si ribadisce l’importanza per il medico di informare e fornire al paziente tutte le notizie utili riguardanti il trattamento sanitario e le sue relative conseguenze. Va inoltre specificato il tipo di terapia da effettuare e purtroppo le possibili complicanze a cui il paziente potrebbe andare  incontro. Cassazione n. 18283 / 2021

1 settembre: importante la recente sentenza in cui nella responsabilità medica una eventuale complicanza che esclude la negligenza del sanitario – medico si ha solo nel caso non fosse stato prevedibile il peggioramento delle condizioni di salute.(Cassazione n 12596 del giorno 12 maggio 2021)

20 agosto: Riguardo l’errore del medico di base i pazienti che sono stati danneggiati da una mancanza o negligenza che abbia portato ad un danno permanente o temporaneo possono agire legalmente verso lo stesso medico ma anche nei confronti dell’ASL di appartenenza.

3 agosto: Dati Ania evidenziano come il risarcimento danni pagato al paziente per errore medico o malasanità sia di 2/3 inferiore rispetto la cifra inizialmente chiesta. Nel 2020 le spese legali liquidate per casi di errori medici sanitari dopo sentenze NON favorevoli alla classe medica sono state di circa 165 milioni di euro con un costo medio annuo per struttura di oltre  800 mila euro. (Fonte: dati ANIA)

27 luglio: Singolare situazione accaduta ad un medico no vax (riportato nella notizia del 17 luglio 2021 da Fanpage.it) finito in terapia intensiva avendo contratto il coronavirus; il dottore si è ora pentito ed ha ammesso che aver rifiutato la vaccinazione è stato il più grande errore della sua vita. Ora il dottore ultra cinquantenne si è salvato per sua fortuna.

26 luglio : Ricoverata per un’ernia la paziente ha subito per errore medico la perforazione dell’intestino. Purtroppo è accaduto a Modica con successiva morte per setticemia della signora a Ragusa.
Denuncia dei familiari ora per valutazioni medico legali e possibile richiesta di risarcimento per malasanità; 7 medici dell’ospedale di Modica risultano ora sotto indagine. (Fonte: Fanfare.it)

19 luglio: Spiacevole attesa per i risarcimenti da malasanità presso l’asl di viterbo dove si attendono più di 10 pagamenti non ancora pervenuti nonostante un accordo trovato tra struttura e il paziente leso. Tutti e 4 risarcimenti erano stati stabiliti con sentenza del tribunale di Viterbo.  Situazione anomala perché è nel resto di Italia spesso gli indennizzi vengono pagati entro la data stabilita. Questi casi bisogna capire si l’asl di Viterbo abbia sollevato un appello alle sentenze  con conseguente prolungamento dei tempi per la chiusura. (Fonte: tusciaweb.eu )

5 luglio :La Gazzetta del Sud Porta alla cronaca un decesso i famigliari hanno portato in causa  la struttura ospedaliera coinvolta per una mancata e ritardata diagnosi che ha portato ad un arresto cardiaco circolatorio del paziente. In più questa ultima era una bimba di 2 anni di Gela. Dopo quasi quattro anni di causa la sentenza è nettamente a favore della famiglia  che verrà risarcita per una cifra superiore al milione di euro. (Fonte: Gazzetta del Sud)

4 luglio :Riteniamo sia corretto l’esposto fatto dal professore Roberto Burioni virologo di nota fama in Italia presso il San Raffaele di Milano il quale reputa pericoloso per loro e per tutti gli assistiti pazienti negli ospedali, i medici e sanitari no vax che hanno rifiutato di vaccinarsi; inoltre 300 di loro hanno presentato ricorso al tar di Brescia contro tale obbligo di vaccinazione.

3 luglio: Il Quotidiano del Sud riprende una vicenda di malasanità accaduto nel pronto soccorso a Vibo Valentia.  Gli addetti del 118  Subiscono il problema di non avere barelle a disposizione per urgenze sanitaria come accaduto al paziente colpito da infarto e in attesa di ambulanza e barella con soccorso immediato. Il ritardo dell’ambulanza purtroppo e stato di quasi 1 ora. Il tutto perché non poteva uscire in quanto priva di barella o lettini per il trasporto in ambulanza. Nel 2021 non è tollerabile tale evenienza che mette a rischio la tutela del malato a Vibo Valentia e in Calabria nelle zone limitrofe. (Fonte: Quotidiano del Sud)

2 luglio: sgradevole situazione verificatasi a Torino presso i corridoi dell’ospedale Molinette (esattamente nel pronto soccorso).  Nella  disorganizzazione Torino news parla di barelle nei corridoi del pronto soccorso con poca attenzione ai diritti del malato e paziente all’interno della struttura a Torino. (Fonte: Torino News)

26 giugno : Notizia di oggi il sequestro di migliaia di dosi di botulino arrivate illegalmente in Italia precisamente a Treviso / Venezia tramite un camion in direzione di Napoli. Il grosso pericolo è che questi prodotti illegali finiscano all’interno delle cliniche private sanitarie. Si parla di circa 30 mila dosi di botulino probabilmente che sarebbero dovute essere rivendute per interventi estetici. (Fonte Ansa)

20 giugno: situazione complicata per l’Asl di Latina in cui per 2 parti distinti ma particolarmente complicati l’Asl dovrà risarcire più di settecento mila euro per i danni riportati dai pazienti. Si tratta di un decesso avvenuto di un bambino in seguito ad errori durante il parto; il giudice del tribunale di Latina ha ritenuto vi fosse responsabilità medica. Nel secondo caso di malasanità a Latina invece hanno riportato danni sia la madre che il neonato; anche qui il tribunale di Latina ha emesso sentenza condannando sia l’Asl di Latina che il  singolo medico. (Fonte : Latinatu.it )

19 giungo: risarcimento di settecentomila euro per un giovane quasi trentenne che per errore medico ha subito l’amputazione della gamba presso Torino. La Sentenza del tribunale di Torino ha stabilito tale decisione a favore del paziente lese con riconoscimento del 40% di danno biologico invalidità permanente.
Fonte responsabilecivile.it

12 giugno: importante la presa di posizione della Corte di Cassazione con sentenza 11719 del maggio 2021 riguardante un caso di malasanità in cui il pronto soccorso aveva preso con leggerezza le condizioni del paziente nonostante vi fosse un possibile rischio di emorragia. Dimesso del primo ospedale, si presenta ad un secondo ospedale il quale lo trova in condizioni molto gravi per negligenza dei medici nelle prime verifiche fatte all’ospedale precedente con conseguente decesso del paziente. Qui la Corte di Cassazione parla di danno catastrofale subito dall’interessato che ha sofferto ed era consapevole di dover morire perché ormai spacciato.

9 giugno: Recente la notizia riportata da Il Resto del Carlino riguardo il problema di malasanità risolto dopo anni riguardante un intervento laser che aveva poi alterato e diminuito la vista del paziente. La Corte di Appello ha deciso per un risarcimento alla vittima di malasanità di oltre 150000 euro per l’errore medico subito all’occhio ed al visus.

5 giugno: Preoccupa molto il dato sollevato da Repubblica in cui non risultano vaccinati contro il covid 20 mila sanitari in Piemonte; la professione medico sanitari implica per dovere sociale la tutela di loro stessi e dei malati con cui sono a stretto contatto ogni giorno. Vedremo il governo come reagirà a questo problema e che decisioni di legge intenderà prendere.

28 maggio: Dopo i 2 gravi errori in Toscana nel dosaggio del vaccino per il covid 19 si è deciso di cambiare protocollo nella somministrazione diluendo e preparando prima 6 siringhe sotto stretta osservazione del medico che effettua il colloquio con il paziente.

14 maggio: paradossale l’errore medico durante la vaccinazione del Covid 19 a Massa in cui viene somministrata invece della singola dose l’intera fialetta. La giovane ora sotto controllo lamenta problemi di disidratazione pur bevendo litri di acqua al giorno, un gran mal di testa e si spera non vi siano altre conseguenze per lo stato della sua salute.

7 maggio: brutta e triste vicenda di malasanità a Genova per il paziente di Sanremo in cui viene riconosciuto un danno minimo per un errore commesso dopo il parto dal sistema infermieristico della struttura di Genova. Tale mancanza aveva portato alla perdita di un braccio nel bimbo già nato in anticipo e con problematiche gravi persistenti. Lo studio legale che segue questo danno da malasanità a Sanremo non vuole condividere la decisione del CTU e valuterà con i clienti se andare avanti.

4 maggio: i dati dicono che i settori con maggiori errori sanitari sono l‘ortopedia e traumatologia, segue poi la chirurgia generale. Il reparto di  ginecologia lamenta il 10 % degli errori totali e notevoli sono le lamentele degli utenti per mancate o errate diagnosi tumorali.

1 maggio: danni provocati ad una neonata in Calabria dove i medici (2 ginecologi) hanno subito una condanna per l’errore commesso nel reparto di Ostetricia – ginecologia gli Ospedali Riuniti. Dovranno risarcire l’ospedale con circa 500 mila euro per la negligenza medica commessa nel 2007.

26 aprile: novità sembrano arrivare per  i cittadini che stanno facendo una azione legale per errore medico contro una struttura sanitaria o singolo medico; infatti nella fase pre causa mentre le parti cercano una soluzione di intesa facendo l’ATP, accertamento tecnico preventivo, il ricorrente, che ha diritto a gratuito patrocinio, vedrà anticipate le sue spese di CTU dallo Stato. Questo garantisce anche ai meno benestanti la possibilità di difendere i propri diritti di malato (la Corte Costituzionale è intervenuta sull’articolo 131 del Testo Unico Spese di Giustizia).

14 aprile: vicenda di malasanità a Milano in cui al paziente venne tolto un rene sano. La persona già molto anziana ha vissuto molto male la vicenda che si è poi conclusa con un risarcimento da parte dell’ospedale per far sì che l’anziano evitasse ulteriori processi penali a carico del medico e della struttura sanitaria.

27 marzo: caso di malasanità e successivo risarcimento a Venezia in cui il paziente muore.
Il tribunale dispone la condanna dell’Asl che dovrà risarcire il parente della vittima con più di 200.000 €. Post operazione vi era stata una lesione che ha dato inizio ad un iter finito poi con il decesso. Infatti vi era stata una lesione al duodeno durante un intervento operatorio poi sottovalutato dalla struttura.

6 marzo: ad oggi si cerca ancora di fare chiarezza per il caso sotto indagine a Palermo nell’Ospedale Civico in particolar modo nel reparto di pneumologia dove il paziente nel 2017 aveva filmato la presenza massiccia di formiche e poco igiene all’interno della struttura. Il paziente aveva documentato anche la presenza di bagni ridotti male e rotti con degrado generale della struttura.  Sappiamo già quanto infezioni batteriche nosocomiali girano all’interno degli ospedali per mancanza di perfetta situazione igienica quindi dobbiamo assolutamente stare attenti a qualsiasi possibile evento che possa portare ad infezione nosocomiale agli utenti ricoverati presso le strutture ospedaliere italiane. Nel caso specifico a Palermo, l’anziano poi morto presso l’ospedale Civico, attualmente vi è assistenza da parte dei legali alla famiglia per fare chiarezza sul caso di cattiva igiene nella struttura in Sicilia.

19 febbraio: i giornali titolano ” Indennizzi bloccati fino a fine anno per i danni di malasanità”. ATTENZIONE leggere bene gli articoli perchè non specificano che riguardano solo le esecuzioni e non per gli accordi e per le cause di merito che sono la grande maggioranza dei risarcimenti da errore mecico.

31 gennaio: malasanità ed errore medico a Sesto San Giovanni (Milano) con tanto di risarcimento ottenuto per una negligenza medica; la paziente si era vista togliere lo stomaco senza una necessità di tale intervento perchè non vi era il tumore sospettato dal dottore che aveva letto male l’istologico.

25 gennaio: in Calabria (pronto soccorso Polistena) un sospetto caso di malasanità scambiato per covid ma che poi risulterà negativo; il paziente alla fine mori’ a dicembre 2020 qualche ora più tardi al ricovero per arresto cardiaco da shock settico. Sulla vicende i famigliari vogliono vederci chiaro.

2 gennaio 2021: Sanità in Emilia Romagna dove si parla su Modena Today  di circa 1200 risarcimenti all’anno per casi di errore medico, ogni 100 mila ricoveri solo 16 sono risultati connessi a malasanità.

28 dicembre: tieni banco sulle cronache locali e non quanto accaduto a Catania per la presunta cattiva gestione dell’urgenza accaduta ad una bimba andata in arresto cardiaco e poi deceduta; sono indagati a dicembre 2020 9 medici anche per falsa compilazione della cartella clinica. Tutto ciò se vero sarebbe gravissimo perchè manomettere o falsificare una cartella clinica al giorno d’oggi non sarebbe tollerabile.

24 novembre: Da onorare e  raccontare la vicenda successa a novembre 2020 in cui un infermiere viene richiamato dalla pensione per aiutare i medici in una struttura ospedaliera a Napoli per combattere la battaglia contro il Covid. Nonostante i rischi l’infermiere ha voluto portare a termine il suo servizio ma purtroppo ha contratto prematuramente il coronavirus ed è morto. Solo rispetto per questo uomo e condoglianze per i famigliari.

22 novembre: Singolare la vicenda in cui l’infettivologo Bassetti in una intervista dichiara che hanno “sbagliato nel fare un conteggio così minuzioso” inserendo anche le persone decedute per infarto tra i numeri delle morti dovute a Coronavirus. L’errore soprattutto è stato secondo Bassetti di contare diversamente dal resto dei paesi Europei penalizzando così l’Italia di un maggiore numero di casi veri e quindi di aver alterato la percentuale di mortalità della popolazione Italiana verso il virus Covid 19.

12 novembre: da specificare bene la differenza tra errore medico con danno al paziente ed errore medico senza danno al paziente. Non è chiaro agli utenti che chiedono informazioni su una pratica di risarcimento danno per malasanità che NON è attivabile se all’errore medico non vi sia connesso un danno fisico permanete o temporaneo alla persona. Purtroppo l’errore sarà una situazione spiacevole e triste per il paziente che si sente leso e non curato bene ma se non implica e sfocia in un danno è sconsigliabile inoltrarsi in una difficile azione legale per colpa medica.

3 novembre: Malasanità covid: il coronavirus ha esposto medici e infermieri non protetti da idonee misure di precauzione che contraggono il virus con gravi conseguenze per la loro salute. Con il Decreto Cura Italia il governo ha previsto per i contagiati sul posto di lavoro, medici, infermieri, dottori che l’Inail tuteli tali lavoratori che  hanno subito danni fisici dal virus covid 19. La disorganizzazione degli ospedali ed il mancato rispetto delle tutele dei lavoratori implica una dovuta tutela per la categoria di medici, infermieri e sanitari.

31 ottobre: articolo esposto sul sito Blogo.it in cui  presso l’ospedale del mare nelle vicinanze di Napoli dove una infermiera parla di malati Covid 19 messi in stanze comuni in cui vi sono anche pazienti sani. La cosa sembra surreale per la 2′ ondata del virus, visto anche il forte incremento nella Regione Campania, il tutto merita maggiore attenzione a questi errori che potrebbero essere fatali.

28 ottobre: I settori dove si sono registrati maggiori errori medici sono lortopedia e traumatologia con circa il 20% dei danni totali;segue la chirurgia generale superiore al 10 % del totale.Nel reparto di ostetricia / ginecologia si hanno il 10 % degli errori e spesso sono situazioni molto delicate per neonato o madre.
I problemi principali sono le errate o mancate diagnosi oppure terapie sbagliate ma non vanno sottovalutate le infezioni contratte in ospedale che sono migliaia in Italia e possono portare al decesso di un paziente già molto provato.

22 ottobre: ancora in fase di esame per capire tramite la procura cosa sia successo al paziente deceduto in Puglia una settimana dopo aver fatto un intervento alla vescica. La famiglia del defunto si chiede il perché per una normale operazione si sia arrivati al decesso. La vicenda di presunta malasanità a Lecce andrà approfondita per capire come mai si siano aggravate così tanto le condizioni fisiche del paziente in seguito a questo intervento considerato di normale difficoltà.

11 ottobre: continuano le verifiche nelle RSA in Italia dove ad oggi ci sono ancora molti problemi e in seguito ai controlli dei Nas il 20 % delle case di cura ha riportato irregolarità all’interno della struttura obbligandone la chiusura od il sequestro.Dopo i casi di malasanità e cattiva gestione covid di marzo ci si aspettava un miglioramento ma ad oggi i problemi ci sono e paiono non facilmente risolvibili.

25 settembre: importante e giusta la legge che tutela i  medici e i sanitari che verranno aggrediti nelle strutture ospedaliere in Italia; le pene previste sono fino a 16 anni di reclusione ed ammende fino ad un massimo di 5000 euro.Il tutto in seguito ad eventi accorsi nei pronti soccorsi nei tempi recenti in cui vari i dottori / infermieri sono stati aggrediti dai famigliari del paziente esasperati dalle attese.

21 settembre: per i clienti della clinica Dentix che non ha più riaperto da marzo 2020.I suoi clienti si sentono ora truffati perchè non riescono a terminare le cure spesso già pagate; la società in concordato preventivo avrà tempo fino a novembre 2020 per presentare un piano di rientro del debito. Inoltre non è stata resa nota nessuna procedura fallimentare.

10 settembre: Problemi al pronto soccorso dove l’1 % dei casi che arrivano sono in codice rosso quindi in situazione grave, mentre i codici verdi sono più del 65 % dei casi totali nei 300 pronti soccorsi in Italia; inutele dire la fondamentale importanza di avere tanti medici e di esperienza presso la prima valutazione al pazienze onde evitare errori che potrebbe avere conseguenze gravi o malasanità.

24 agosto: il virus covid 19 (coronavirus) è ormai diffuso in tutto il mondo; a tutela dei medici e dei cittadini  attualmente a rischio di contrarlo si è espresso l’ OMS dichiarando che far lavorare i dottori senza le protezioni necessarie durante il lavoro è come condannarli a morte.Infatti oltre a mettere la propria vita nel destino del virus possono a loro volta contagiare centinaia di pazienti e cittadini inermi. Tutto questo e’ stato  riferito dal direttore generale OMS in questo mese di agosto 2020.
22 agosto: Caso da valutare a Cosenza in cui una donna incinta di 34 anni si presentava al pronto soccorso in ospedale con forti dolori addominali ad agosto 2020. Dopo normali visite in pronto soccorso i medici decidono di dimetterla senza approfondire con esami diagnostici corretti la grave situazione in essere. Il dramma lo si ha il giorno seguente  con la morte di madre e feto per motivazioni ancora da chiarire.
16 agosto: condannati 2 medici a Crotone in seguito a malasanità perchè in ospedale il paziente ha subito un errore medico; dopo un incidente aveva riportato una frattura al femore diagnostica mentre non si erano capite altre complicanze che hanno poi portato al decesso. Risarcimento per famigliari e condanna per i medici la conseguenza stabilita dal tribunale di Crotone.
8 agosto: Ha fatto scalpore e notizia riportata da “ilrestodelcarlino” la disavventura della signora di Ferrara dove all’ospedale ha dovuto attendere 17 ore un gesso. Il collasso dei pronti soccorsi è noto ma tale lentezza può portare oltre che gravi disservizi sanitari ad una vera e propria malasanità nel caso si abbiano poi danni permanenti al paziente.
5 agosto: un paziente si era recato 6 vole al pronto soccorso di Pordenone in cui i sanitari non hanno capito la gravità della situazione clinica del paziente; il tutto riportato da “il messaggero” in cui si è poi capito con più di 1 mese di ritardo grazie ad una visita specialistica che si trattava di un tumore con metastasi diffuse.
19 giugno: recente la vicenda in Sicilia dove sono indagati medici che hanno organizzato certificati per falsi invalidi; ora i professionisti indagati, sono 6 con anche altri indagati esterni dovranno rispondere della vicenda accaduta a Catania e portata alla cronica di malasanità burocratica dal quotidiano Cataniatoday.it
14 giugno: Errore medico durante una gastroscopia? la gastroscopia la si può annoverare tra gli interventi che danno origine a parecchi casi di malasanità errore medico e danno medico. Succede specialmente nei soggetti più anziani o in situazione di grave negligenza medica che durante la colonscopia venga perforato e bucato l’intestino; tale operazione, se si verifica, è molto pericolosa e va subito chirurgicamente ristabilita altrimenti in paziente può rischiare anche di morire.
23 maggio: Come chiedere un risarcimento per ritardo ambulanza e conseguente  danno o morte del paziente in attesa dell’arrivo dell’ ambulanza?
Un fatto accaduto e messo in risalto dalla trasmissione TV su rete 4 “Dalla Vostra Parte ” in cui a Pompei un ragazzo è morto dissanguato per il ritardo dell’arrivo dell’ambulanza. Il legale dovrà provare il danno sanitario e che la morte sia avvenuta perchè il ritardo dell’ambulanza sia stato fatale per la vita del giovane deceduto.Risarcimento per danni da ritardo ambulanza o mancanza di personale medico a bordo tardivo ambulanza a Milano Roma Torino Bologna Monza Padova Cagliari e tutta Italia.
18 maggio: continuano i problemi nelle RSA in Italia da Milano, Bergamo,Brescia a Genova;  2 operati sanitari della Rsa Trivulzio (casa di cura a Milano) risultati infetti da coronavirus hanno chiesto i danni per aver contratto la malattia; la struttura aveva detto loro a metà marzo 2020 di “togliere le mascherine” nonstante la pandemia in atto evidente ed i continui decessi di anziani.
26 aprile: Calcolo da un gruppo di scienziati scozzesi in cui si dice che gli anziani in media avrebbero potuto vivere da 2 a 13 anni in più nonostante avessero patologie pregresse.
Lo studio evidenzia una  media di 10 anni di vita persi per cittadini normali o anziani nelle case di cura. La teoria si basa sulle tabelle di aspettativa di vita incrociando vari dati e informazioni sulle patologie pregresse.
20 aprile: continuano il problema e le segnalazioni delle  case di cure in Lombardia Toscana Venuto Puglia Liguria dove anziani sono deceduti per coronavirus  ed i parenti chiedono chiarezza e spiegazioni su cosa sia successo esattamente. Molti di loro risultati positivi al coronavirus hanno poi avuto la peggio;  la domanda che ci pongono gli utenti che ci chiamano e cosa fare? la prima cosa ritirare la cartella clinica per sapere cosa sia successo esattamente, senza fare denunce. Bisognerà poi capire successivamente se le RSA abbiano tutelato i medici,gli infermieri ed i pazienti anziani seguendo le linee guida e i protocolli di sicurezza.

9 aprile: Solidarietà verso i medici e gli infermieri che rischiano ogni giorno per la tutela dei malati. Il giornale Messaggero ha evidenziato numeri di decessi medici arrivati ad oggi a quota 103 per l’epidemia del Coronavirus. Un numero esagerato tanto da far tuonare l’ordine dei medici che ritengono di non aver avuto il supporto necessario di protezioni individuali per poter affrontare il loro lavoro in sicurezza.

8 aprile: in questi giorni nella totale emergenza Coronavirus (ringraziando doverosamente  medici ed infermieri che rischiano la loro vita tutti i giorni per salvare noi cittadini) vi sono state varie denunce alle case di riposo RSA a Milano dove i morti ed i contagi sono stati parecchi. La Procura di Milano sta ora indagando per approfondire le denunce dei familiari dei pazienti morti e valutare se i protocolli di sicurezza siano stati rispettati.

29 marzo: Le infezioni ospedaliere uccidono molto più di quanto si pensi: ogni anno decedono circa 4500 persone delle 500 mila infettate (infezioni) negli ospedali in Italia.

10 marzo: Bisogna chiarire che quando un paziente si è sottoposto ad un primo intervento in ospedale o clinica privata con errore medico ma un successivo intervento risolve completamente gli errori  fatti nel 1′ il danno si può ridurre di molto o sarà quasi risolto al 100%.Nel caso malaugurato il 2′ intervento non risolva allora è il caso di approfondire con una valutazione se vi sia un danno permanente a vita nel paziente leso.

2 marzo: Dati e statistiche sui casi di malasanità,  l’associazione degli anestesisti parla di 14 000 morti l’anno mentre il dato aumenta sino a 50 000 decessi secondo Assinform; si era anche stimata una media di 90 decessi al giorno(sembrano però più proiezioni che dati certi).

22 febbraio ritorniamo su un caso  di presunta malasanità con la morte della madre dopo aborto a Catania e gravidanza indotta con due gemelli. La partoriente viene ricoverata per gravi complicanze. La situazione precipita e il gruppo medici presente,decide, l’interruzione di gravidanza con procurato aborto.La famiglia aveva  esposto una denuncia per presunta malasanità, quindi il magistrato ha dato il via ad una  indagine con atto dovuto contro i 12 medici presenti in sala parto dell’ospedale di Catania per valutare se ci sia stato un errore medico.

18 febbraio: Riforma proposta in ambito penale per la responsabilità medica in seguito alla Legge Gelli del 2017, si pensa di modificare l’articolo 590 del codice penale. La proposta punta infatti a rivedere la responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario.Se il medico nello svolgere l’attività dimostrerà che si è attenuto alle  linee guida non risponderà penalmente per colpa lieve.

11 febbraio : importante specificare che in caso di dimenticanza nel paziente di un corpo estraneo (es una garza o una benda) durante l’operazione il medico e l’ospedale ne saranno responsabili nei limiti del danno che hanno creato; quindi se il corpo verrà rimosso senza che abbia leso organi o creato problemi fisici permanenti il danno sarà  minore. Infatti si ridurrà alla semplice cicatrice dell’intervento inutile che il paziente dovrà subire ancora più una eventuale  perdita patrimoniale. Nel caso contrario che l’oggetto dimenticato (es una pinza ) abbia leso un organo del paziente a vita il medico e l’ospedale risponderanno del grave danno.

13 gennaio 2020:  sempre più problemi (dalle ultime statistiche) sorgono per gli italiani in seguito alla sanità soprattutto per quanto riguarda le cure.Più di 1 milione di italiani infatti hanno riscontrato problematiche per le cure troppo care o per tempi di lista di attesa che non garantiscono il diritto del paziente alla propria salute. Tutto questo inclina e peggiora lo status salutare di molti cittadini italiani delusi e rinunciatari alle cure necessarie. Questo quanto emerso da Bruxelles in una ricerca uscita a dicembre 2019.

5 gennaio: non tutti sanno che nel 2019 vi è stata una importante sentenza che obbliga lo Stato al risarcimento per gli eredi del paziente morto in seguito a vaccino antitetanico. Il ministero della Salute ha una sua responsabilità per i danni da vaccino con emoderivati e da trasfusioni di sangue infetto (sentenza della Cassazione 21791) I casi che rientrano in tale sentenza di risarcimento danno da vaccino antitetanico accaduti dopo il 1990.

9 dicembre: In Italia le infezioni contratte in ospedale, come in tutta Europa, sono una piaga che implica complicanze nei pazienti sopratutto più deboli ed anziani.Una cura antibiotica in uno stato già molto debilitato può arrecare danni fatali al paziente.La negligenza della struttura ospedaliera nel far contrarre una infezioni al paziente si avrà nel momento in cui vi sia un danno nel paziente stesso; non basta contrarre una infezione per richiedere un risarcimento per danno da struttura ospedaliera, ci vuole un danno alla persona temporaneo o permanente.

29 novembre: importante decisione riguardo la proposta dell’INAIL di aumentare gli indennizzi del danno biologico dell’ 1,1 per cento adeguandoli al costo della vita considerando gli anni 2017/2018; tale considerazione è stata presa e accolta dal Ministero del Lavoro sia per la forma capitale che per la rendita.

23 novembre: sono appena state pubblicate le nuove 10 sentenze della cassazione (San Martino) che daranno maggiori informazioni sulla Legge Gelli della responsabilità medica specificando e togliendo vari dubbi che attualmente la legge provoca.7 sentenze saranno sulla responsabilità medica e 3 sul danno patrimoniale.Nota importante la legge Gelli non è retroattiva in quanto non applicabile a fatti precedenti.

15 novembre:  ci si chiede se vi è sia stato un danno da parto e conseguente decesso di mamma e neonata dovuti a malasanità presso l’ospedale di Roma; il decesso durante il parto inizialmente solo della madre poi anche della figlia. E’ stata aperta una inchiesta per verificare se i medici indagati hanno compiuto tutto il necessario previsto dalle linee guida oppure se vi sia stato un errore.

1 novembre: di oggi il caso sottolineato dalla cronaca di Rimini in cui  si sta accertando se vi sia stata malasanità nel decesso del bimbo di appena 2 anni; sul caso sta facendo chiarezza la procura in seguito alla denuncia da parte dei genitori del decesso del bimbo che all’ospedale veniva dimesso (andrà capita e approfondire la situazione clinica) ma poco dopo degenerava il suo stato di salute.Il bimbo infatti era stato riportato poi in ospedale e ricoverato d’urgenza a Rimini per l’aggravarsi dello stato di salute.

30 ottobre: emblematica la vicenda accaduta al paziente in Basilicata dove paga l’esame radiologico a cui dovrà essere sottoposto 45 giorni dopo; al momento stesso di sottoporsi alla verifica il personale sanitario lo avverte che il macchinario predisposto per tale esame non è presente in struttura. Ovviamente il ritardo espone il paziente ad ulteriore attesa ed in alcuni casi potrebbe portare ad un danno da malasanità burocratica – organizzativa.

20 ottobre: Tra i casi di malasanità vi è da segnalare a Milano la causa medica in atto perchè era stato tolto il rene sano al paziente al posto di quello malato (malattia tumorale); il danneggiato ha ora richiesto i danni per oltre 1 milione di euro ai chirurghi che hanno tolto l’organo sano al Fatebenefratelli di Milano causando un danno permanete fisico al paziente per errore medico.

1 ottobre: si stanno svolgendo accertamenti medico legali e legali per un caso di presunta malasanità a Milano in cui la paziente è deceduta in seguito a dissanguamento; il tutto purtroppo avvenuto in un ospedale di Milano dove 3 ginecologi indagati per errore medico in seguito ad una perforazione dell’utero durante il raschiamento.

28 settembre: Due casi di malasanità a Monza e Sesto San Giovanni ,nella provincia di Milano, sono attualmente sotto indagine; questo quanto riportato e scritto  sui giornali e dalle TV italiane  nel mese di settembre 2019 come presunta malasanità a Monza e Sesto San Giovanni.
Ad una paziente è stato asportato lo stomaco per un errore sanitario, in quanto vi era stata una diagnosi errata da parte di due chirurghi che hanno poi tolto l’organo.
Mentre nella provincia di Monza, precisamente a Vimercate, si è parlato anche qui di un caso di malasanità eclatante per decesso della paziente; vi è stato infatti un errore ed un conseguente scambio di sacche di sangue tra due donne nello stesso reparto dell’ospedale vicino Monza in cui un caso di omonimia ha portato ad una trasfusione errata che si è poi rivelata fatale portando al decesso della paziente. La procura di Monza sta indagando sul caso di malasanità avvenuto a Vimercate nel settembre 2019 infatti si è ipotizzato alla base del decesso un errore umano dei sanitari.

21 settembre: si valuta un  risarcimento per decesso da batterio New Delhi in Toscana dove ci sono stati vari casi, circa 30, di infezione; i diritti dei pazienti in Toscana riguardo la tutela dal batterio sono al centro delle notizie dei maggiori quotidiani che stanno trattando il problema del batterio New Delhi negli ospedali e su cosa fare. Probabile che avvocati e associazioni del malato stiano muovendosi per capire ed affiancare i pazienti che chiedono informazioni sul batterio New Delhi a Pisa Pistoia Firenze Siena Lucca e nella intera Toscana.Si tratta di un batterio molto resistente agli antibiotici con un tasso di mortalità maggiore al 30% dei pazienti che lo hanno contratto.Anche i politi Toscani stanno iniziando a chiedere informazioni maggiori alle strutture ospedaliere su cosa stia esattamente succedendo.

5 settembre : recente è la sentenza di cassazione in cui si parla di responsabilità medica quando l’operazione è svolta da più dottori in equipe in cui si ha la regola per cui ogni medico è tenuto a vigilare sulla correttezza del lavoro degli altri ma solo per evitare errori  palesi e non settoriali.

27 agosto: Ad Agrigento Corriere Agrigentino solleva il problema di un 60 enne morto in seguito ad una infezione alla protesi inserita per una frattura al femore presso l’ospedale di Licata (Sicilia).
Il paziente poi deceduto a Gela è stato sottoposto ad autopsia per verificare se l’infezione sia nosocomiale quindi avvenuta e contratta all’interno dell’ospedale portando ad un successivo contenzioso oppure ad una causa di malasanità in Sicilia.

24 agosto: Il Corriere Nazionale di malasanità a Scafati (Salerno) scrive di  una salma  trovata piena di formiche all’interno dell’ospedale. I familiari della vittima hanno presentato una denuncia per malasanità ai carabinieri per la mancanza di igiene all’interno dell’ospedale di Scafati.

7 agosto: in una recente statistica è emerso che la categoria di medici che subisce maggiori denunce per colpa medica e malasanità sono i chirurghi con quasi il 40 % della totalità.

3 agosto: I giorni finali di luglio hanno portato alla cronaca sanitaria a livello mondiale il problema delle protesi mammarie Allergan connesse al rischio di essere cancerogene e ritirate in tutto il mondo, non solo in Europa. Sta destando sicuramente preoccupazione nelle donne che che richiedono notizie news informazioni ed  hanno subito interventi post tumorale in cui sono state inserite protesi mammarie della ditta Allergan.
Il problema delle protesi Allergan è la sicurezza non riconosciuta al 100% in quanto ci sono stati più di 30 decessi ed il tipo di protesi utilizzate riguardava 12 casi con tali protesi inquisite. Il tutto ha costretto i vari Stati all’intervento ed al ritiro delle protesi per rischio cancerogeno; è ancora presto per parlare di malasanità da protesi cancerogene mammarie senza divulgare panico nei pazienti che le hanno utilizzate però sicuramente il sospetto rimane, Italia Milano – Roma agosto 2019.

29 luglio: Le infezioni ospedaliere in Italia sono un grosso problema all’interno degli ospedali; si parla di un 6  / 7% rispetto al totale dei ricoveri.Ogni anno nel nostro paese si hanno  circa 500 000 infezioni nosocomiali in cui l’1% dei casi (5 000) il paziente arriva poi alla morte; circa il 30% delle infezioni totali sarebbero ritenuto prevenibili.

24 luglio:Molto interessanti i dati sulla malasanità riguardanti i maggiori errori medici evidenziati da un articolo di Repubblica.it con conseguente rischio per il paziente; si è infatti capito tramite una analisi accurata dei database delle assicurazioni che più della metà dei pazienti vittime di malasanità sono donne e l’età media è di circa 50 anni. Inoltre l’indagine ha ravveduto che la maggior parte degli errori in Italia riguarda tumori (quindi mancate o errate diagnosi), patologie vascolari e la grande piaga degli ospedali in Italia cioè le infezioni nosocomiali. Sono vari gli errori in questi tre settori,soprattutto per quanto riguarda le mancate diagnosi tumore o errate, circa il 35% delle negligenze totali, mentre le infezioni sono circa il 14 %.

15 luglio: Recente la notizia riportata dai giornali locali (Corriere sezione Bergamo) in cui a Bergamo una signora anziana appena dimessa dall’ospedale dopo una frattura al braccio poi risanata muore poco dopo a casa; i figli si chiedono le motivazioni di tale decesso ed hanno fatto aprire una indagine per errore medico sulle cartelle cliniche presso l’ospedale.Si valuterà ora le vere motivazioni della morte che potrebbero essere dovuta a fatalità senza un necessario errore dei sanitari che anzi hanno disposte le condoglianze alla famiglia sicuri di aver proceduto secondo le linee guida.

17 giugno: Ritorna la problematica della Legionella infatti se ne è parlato in questo weekend 15 giugno 2019 a Pavia esattamente all’ospedale San Matteo in cui un cinquantenne è attualmente in prognosi riservata in seguito ad aver contratto legionella.
La Legionella è una forma di forte infiammazione che coinvolge entrambi i polmoni pericolosissima e letale in un caso su 10.

10 giugno:  Fà preoccupare tutti i pazienti delle Cliniche Idea Sorriso in quanto alcune sedi hanno chiuso; alcuni pazienti  hanno lavori di implantologia da terminare o con problematiche da risolvere.
I pazienti con problemi di implantologia e protesi dentarie si sono visti rifiutare l’appuntamento non trovando nessuno nelle varie sedi che stanno chiudendo quali a Mestre, Padova e Modena il tutto per varie motivazioni quale ad esempio la mancanza di sterilizzazione dei ferri ed altre mancanze igieniche come alla filiale di Modena stessa. I pazienti ora chiedono rimborsi per impianti dentali non completati o con problematiche.

30 maggio: La tempistica di intervento al pronto soccorso per  i casi cardiopatici è fondamentale; ha creato scalpore la news riportata dal Secolo D’ Italia in cui un cittadino napoletano all’ospedale del Mare ha dovuto chiamare un taxi per il trasferimento avendo atteso 5 ore con un infarto in atto.La prontezza della moglie infermiere è stata decisiva per poter salvare l’uomo che una volta spostato in altro ospedale ha potuto essere curato adeguatamente evitando un sicuro caso di malasanità per ritardo in pronto soccorso a Napoli.

29 maggio : Risarcimento Salute aderisce e sostiene l’iniziativa Diritti Difesa Donna,una pagina di ascolto, confronto e orientamento legale. L’obiettivo del progetto è quello di affiancare le persone nella presa di coscienza dei propri diritti e indirizzarli verso gli strumenti di tutela giudiziaria. Si rivolge principalmente alle vittime di violenza, anche psicologica, subita in ambito familiare e sociale e si fonda su un unico principio: TUTELA TE STESSA. Nasce dall’iniziativa dell’avvocato Elena Meloni il cui supporto legale è costantemente affiancato a quello psicologico per garantire un’efficace tutela delle persone, delle relazioni familiari, dei minorenni e, soprattutto, delle Donne.

A maggio 2019 è iniziata la partnership con Diritto e Fiabe (seguito da oltre 30 .000 followers  sui social networks). Diritti e fiabe ,nato nel 2015, grazie alla creatività di Ivan Allegranti, ex studente di giurisprudenza ed attualmente Praticante Abilitato al Patrocinio presso il Foro di Firenze. L’idea di questo progetto(prima come pagina Facebook e poi si trasforma in una testata online) è quella di rendere il diritto fruibile e alla portata di tutti. Infatti, leggendo gli articoli su Diritto e Fiabe è possibile imparare e comprendere gli istituti giuridici grazie alle fiabe, trait d’union di questo testata online.

30 Aprile 2019: Emblematico servizio in TV sulla malasanità fatto in questi giorni delle Iene in cui si paragona il servizio di emergenza delle ambulanze tra il nord ed il sud Italia, nello specifico Milano ed in Calabria. Infatti si è provato a chiamare un’ambulanza a Milano ed una ambulanza a vicino Reggio Calabria; la differenza è risultata abissale. Nella qualità del servizio nell’ efficienza e nell’arrivo sul posto.
Inoltre l’ospedale in Calabria non risultava dotato nel pronto soccorso di macchinari fondamentali per la tutela del malato in cui Infatti il paziente doveva recarsi in altra struttura per svolgere l’esame con conseguente grosso rischio di danno medico da malasanità e struttura ospedaliera non adeguata.
Differentemente a Milano la struttura è risultata valida con un immediato controllo diagnostico da parte dei medici presso il pronto soccorso ed in una tempistica più che ragionevole.

Altra Sentenza di condanna per un caso di malasanità avvenuta al tribunale di Avellino a marzo 2019 in cui medico e struttura ospedaliera sono stati condannati per un errore durante un esame diagnostico; nell’ esattezza si trattava di una colonscopia non eseguita bene con le dovute attenzioni alla paziente che ha riportato un danno permanente fisico.
La sentenza riguardante il risarcimento di malasanità per oltre 200.000 euro ha dato fine dopo anni di causa legale da parte della paziente con il proprio avvocato che l’ha assistita contro l’ospedale Moscati cercando di dimostrare,riuscendoci, il danno e la negligenza del medico ad Avellino.

Chirurgia estetica danno arresto cardiaco a Monza marzo 2019: la cronaca di Monza parla di malasanità o presunta tale in seguito al fatto gravissimo accaduto ad una donna a Seregno in cui vi è stato un arresto cardiaco in seguito ad una anestesia fatta in una clinica dov’è la signora si stava sottoponendo ad un intervento di chirurgia estetica. La donna pare ora in condizioni gravissime e se fosse confermata malasanità a Monza ( i carabinieri hanno già sequestrato l’attrezzatura) i medici che hanno operato la signora dovranno rispondere di questa grave situazione creatasi.

28 febbraio 2019 Pistoia: proprio a fine febbraio si sta indagando su un malore avvenuto a Pistoia in cui una ragazza dopo essere andata tre volte al pronto soccorso veniva sempre dimessa senza approfondire esattamente la problematica sanitaria in corso. Solo in seguito la ragazza decede per presunta malasanità a Pistoia dovuta ad una crisi respiratoria non diagnosticata nella giusta tempistica dai medici; probabilmente il decesso è stato dovuto ad un infiammazione polmonare che non era stata capita al pronto soccorso dai sanitari presenti. Ora si è in attesa dell’autopsia e di un procedura interna all’ospedale di Pistoia per capire esattamente cosa sia successo e quali eventuali errori siano stati commessi dai medici.

24 Febbraio Roma – Frosinone:  Si è avuta una spiacevole richiesta di archiviazione a Frosinone per un decesso in cui si deve ancora approfondire se avvenuto per errore medico dopo un intervento all’anca.
I familiari e l’avvocato del paziente deceduto per una serie di complicanze post intervento chirurgico che hanno fatto pensare a presunta malasanità si stanno opponendo all’archiviazione; sono pronti ad attivare una richiesta legale in cui,tramite un processo per responsabilità medica a Roma – Frosinone, si prospetta necessaria per capire se  i diritti del paziente siano stati lesi.

La cronaca di Milano di giovedì 14 febbraio 2019 scrive della profilassi scattata in una casa di riposo in zona Corvetto Milano in cui sono stati contagiati 5 persone da un epidemia di scabbia purtroppo sopravvenuta nei 5 anziani.
Il tutto è accaduto nella residenza per anziani del Comune di Milano Virgilio Ferrari che ospita circa 1000 persone già con gravi patologie e assistiti sanitariamente. Questo problema di malasanità (mancanza di igiene) avvenuto nella RSA di Corvetto a Milano non è il primo in Italia; bisognerà capire ora quale è mancanza di igiene  non siano state rispettate ed hanno portato all’epidemia di scabbia.
Nella struttura dovranno essere attenti all’igiene soprattutto nella lavanderia dove i vestiti dovranno essere perfettamente disinfettati.
La speranza è che i pazienti anziani ,già gravemente spesso malati, con questa infezione non peggioreranno la loro condizione di salute. Ricordiamo che la scabbia è un’infezione causata da un parassita che si riproduce velocemente ed è di facile contagio.

Febbraio 2019 malasanità Napoli: si è aperto una inchiesta per un caso di malasanità all’ASL di Napoli per capire il decesso avvenuto di un paziente all’ospedale San Paolo. La cosa che ha destato scandalo è l’attesa eccessiva di 6 ore prima di morire al pronto soccorso in cui il paziente non ha avuto le cure necessarie.
Attualmente è stato disposto il sequestro della cartella clinica per valutare quali fossero davvero le condizioni dell’anziano. Allo stato attuale della cosa la famiglia vuole avere una valutazione se vi sia stata malasanità per il paziente deceduto a Napoli

Paradossale la situazione che si è creata a fine gennaio del 2019 presso Salerno in cui un uomo è deceduto dopo aver passato tre ospedali e decine di medici ed ora sono sotto accusa per capire se ci sia stata malasanità. La vittima era stato in tre ospedali in questi ultimi mesi per svolgere le cure dovute; i famigliari hanno ora  esposto denuncia per errore medico ritenendo non adatte le cure svolte dai più di 30 medici indagati.Sono infatti partite le indagini sul caso di presunta malasanità ma viste le varie patologie di cui il paziente soffriva bisognerà attendere l’autopsia e fare una valutazione profonda se vi sia stata negligenza da parte dei medici a Scafati e Nocera verso il paziente poi morto.

A gennaio 2019 è balzato alla cronaca un caso di truffa ai danni della sanità italiana portato da un soggetto che percepisce la pensione di invalidità risultando cieco non vedente. In verità è stato visto camminare da solo sui monti. Se fosse confermata dalla guardia di finanza la cosa (si stanno facendo tramite la procura indagini) ovviamente la persona inquisita dovrà rispondere di questa truffa ai danni della sanità italiana e dello Stato. Allo stesso modo però chi è il medico legale che ha fatto la perizia – visita medico legale per poter avere invalidità civile dovuta a cecità alla persona che ora sta truffando lo Stato? Probabilmente anche il medico legale compiacente che ha fatto una falsa o non corretta perizia medico legale dovrebbe essere anche egli inquisito e se confermati i fatti punito perché ha arrecato un danno all’erario statale, considerabile anch’essa una malasanità burocratica.

Analizzando la recente cronaca di novembre 2018 segnaliamo questo grosso problema di pagamento da parte dell’assicurazione Am  Trust (che assicura il 60 % degli ospedali italiani) a sentenza già venuta per la bambina rimasta tetraplegica in seguito alla malasanità presso Rovigo dove nonostante ci sia già stata la volontà del giudice a pagare 5 milioni di euro per risarcimento danni in seguito ad errore medico da parte di due ginecologhe, si stia temporeggiando nel pagamento della somma.Ora dopo vari articoli di giornale e all’intervento della TV pare in questi giorni sia stato sbloccato una parte del pagamento nonostante l’assicurazione abbia già detto che ricorrerà in appello per cercare di ridurre il risarcimento per malasanità dovuto all’errore ginecologico.

PUBBLICITA’ IN TV SULLA MALASANITA’ CON ENRICA BONACCORTI SULLA RAI :

Sta suscitando in questi giorni di fine anno  2018 clamore lo spot sulla malasanità di Obiettivo Risarcimento di Treviso in cui in TV sulla Rai stà facendo passare la pubblicità sui risarcimenti per errore medico; la presentatrice Enrica Bonaccorti promuove lo spot pubblicitario sulla malasanità e l’ordine dei medici ha chiesto la sospensione e chiusa della pubblicità sulla rete nazionale Rai.La casta dei medici si è coesa lamentando mala fede nel dare notizia in tv e fare informazione a chi avesse subito un danno da malasanità perchè secondo loro allontanerebbe la fiducia tra paziente e medico.Ad oggi alcune televisioni, quale La 7 continua nel dare info allo spot, vedremo a breve l’evolversi dei fatti, rimane ben inteso che i diritti del malato vanno protetti e tutelati sempre.

Gennaio 2019 : per onore di cronaca la pubblicità sulla malasanità è stata ritenuta non lesiva della tutela dei consumatori; quindi possibile di riabilitazione sulle reti  Rai e Mediaset. Potranno riattivarla perchè non censurabile secondo l’autodisciplina pubblicitaria.Malasanità spot riabilitato.

In questi giorni si è parlato ancora di malasanità a Napoli al San Giovanni Bosco dove nel reparto di chirurgia si è parlato di chiudere la struttura in quanto hanno trovato altre formiche; sarebbe la terza volta che a Napoli avviene questo con totale mancanza di Igiene e pericolo per la tutela del paziente e della sua salute.
Lo stesso direttore della ASL di Napoli si è attivato per avere una indagine riguardo questa mancanza di igiene negli ospedali a Napoli dicendo che vari reparti potrebbero essere chiusi.
Il problema è che nel momento in cui avvengono queste segnalazioni che sostanzialmente sono una malasanità burocratica portano al blocco del reparto inquisito e al dovere di una immediata bonifica al fine che i pazienti non vengono contagiati da possibili infezioni che potrebbero portare loro un danno. Mancanza di igiene in ospedale a Napoli gennaio 2019 e possibile danno hai pazienti.

Caso di presunta malasanità a Bari in cui è stata aperta un’indagine per un bimbo di 6 anni morto per polmonite.
Le indagini proseguono presso l’ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari in quanto il bambino avvertiva problemi respiratori curati con semplice medicinali e dimesso in pochi giorni nonostante i sintomi non passassero. La procura sta valutando indagando questi ritardi o presunti ritardi diagnostici all’ ospedale di Bari se abbiano portato al decesso del bambino non curato subito con terapia antibiotica.

Altro caso di malasanità balzato alla cronaca in questi giorni è sicuramente il batterio killer nel Veneto a Vicenza dove sono state inviate migliaia di lettere ai pazienti ricoverati in questo periodo in cui i macchinari potrebbero averli contagiati con un batterio che ha una lunga incubazione ed ha già provocato la morte di 6 pazienti a Vicenza; sicuramente un caso di malasanità che potrebbe esplodere in centinaia di persone con problematiche sanitarie susseguenti ad una cattiva gestione – igiene di questo macchinario che avrebbe potuto contagiare centinaia di pazienti. Attualmente sono in corso le verifiche.

Sempre a Milano lo scandalo delle protesi e dei primari arrestati al Gaetano Pini ha suscitato molti articoli di giornale tra cui il Giorno Leggo.it, i quali hanno evidenziato come ci fosse un giro di tangenti e di sostituzioni di protesi spesso inutili riguardanti persone anziane tutto solo per aumentare i profitti dei medici indagati. Molti cittadini In seguito a questi articoli di giornali hanno contattato associazioni per malasanità a Milano Monza Roma e tutta Italia chiedendo informazioni lamentando problematiche di protesi non corrette che danno loro problematiche quotidiane.
Spetterà ora alla Procura indagare in modo approfondito quali siano le responsabilità dei Medici presso le strutture ospedaliere a Milano.

Un altro caso di malasanità a Milano che ha destato grossi titoli giornalistici è stato il caso della signora Milanese per la quale è stato disposto un risarcimento di quasi €200000 in seguito ad una grave dimenticanza dei dottori durante un’operazione avvenuta anni prima. Infatti l’equipe medica aveva dimenticato nell’addome della paziente un ago facendo soffrire la malata di grosse fitte addominali per molti anni senza che nessuno potesse intuire il perché; la scoperta è stata fatta grazie ad una lastra vari anni dopo e nonostante ci fosse la prescrizione di 10 anni si è riusciti ad ottenere un risarcimento danno per malasanità a Milano perché rientra nei casi di danno occulto cioè dei casi in cui si la prescrizione parte dal momento in cui il paziente leso scopre di aver avuto un danno medico.

Sempre a novembre 2018 la cronaca di Roma ha evidenziato per l’ennesima volta il problema delle infezioni ospedaliere nelle strutture sanitarie italiane che affliggono centinaia di pazienti per scarso igiene nel luogo ospedaliero.
I pazienti rischiano, secondo quanto riportato dalle statistiche, di contrarre durante un ricovero infezioni nosocomiali che potrebbero portare anche al loro decesso nel 6% dei casi

Malasanità a Torino la paziente doveva essere semplicemente operata al tunnel carpale ma per gravi complicanze e negligenze mediche si è venuta a creare una fascite necrotizzante (possibile causa anche di morte per un paziente già debilitato);la signora si è vista amputare l’intero braccio in seguito al peggioramento della mano dovuto alla infezione stessa. La notizia e subito balzata alle cronaca dei principali quotidiani di Torino in cui ora si ha un’azione legale per malasanità da parte della paziente che si ritiene vittima dei medici e della negligenza medica; se fosse riconosciuta questa sentenza di risarcimento sicuramente si parla di un alto danno vista anche la media età della signora e i danni morali a cui la paziente è caduta.
Questa errata operazione al tunnel carpale che ha portato poi a questa infezione mal curata è stata anche riportata come notizia degli ospedali a Rivoli da parte del TGCom in TV.

Sempre a Rivoli Repubblica Torino ha riportato la notizia della bimba di 2 anni caduta dal lettino e morta poi per emorragia non diagnosticata dai medici che ritenevano fosse una semplice gastrite.L’ospedale di Rivoli in poco tempo è stato segnalato dalla stampa torinese anche per un ulteriore caso finito con il decesso di un neonato per malasanità a Torino in seguito ad un parto gestito male.

Scandaloso caso di malasanità a Napoli dove le foto e le immagini della signora in ospedale coperta di formiche hanno fatto tutto il giro d’Italia; la donna era intubata in condizioni igieniche a dir poco terribili ricoperta di formiche è stata poi ospitata in un’altra stanza dell’ospedale San Giovanni Bosco a Napoli per consentire la disinfestazione dai batteri nel locale.In questo caso la paziente pur avendo avuto una situazione di disagio non potrà chiedere una volta guarita un eventuale risarcimento per la situazione creatasi in quanto ad oggi non a portato ad un danno alla sua persona.Paradossalmente è cosi senza un danno non vi è un possibile risarcimento anche per una vicenda cosi terribile.Se invece la paziente avesse contratto una infezione ospedaliera a Napoli nella struttura sanitaria colpevole della scarsa igiene allora si sarebbe potuta instaurare una azione legale (sempre che vi fosse un danno fisico alla persona).

Condannato a Udine per malasanità un medico di Trieste che aveva procurato la morte di una donna in seguito ad un intervento chirurgico all’ernia addominale. La sentenza condanna il medico di Triste per danno da colpa medica tramite il rito abbreviato per colpa grave. La famiglia aveva presentato denuncia per malasanità a Udine verso il medico  considerando l’accaduto grave e spiegando il tutto ai carabinieri; da lì era partito il processo nei confronti del chirurgo poi condannato. Fonte: Responsabile Civile

Un problema della mancata diagnosi o errata diagnosi di un cancro o un tumore avvenuta a Milano presso l’ospedale San Paolo in cui un milanese viene a conoscenza con vari mesi di ritardo di avere un tumore ed essere in metastasi. Il tutto perché l’ospedale risulta essere in emergenza avendo accumulato troppi referti da analizzare; questo ha portato ad inviare presso altre strutture ospedaliere a Milano le analisi perdendo mesi e rischiando errori come in questo caso nella valutazione della patologia del malato. La conseguente malasanità e danno a Milano del paziente ha portato ad un esito della biopsia in ritardo e dopo vari mesi invece dei tradizionali 10 giorni previsti peggiorando lo Stato del malato. La mancanza di medici e l’eccessiva richiesta di esami di laboratorio nella città Milanese ha portato alla grave colpa della mancata ed errata diagnosi aprendo una commissione di inchiesta per malasanità sulle colpe a dir poco gravi dei medici e della struttura ospedaliera.
Sicuramente una diagnosi veloce con una corretta analisi dei vetrini presso l’ospedale di Milano avrebbe evitato il peggioramento dello stato di salute del paziente che ora si trova davanti ad un caso di malasanità per l’eccessivo ritardo di una diagnosi tumorale alla prostata.


 

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